Phoebe Philo, la storia di una rivoluzionaria gentile

Phoebe Philo, la storia di una rivoluzionaria gentile

Andrea Tuzio · 1 settimana fa · Style

La notizia è di quelle che fa rumore, dopo 10 anni come direttrice creativa di Céline (lo scrivo con l’accento perché all’epoca non era stato ancora eliminato da Heidi Slimane, attuale creative director della maison francese) e 3 anni lontana dalle scene, Phoebe Philo torna finalmente nel mondo della moda. 

“Essere nel mio studio ancora una volta è stato eccitante e incredibilmente appagante” ha dichiarato la stessa Phoebe Philo in un’intervista rilasciata a Business of Fashion, ed ha aggiunto: “Non vedo l’ora di essere di nuovo in contatto con il mio pubblico e con la gente di tutto il mondo. Essere indipendente, governare e sperimentare alle mie condizioni è enormemente significativo per me”.

La designer inglese, infatti, ha fatto il suo ritorno nel fashion fondando il proprio omonimo brand di abbigliamento e accessori dove la designer avrà il pacchetto di maggioranza mentre LVMH sosterrà il progetto come investitore di minoranza.

Questo nuovo progetto vedrà la luce approssimativamente all’inizio del prossimo anno ma oltre a questo (poco), non sono state rilasciate altre informazioni.

Ma chi è Phoebe Philo?
Phoebe è nata a Parigi da genitori inglesi ma che lavoravano nella capitale francese, Richard, suo padre, era un geometra mentre Celia, sua madre una commerciante d’arte e una graphic artist – ha contribuito a realizzare la copertina dell’album Aladdin Sane di David Bowie.
Tutta la famiglia fece ritorno in Inghilterra quando Phoebe aveva due anni e si sistemarono a Harrow, nel nord-ovest di Londra.

Phoebe Philo


La designer inglese mostrò di avere un’enorme passione per la moda sin da piccola al punto tale da spingere i suoi genitori a regalarle, per i suoi 14 anni, una macchina da cucire grazie alla quale iniziò a personalizzare i propri vestiti. 
Ha studiato presso il Central Saint Martins College of Art and Design di Londra, laureandosi nel 1996 e, una volta terminati gli studi, è stata assunta come assistente di Stella McCartney da Chloé l’anno successivo trasferendosi a Parigi.
Nel 2001 è stata nominata direttore creativo della maison francese, succedendo alla McCartney, per poi lasciare l’incarico e l’azienda nel 2006 per tornare a Londra per stare con la sua famiglia e dove ha avuto il suo secondo figlio. Nel 2008 però arriva la chiamata di Bernard Arnault e del gruppo LVMH che le offrono il ruolo di direttore creativo della maison francese Céline. Phoebe accetta ma ad un’unica condizione, l’ufficio creativo doveva trasferirsi a Londra perché lei non avrebbe lasciato di nuovo la sua famiglia. Arnault acconsente e l’anno successivo la Philo debutta con la sua prima collezione per Céline riscuotendo un successo enorme, di pubblico e di critica.

Nel 2017, dopo 10 anni a capo della maison francese, la designer britannica si dimette da direttore creativo dopo aver presentato la Pre-Fall 2018.

Phoebe Philo

Phoebe Philo attraverso il suo lavoro ha ridefinito i canoni dell’abbigliamento femminile, grazie alla sua estetica minimalista, alla pulizia delle linee, alle palette di colori utilizzate e alla sua straordinaria capacità di rivoluzionare attraverso una semplicità estremamente affascinate e senza eccessi. 
Una rivoluzione all’insegna della semplicità che ha fatto di Céline un punto di riferimento della moda femminile.

Ora Phoebe torna nel mondo della moda non più a capo di una famosa maison ma con un suo progetto personale e non ci resta che aspettare per godere ancora del suo straordinario lavoro.

Phoebe Philo
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La fotografia sensuale e analogica di Chantal Convertini

La fotografia sensuale e analogica di Chantal Convertini

Giulia Guido · 2 giorni fa · Photography

Siamo stati immediatamente catturati dalla bellezza degli scatti di Chantal Convertini aka Paeulini. Sensuali, delicati e intimi. 

Chantal Convertini è una ragazza di 28 anni che si è avvicinata alla fotografia quasi per caso e solo successivamente ha deciso di trasformare questa grande passione in un lavoro. Come molti suoi coetanei il primo approccio che ha avuto con la fotografia è stato attraverso il digitale. Poi, in un secondo momento, quattro anni fa si è avvicinata anche al mondo dell’analogico. Questo ha portato Chantal Convertini a sapersi destreggiare benissimo tra le due tecniche, prediligendo l’analogico per i suoi progetti personali. 

I protagonisti dei suoi scatti sono due, la luce e i corpi di giovani donne. 

La luce è quasi sempre quella naturale, che rischiara leggermente interni di case e camere da letto. A volte le sue fotografie sono illuminate giusto da qualche raggio di sole che penetra tra le fessure di tapparelle e persiane chiuse. 

Questi fasci si posano sui corpi nudi e sui volti dei suoi soggetti, spesso femminili, come nella serie A feminine view on femininity, in cui Chantal Convertini dà una sua personale visione dell’universo femminile. 

