C’è qualcosa di radicalmente tenero nelle opere di Pipilotti Rist, un universo che non esplode mai, ma si espande dolcemente. Fino al 19 ottobre 2025, l’UCCA Center for Contemporary Art di Pechino ospita Your Palm is My Universe, una delle mostre più immersive e monumentali mai dedicate all’artista svizzera, pioniera indiscussa della videoarte spaziale.

Cuore pulsante dell’esposizione è 掌心宇宙Your Palm is My Universe (2025), un’installazione site-specific che ridefinisce i confini tra corpo, ambiente e immagine. Ispirata a una visione che fonde filosofia taoista, pensiero ecologista e femminismo, l’opera trasforma la Great Hall dell’UCCA in un organismo vivo: 1.800 metri quadrati di tessuti simili a pelle, video proiettati come se fossero sogni, suoni composti appositamente dalla musicista sperimentale Surma (Débora Umbelino) che non accompagnano le immagini, ma le abitano. Qui, guardare non è più sufficiente: bisogna toccare, spostare, sollevare. Il corpo non è un ospite della mostra, è parte dell’opera stessa.



Come spesso accade nell’immaginario di Rist, tutto è gioco e sovversione. Mani, piedi, volti si moltiplicano e si deformano sulle superfici fluttuanti, normalizzando ciò che è intimo, rendendo pubblico ciò che solitamente resta nascosto. Le immagini si fondono con paesaggi naturali che sembrano respirare, e le linee del palmo si trasformano in mappe topografiche, dove il personale diventa cosmico.

Il percorso continua con lavori che mischiano ironia e delicatezza, come Spring Chaoyang Chandelier, un lampadario fatto di costumi da bagno rosa che spruzzano acqua come una fontana giocattolo.
Oppure Heaven on Earth, un murale psichedelico realizzato appositamente per la Open Gallery, dove una poesia dell’artista e il testo curatoriale si intrecciano in uno sfondo di colori saturi, diventando una sorta di preghiera pop.
Ma anche il rifiuto trova il suo posto: The Innocent Collection raccoglie frammenti di packaging trasparente – quegli “instant diamonds” che una volta usati diventano invisibili – e li riconsegna allo sguardo come oggetti degni di cura. Una riflessione poetica e quasi archeologica su ciò che scegliamo di vedere, conservare o dimenticare.

Con Your Palm is My Universe, Pipilotti Rist ci invita a entrare in una nuova grammatica del vedere e del sentire. Una grammatica dove il corpo è lingua, il tocco è sintassi, e la percezione non è mai un fatto individuale ma sempre condiviso, fluido, collettivo. Una mostra che non si guarda: si vive.



