Per 11 giorni le porte della prigione di El Dueso, costruita sulle antiche rovine della fortezza spagnola di Napoleone, si sono aperte per ospitare lo street artist Pejac che, insieme ai detenuti, ha dato vita a Gold Mine, un progetto artistico che ha donato nuova vita alla struttura.
In particolare sono stati realizzati tre murales. Il primo, The Shape of days, consiste in un enorme albero dipinto, composto da decine e decine dei classici segni che si incidono sul muro per tenere conto dei giorni.
Si continua con Hollow Walls, che consiste in un’illusione ottica in cui sembra che nel muro si apra una voragine e ne esca un uccello, da sempre simbolo di libertà.
L’ultimo gioca sempre con la percezione dello spettatore e si intitola Hidden Value. Pejac e i detenuti hanno usato come base un tabellone di un canestro e dipingendoci sopra hanno creato l’illusione che si pieghi su se stesso.
Riguardo a Gold Mine, Pejac stesso ha detto:
“Una prigione stessa è un luogo avvolto nella dura realtà e, allo stesso tempo, sento che ha una grande carica surrealista. È come se bastasse graffiare un po’ sulle sue pareti per scoprire la poesia nascosta dentro”.