Spesso però, davanti all’obiettivo ci si mette lei stessa, creando dei fantastici autoritratti, intimi e personali. 

La fotografia sensuale e analogica di Chantal Convertini | Collater.al

Qui sotto trovate una selezione dei suoi scatti, per scoprirne di più andate sul suo sito, sul suo profilo Instagram e sul suo profilo Patreon, dove potrete sostenerla anche finanziariamente.  

La fotografia sensuale e analogica di Chantal Convertini | Collater.al
La fotografia sensuale e analogica di Chantal Convertini | Collater.al
La fotografia sensuale e analogica di Chantal Convertini
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La fotografia contemporanea arriva a Bologna con PhMuseum Days

La fotografia contemporanea arriva a Bologna con PhMuseum Days

Giulia Guido · 23 ore fa · Photography

PhMuseum nasce nel 2012 come primo museo online dedicato alla fotografia contemporanea con l’obiettivo di offrire uno spazio accessibile a tutti da ovunque che promuovesse la cultura visiva.
Negli anni PhMuseum ha organizzato diverse attività e iniziative, dai corsi fotografici a programmi di formazione, fino a masterclass di alto livello. Quest’anno ha voluto fare le cose ancora più in grande, abbandonando per un po’ la sua forma digitale e diventando un evento fisico. 

Dal 23 al 26 settembre, infatti, il Binario Centrale del DumBo di Bologna ospiterà la prima edizione del festival internazionale di fotografia PhMuseum Days.

Il tema scelto per questa prima edizione è A New Beginning / Un nuovo inizio e si adatta perfettamente sia al momento storico che stiamo vivendo e al nuovo decennio appena cominciato sia perché l’evento rappresenta una nuova avventura per PhMuseum.

Il fitto programma dei 4 giorni prevede mostre individuali, un’installazione collettiva, workshop, revisioni di portfolio, proiezioni, performance e uno spazio dedicato all’editoria indipendente. 

Tra gli ospiti spiccano il fotografo argentino Alejandro Chaskielberg che con Natur-e riflette sul rapporto fra uomo, natura e tecnologia e la fotografa brasiliana Angelica Dass che esporrà Humanae, un progetto che cerca di dimostrare che ciò che definisce l’essere umano è la sua ineluttabile unicità.

Ci saranno anche il progetto Encounter dell’italiana Silvia Rosi che parte dal suo album di famiglia per raccontare storie di migrazione e diaspora attraverso autoritratti e performance e Afterlife del fotografo francese Vasantha Yogananthan che racconta l’eterna sfida fra il bene e il male reinterpretando un passo del poema epico indiano il Ramayana. 

Inoltre, verranno esposti tre lavori scelti fra gli oltre 700 progetti che si sono candidati tramite l’open call del festival: Human dell’ecuadoriana Fabiola Cedillo, incentrato sul bisogno dell’essere umano di riprodursi, naturalmente e attraverso la tecnologia, Fading Senses della polacca Ligia Poplawska, sulle implicazioni della perdita degli ecosistemi sulla nostra salute mentale ed emotiva e, infine, C-R92/BY dell’inglese Samuel Fordham, un progetto che si focalizza su migliaia di famiglie britanniche separate a seguito delle politiche dal Ministero degli Interni. 

Visitate il sito di PhMuseum e seguite il profilo Instagram per non perdere tutti gli aggiornamenti. 

Fading Senses, Ligia Popławska
C-R92_BY, Samuel Fordham
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InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram

InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram

Giulia Guido · 17 ore fa · Photography

Ogni giorno, sul nostro profilo Instagram, vi chiediamo di condividere con noi le vostre immagini e fotografie più belle.
Per la raccolta InstHunt di questa settimana abbiamo selezionato le vostre 10 migliori proposte: @lured_ph, @sara.carraretto, @alko_imagine, @cristian.perra, @giorgia_congia, @photostrekoza, @_barbarac__, @valerycia, @caterina_cantu, @ale_galimberti.

Tagga @collateral.photo per essere selezionato e pubblicato nel prossimo numero di InstHunt.

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La femminilità in bianco e nero di Giangiacomo Pepe

La femminilità in bianco e nero di Giangiacomo Pepe

Buddy · 6 giorni fa · Photography

La fotografia è ossessione. Ossessione di fermare il tempo, ossessione dello sguardo, di insinuarsi tra i gesti e i loro significati.

Giangiacomo Pepe è un fotografo genovese famelico, che ci rivela di continuo il suo sguardo vorace, peccaminoso e voyeuristico. Le sue immagini in bianco e nero, intense, viscerali, sfacciate, scattate in pellicola, rivelano la sua passione per i dettagli del corpo femminile, per i gesti spontanei, i particolari espliciti, le ombre che disegnano.

Istanti di passione, fermati con foga spontanea, sul letto sfatto, su un balcone improvvisato o in una cucina disordinata. Immagini che rivelano il suo desiderio, ma anche allo stesso tempo una curiosità candida verso l’intimità femminile.

Il nudo femminile senza mezze misure.

La femminilità in bianco e nero di Giangiacomo Pepe
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