Art La prima campagna di OpenAI per ChatGPT è girata su pellicola
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La prima campagna di OpenAI per ChatGPT è girata su pellicola

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Giulia Guido

Due giorni fa OpenAI ha lanciato la sua prima campagna per ChatGPT

La campagna si sviluppa in tre mini-film che mostrano come il tool di Intelligenza Artificiale utilizzato da oltre 700 milioni di persone ogni settimana possa essere di supporto per situazioni quotidiane. 

Il primo corto pubblicato dal titolo Road Trip with ChatGPT mostra come usarlo per programmare un viaggio. Il secondo, Pull-Up with ChatGPT, come creare delle schede di allenamento. Infine, il terzo intitolato Dish with ChatGPT, come ideare un menù per una cena particolare. 

Fin qui direi nulla di speciale. Tutti, almeno una volta, siamo “caduti in tentazione” e abbiamo chiesto a ChatGPT cosa visitare in una città straniera o cosa cucinare a cena dicendogli cosa avevamo nel frigo. 

L’aspetto più particolare della campagna non è cosa racconta, ma come lo racconta. I tre mini film, diretti da Miles Jay attraverso l’agenzia Smuggler e realizzati col supporto dell’agenzia Isle of Any, sono stati interamente girati su pellicola 35mm. Una scelta che sicuramente fa storcere il naso.

L’azienda che poche ore fa ha lanciato Sora 2, il nuovo motore di creazione video con AI che molti hanno già associato alla parola rivoluzione, ha scelto un mezzo analogico per la prima campagna per ChatGPT. Non vorrei osare troppo, ma in pratica è come se Apple avesse presentato i nuovi iPhone 17 con una campagna girata con un Samsung. 

La domanda che viene spontaneo farsi è “Perché?”. Perché l’azienda leader nel campo dell’Intelligenza Artificiale dovrebbe fare di tutto per creare una campagna che si allontana completamente da quell’estetica AI alla quale ormai, forse, ci siamo abituati? 

E anche, perché disattendere le aspettative di milioni di consumatori che sotto i video pubblicati su YouTube hanno commentato speranzosi che fossero fatti con Sora 2? 

Forse, oltre a tanti di noi, anche qualcuno ai piani alti di OpenAI sa che i video fatti con l’intelligenza artificiale possono andare bene per Instagram o TikTok, ma sa anche che quando si parla di pubblicità fatta bene si parla di empatia ed emozioni e nulla batterà mai la texture della pellicola e Someone Somewhere (In Summertime) dei Simple Minds in sottofondo. 

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Scritto da Giulia Guido

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