Sadzylla, le illustrazioni tristi di Giulia Corona

Sadzylla, le illustrazioni tristi di Giulia Corona

Giulia Pacciardi · 2 settimane fa · Art

Tutto quello che trovate qua è stato scritto, disegnato e sofferto da me.
Ma nonostante le illustrazioni della giovane artista Giulia Corona, in arte Sadzylla, parlano di se stessa e delle sue storie, non è difficile immedesimarsi in quelle che sono le sue emozioni, sensazioni e pensieri.

L’illustratrice ventiduenne, che nella vita studia storia e scrive anche canzoni, disegna i sentimenti.
Quelli che nascono da insicurezze, dagli amori non corrisposti, dal rumore di un cuore spezzato, dai controsensi di cui siamo fatti e dalle incertezze di cui tutti i rapporti umani sono intrisi.
Sono illustrazioni semplici che arrivano dritte al punto anche grazie alle parole che Giulia ci abbina, facendoci sentire un po’ meno soli nelle nostre piccole battaglie quotidiane in cui protagonista e antagonista sono la stessa persona.

Noi ne abbiamo selezionate alcune ma per una giusta dose giornaliera di amore potete seguire Sadzylla qui.

Sadzylla, le illustrazioni tristi di Giulia Corona
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Framlab e la soluzione al problema della crisi agricola

Framlab e la soluzione al problema della crisi agricola

Emanuele D'Angelo · 2 settimane fa · Art

Framlab è uno studio innovativo di architettura e design con sede a New York.
Fondato da Andreas Tjeldflaat, Framlab, non è solo uno studio, ma si pone l’obiettivo di creare oggetti e lavori unici per un futuro migliore e provare a dar delle risposte ai complessi temi di oggi, come i cambiamenti climatici.

L’ultimo fantastico e complesso progetto è stato realizzato a Brooklyn, Framlab ha creato “Glasir”,  delle strutture simili a degli alberi capaci di risolvere in parte il problema della crisi agricola.
L’agricoltura infatti è sempre stata alla base della civiltà svolgendo un ruolo primario nella nostra società. “Dai tempi della caccia e della raccolta, la pratica della coltivazione della terra e degli animali da allevamento ha catapultato l’umanità in avanti – regalando una nuova prosperità e sviluppo. Tuttavia, l’antica forma di agricoltura è ben lontana dall’odierna controparte industrializzata”.
Oggi le soluzioni sono molteplici, ma non è tardata ad arrivare una risposta da Framlab, che cerca di intervenire con un sistema unico e rivoluzionario per l’agricoltura urbana.
Il progetto combina la flessibilità della produzione con l’efficienza dei sistemi di crescita aeroponica, offrendo strutture agricole verticali auto-regolanti in grado di fornire ai quartieri e non solo, prodotti a km zero a prezzi accessibili tutto l’anno.

Glasir è un modello composto da un singolo tronco che cresce in modo ritmico e modulare, sviluppandosi su diversi livelli di rami. Questo sistema è composto da dieci moduli – cinque di crescita, tre di produzione e due di accesso. 
Ogni ramo è interconnesso, consentendo a Glasir di assemblarsi in un numero infinito di configurazioni e rami. Attraverso un complesso sistema di elevazione e di distribuzione dei moduli di produzione, il sistema di Framlab consente una produzione locale ad altissimo rendimento di verdure e ortaggi, e si propone inoltre di creare con queste strutture futuristiche un graduale mutamento delle strade di Brooklyn.

Framlab e la soluzione al problema della crisi agricola
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L’enorme porta in fibra di carbonio per Expo 2020 a Dubai

L’enorme porta in fibra di carbonio per Expo 2020 a Dubai

Emanuele D'Angelo · 2 settimane fa · Art

Sono da poco online le prime foto del complesso realizzato per Expo 2020 a Dubai.
L’architetto Asif Khan ha rivelato la sua creazione per l’importante fiera negli Emirati, l’evento della durata di 170 giorni complessivi, ospiterà circa 25 milioni di persone provenienti da tutto il mondo.

Asif Khan e il suo studio hanno progettato il portale d’ingresso, la prima cosa dunque che ogni visitatore vedrà quando si avvicinerà all’enorme polo destinato ad Expo.
Essendo sia l’ingresso che l’uscita, l’architetto ha voluto creare qualcosa di mai visto e realizzato prima e che rimarrà parte del patrimonio del Paese.

