«Una cosa da niente che mi piace molto perché è semplice, una trovatina che non costa neanche tanto. Abbiamo messo insieme due idee di lampade vecchie: il solito piatto di metallo verniciato che si metteva in cucina, e una lampada industriale molto diffusa, unendo le virtù e scartando i difetti. Nella prima la luce feriva ma l’attacco era giustamente esterno: nella seconda la luce era protetta ma l’attacco era interno e scaldava». Così Achille Castiglioni racconta Relemme, la lampada pensata nel 1962 per Flos insieme al fratello Pier Giacomo Castiglioni. Ma scopriamo qualcosa in più.

Le linee della Relemme sono essenziali e la costruzione fa uso di materiali poveri ma robusti, riflettendo l’idea di Castiglioni di rendere il design accessibile e funzionale che non rinuncia all’estetica. Questa lampada nasce dal confronto fra due sospensioni specifiche. Uno è l’apparecchio illuminante ottocentesco già utilizzato dal designer, la Rlm (Registered Luminaire Manufacturers) e la seconda è una semplice lampada a piattino di lamiera prima stampata poi smaltata. Il tutto incorniciato da un portalampada esterno in vista.

Disegnando la Relemme, i due fratelli – eliminando gli inconveniente di apparecchi pensati prima di questo – hanno quindi pensato a una lampada che presenta un riflettore a conca in metallo laccato e colorato. Il tutto sagomato in modo da nascondere il portalampada lasciato al di fuori, generando una superficie riflettente bianca. La rima inferiore presenta anche una banda nera che all’interno ospita un anello con una funzione ben precisa: quella di proteggere la lampada dagli urti esterni. Essenziale e funzionale allo stesso tempo.


