SAB Project, una nuova iniziativa di rigenerazione urbana

SAB Project, una nuova iniziativa di rigenerazione urbana

Federica Cimorelli · 3 settimane fa · Art

Durante i primi momenti di emergenza sanitaria, quella di Bergamo è stata la provincia italiana più colpita dalla pandemia. Nelle ultime settimane, a distanza di poco più di un anno, i suoi abitanti hanno deciso di restituirle vigore partecipando attivamente alla sua rinascita e contribuendo a sostenere un nuovo progetto di rigenerazione urbana
HG80, Pilo Agency/King Of The Pilo, Pianura Urbana, Nuvole in Viaggio e Fondazione della Comunità Bergamasca sono gli artefici di SAB Project (StreetArtBall), l’iniziativa conclusa proprio qualche giorno fa che ha dato in mano a cinque street artist italiani il compito di riqualificare alcuni campetti da basket del territorio. 
Il Baro, Fabio Petani, Manu Invisibile, Ale Senso e Giulio Vesprini hanno usato il terreno come una tela bianca e hanno realizzato cinque opere d’arte a cielo aperto nel territorio bergamasco, nello specifico a Bergamo, Gorle, Valtrighe, Casnigo e Treviglio.

A Bergamo, Il Baro ha rappresentato una fitta rete di pietre di un nuraghe, la tipica costruzione sarda pre-romana, per simboleggiare una struttura capace di sostenere tutti nei momenti di difficoltà. È un’opera che contiene molti riferimenti personali alla vita dell’artista, ma che al contempo riesce a rappresentare un bisogno universale e collettivo. 

A Gorle, Fabio Petani (ne abbiamo parlato meglio qui) ha unito chimica e natura con un artwork dedicato all’ambiente. La sua opera raffigurala la Calathea “Makoyana”, una grande pianta purificatrice che trasforma le sostanze nocive dell’aria in ossigeno.

A Valtrighe, Manu Invisibile ha reinterpretato l’iconico screensaver Windows di un computer per aprire una finestra su un futuro pieno di opportunità. I rimbalzi della palla da basket rompono il vetro, spalancano le strade al colore e avviano il mondo verso la rinascita.

A Casnigo, in Val Seriana, Ale Senso ha dedicato il suo lavoro a Emiliano Perani, ragazzo di 37 anni morto a causa del Covid-19, grande appassionato di basket che amava giocare con gli amici proprio in quel campetto. L’opera rappresenta sei carpe multicolore che nuotano placide, animali simbolo di perseveranza e coraggio. Questo lavoro porta con sé un messaggio di socialità, condivisione e incontro e mantiene viva la memoria collettiva di Emiliano.

Infine a Treviglio, Giulio Vesprini interviene sul campo con “Horizon”, un’opera astratta dedicata al paesaggio colorata con le tonalità dell’ambiente circostante. L’artwork trasforma la zona in un punto di riferimento territoriale, uno spazio pubblico utile e piacevole, sempre più vicino alle nuove forme di tatticismo urbano.

Combinando arte e sport, in particolare street art e streetball, queste cinque opere si uniscono a un movimento internazionale che ormai da molti anni colora le città e i campetti di tutto il mondo. Sul territorio bergamasco, SAB Project dimostra la ripartenza del territorio soprattutto grazie al coinvolgimento e allo sforzo di varie comunità locali, di volontari e di appassionati di basket.
La bellezza di questa iniziativa, inoltre, è legata anche al suo scopo benefico, perché è stata accompagnata da una campagna crowdfunding a sostegno di alcune associazioni del territorio.

Guarda qui più immagini e visita il profilo Instagram per ulteriori informazioni. 

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InstHunt Special Edition – Fiori

InstHunt Special Edition – Fiori

Giordana Bonanno · 6 giorni fa · Photography

InstHunt Special Edition è la raccolta fotografica delle vostre migliori foto, ideata per la prima volta seguendo un tema. Ogni mese avrà un titolo dedicato e sarete voi a darle vita attraverso i vostri scatti. 

Il tema di questo mese erano i fiori: le vere opere d’arte della natura, create con forme e colori perfetti. Esistono molti modi di fotografare questo soggetto ma diventa più interessante quando l’immaginazione prende il sopravvento sulla realtà e trasforma i fiori in veri e propri personaggi.

Restate connessi e continuate a seguire la nostra pagina Instagram @collateral.photo per scoprire il tema del prossimo numero InstHunt Special Edition. 

Be creative Be part of @collater.al

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La fotografia surreale e nostalgica di Regina

La fotografia surreale e nostalgica di Regina

Giulia Guido · 1 settimana fa · Photography

Siamo talmente abituati alla fotografia digitale che quando ci troviamo di fronte degli scatti analogici con effetti creati direttamente in camera rimaniamo stupiti e ipnotizzati. È quello che ci è successo quando abbiamo scoperto le fotografie di Regina, su Instagram come @wasitapril

Regina è una giovane ragazza di 24 anni, nata a Seefeld, in Austria e da meno di un anno trasferitasi a Parigi, luogo che le ha dato modo di sviluppare e coltivare la propria creatività e la passione per la fotografia. 