Expo | Collater.al

Come appare nelle prime immagini, Asif Khan ha riservato alla sua installazione una rivisitazione moderna della tradizionale “mashrabiya”, un particolare e intrecciato design molto utilizzato nell’architettura dei paesi arabi, per regolare la luce e il flusso d’aria.
L’ingresso è formato da due porte larghe circa undici metri, capaci di aprirsi in diversi modi in base al flusso di persone, e subito dopo un ampio spazio verde, pieno di palme e alberi, anche questo progettato da Asif Khan.
Complessivamente l’ingresso ha un’altezza di trenta metri, realizzato con filamenti ultraleggeri in fibra di carbonio che formano enormi colonne messe in posizione con una gru e imbullonate ai ponti.

Tutto è stato progettato proprio per rendere il reticolo il più sottile possibile e allo stesso tempo in grado di coprire decine di metri e di sostenersi da solo.
Nonostante le dimensioni possano sembrare enormi, le porte possono essere aperte a spinta da una sola persona e avvicinandosi si può notare una strana sottigliezza e una leggiadria che conferisce alla struttura una qualità magica, che sembra sfidare la gravità.
I tubi in fibra creano una trama che proietta l’ombra riflessa sul luna park, simboleggiando un’accoglienza artistica, architettonica e di ispirazione locale per gli ospiti.

L’enorme porta in fibra di carbonio per Expo 2020 a Dubai
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L’enorme porta in fibra di carbonio per Expo 2020 a Dubai
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Le accattivanti illustrazioni di Klaus Kremmerz

Le accattivanti illustrazioni di Klaus Kremmerz

Emanuele D'Angelo · 2 settimane fa · Art

Klaus Kremmerz è un illustratore unico nel suo genere, nato e cresciuto in Germania. 
È considerato uno dei “pennarelli” più veloci nel settore proprio per la sua tecnica, ma nonostante questo il suo lavoro richiede una mole di tempo non indifferente, i disegni a penna, anche se digitali, possono richiedere ore ed ore.
Ha continue richieste da ogni parte nel mondo, ma prima di arrivare a ciò che è realmente oggi ha dovuto lavorare come sempre moltissimo.

Quando ha iniziato, il suo stile era ancora incompleto, “crudo” come ama definirlo lui stesso, ma negli anni ha saputo affinare sapientemente la sua tecnica, sino ad arrivare ad una concreta e completa consapevolezza di sé.

Ha dovuto realizzare molti lavori, per trovare il giusto flusso creativo in modo che ogni sua illustrazione riuscisse a comunicare con il pubblico in modo completamente naturale.
Infatti ogni messaggio che si cela dietro i suoi artwork cerca di traslarlo al meglio possibile nei suoi lavori, non lasciando mai nulla davvero al caso.
La parte delle sue opere che ama di più è l’inizio, ogni lavoro segna un nuovo flusso, un nuovo modo di pensare, quando un’idea dal nulla arriva in mente e deve far di tutto per elaborarla affinché le ombre, le luci, gli angoli e i colori rendano così come ha pensato.

Come dichiara l’artista stesso, inventare un linguaggio visivo è un processo lungo e delicato.
Per raggiungere il suo obiettivo ha bisogno di elaborare molteplici volte le sue immagini e in particolar modo di sbagliarle, per poi cancellarle e come dopo ogni errore ripartire perché questo è il modo più efficace per correggere il suo lavoro.


Le accattivanti illustrazioni di Klaus Kremmerz
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Oscillations 2020, l’ultima opera di Miguel Chevalier

Oscillations 2020, l’ultima opera di Miguel Chevalier

Giulia Guido · 2 settimane fa · Art

Sarà in mostra alla Wood Street Gallery di Pittsburgh, Pennsylvania, l’ultima opera dell’artista digitale Miguel Chevalier, di cui abbiamo già parlato lungamente in diverse occasioni, rimanendo sempre affascianti dai suoi lavori. L’ultimo si chiama “Oscillations 2020” ed è stato realizzato in collaborazione con Michel Redolfi, un compositore francese. 

Attraverso un software generativo, la musica di Redolfi viene quasi magicamente trasformata in un’onda digitale la cui forma cambia in base alle frequenze e alle ampiezze della melodia. Il risultato finale di Oscillations 2020 si può ammirare sulle pareti della galleria, che vengono inondate da proiezioni e da paesaggi digitali, colorati e in perenne mutamento. 

Oscillations 2020 | Collater.al

Lo spettatore sarà accompagnato in un percorso in cui verrà circondato da musica e immagini in continuo movimento e indissolubilmente legate. 

Scopri Oscillations 2020 nella nostra gallery e non perderti il video della proiezione. 

Oscillations 2020, l’ultima opera di Miguel Chevalier
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