Quanto incide la tecnologia sulla crescita dei più piccoli?
Che tipo di rapporto instauriamo con i device di cui facciamo uso?
Sono queste le domande che Brett Gaylor, un regista canadese, si è posto dopo aver trovato nel suo telefono un file audio con tutte le domande che il figlio di cinque anni ha posto a Google Assistant.
Domande che, mese dopo mese, cambiavano con lui.
Ciò che più lo ha inquietato, oltre alla fiducia che il bambino ha sempre riposto nello strumento, è stato il modo in cui Google Assistant ha capito quali fossero gli interessi del bambino riuscendo a rispondere ai suoi interrogativi anche davanti a problemi di pronuncia.
La sua sensazione, che probabilmente è quella che accomuna gran parte di noi, è quella di un rapporto sleale, sbilanciato, dove c’è chi conosce e chi, invece, no.
Il motivo per cui ha voluto rendere pubblica la sua esperienza, facendola animare dall’illustratore e motion artist Darren Pasemko, non è altro che quello di provare a convincerci ad utilizzare la tecnologia in maniera più consapevole, spingendoci anche a proteggere i nostri dati che, probabilmente, continueranno a circolare anche senza di noi.
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