Regina ha cominciato a scattare circa due anni fa con una Canon AL-1, da allora il suo amore sia per le macchine Canon, ma soprattutto per la fotografia analogica non hanno fatto altro che crescere. 

Sebbene non sia una fotografa di professione, basta una veloce occhiata ai suoi lavori per coglierne il potenziale. Regina sidiverte sperimentando, creando effetti direttamente in macchina o sfruttando elementi naturali come le ombre, la luce o l’acqua. Che siano scatti colorati o in bianco e nero, i suoi lavori presentano sempre atmosfere surreali e hanno un non so che di nostalgico, malinconico. 

Siamo sicuri che risentiremo parlare presto di Regina, nel frattempo guardate alcuni dei suoi scatti qui sotto e seguitela su Instagram

La fotografia surreale e nostalgica di Regina
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Il legame tra uomo e natura negli scatti di Alexandre Delamadeleine

Il legame tra uomo e natura negli scatti di Alexandre Delamadeleine

Giulia Guido · 1 settimana fa · Photography

Il corpo umano e l’ambiente che lo circonda si fondono in un’unica cosa negli scatti mozzafiato di Alexandre Delamadeleine

Fotografo francese nato ad Annecy, Alexandre Delamadeleine oggi vive a Parigi, ma non sono le strade trafficate e le facciate dei palazzi della città a catturare il suo sguardo. Interessato alle opere del filosofo americano Ralph Waldo Emerson, soprattutto al saggio “Nature” (1836) in cui affronta diversi temi come quello legato al significato di natura, alla bellezza, al linguaggio della natura e a come instaurare un vero rapporto con essa, Alexandre cerca di esplorare gli stessi argomenti attraverso le sue immagini. 

Nelle serie fotografiche “Balance” e “Playground” possiamo notare il suo stile e i soggetti che fotografa per esprimere il suo punto di vista e il suo pensiero. 

Si tratta di scatti in cui l’ambiente circostante, che sia una pianura, una spiaggia o una parete rocciosa, è preponderante e occupa gran parte dello spazio. All’interno di questo trova, però, sempre spazio una giovane donna della quale sono catturati i movimenti e le posizioni. Posizioni che sottolineano perfettamente come l’uomo sia ormai parte della natura, assimilato ad essa e quindi non serve più stare in piedi per dimostrare una superiorità inesistente, ma il corpo s lascia andare, cade, rotola, salta, si fonde con gli elementi che lo circondano. 

Il risultato finale consiste in scatti dalle atmosfere surreali ed eteree date da una luce che non acceca mai, ma è sempre lieve e rilassante. Guardando gli scatti di Alexandre Delamadeleine non possiamo che tirare un sospiro di sollievo, sperando prima o poi di vivere quella libertà. 

Guardate qui sotto una selezione di scatti e visitate il sito di Alexandre e seguitelo su Instagram per non perdere i suoi prossimi lavori.

“Balance”
“Balance”
“Balance”
“Balance”
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Il legame tra uomo e natura negli scatti di Alexandre Delamadeleine
Photography
Il legame tra uomo e natura negli scatti di Alexandre Delamadeleine
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Gli esperimenti della fotografa Kamonwan Norralak

Gli esperimenti della fotografa Kamonwan Norralak

Giulia Guido · 2 settimane fa · Photography

La prima cosa che ci ha colpito di Kamonwan Norralak  sicuramente l’età. La fotografa thailandese, infatti, ha solo 19 anni, eppure ha già messo a punto uno stile ben definito senza però dimenticarsi di sperimentare sempre qualcosa di nuovo. 

Come spesso accade, Kamonwan Norralak ha cominciato a fotografare a 15 anni quasi per caso, scattando con il telefonino o fotografando la sua band preferita durante un concerto. Poi, però, più passava il tempo più la sua passione cresceva, tanto da farle dimenticare il suo sogno di diventare una designer o un architetto. 

Il suo lavoro, il suo approccio e i soggetti sono cambiati molto in questi anni e a dimostrarlo sono proprio tre progetti di cui la stessa fotografa ci ha parlato. Il primo, realizzato ormai due anni fa, è il più concettuale ed è focalizzato sul cibo. In quello che potrebbe essere un esercizio di stile, Kamonwan ha ripensato il cibo, immaginando alcuni alimenti fuori dalla loro veste ordinaria e dando vita a immagini surreali. 

Con il secondo progetto, “Friends”, Kamonwan  ha puntato il suo obiettivo su una sua amica, dimostrando che non bisogna per forze essere modelli per essere il protagonista di un servizio fotografico che arriva dritto allo spettatore.

L’ultimo, intitolato “Reverse”, e si tratta del progetto che la fotografa ha presentato per il diploma. In questi scatti in cui il focus è tutto sul soggetto e sul fondale nero che sembra inghiottirlo, Kamonwan vuole raccontarci some secondo lei ciò che noi mostriamo agli altri non è altro che un riflesso di ciò che siamo davvero. 

Se siete curiosi di scoprire i prossimi progetti fotografici di Kamonwan Norralak seguitela su Instagram e guardate qui sotto una selezione dei suoi scatti.

Kamonwan Norralak
Kamonwan Norralak
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