Miguel Rothschild, artista multidisciplinare nato a Buenos Aires e traferitosi poi a Berlino, riesce a lavorare con un’ampia varietà di mezzi differenti creando delle installazioni che giocano con la percezione dello spettatore mirando al suo stupore.
Le sue installazioni site-specific chiamano in campo la fotografia, la scultura ma soprattutto i tessuti, quelli che meglio si prestano a rendere le sue idee reali.
Due delle sue ultime opere, Elegy e De Profundis, se ne servono proprio per mimare il movimento dell’oceano, fermando le sue onde, sospendendole in aria oppure facendole rotolare giù come se seguissero una strada fatta di scale.
Tutto, anche i cavi di cui si serve per creare questi giochi, riesce in qualche modo ad enfatizzare quell’idea di natura salvifica che porta avanti con la sua arte, impersonando raggi di sole o gocce di pioggia.

