Le novità Samsung svelate durante il Galaxy Unpacked 2020

Le novità Samsung svelate durante il Galaxy Unpacked 2020

Giulia Guido · 1 mese fa · Design

Due giorni fa è stato trasmesso in diretta streaming dalla Corea il primo evento virtuale Galaxy Unpacked, durante il quale Samsung ha svelato un’intera nuova gamma di dispositivi che si integrano perfettamente tra loro e ampliano ulteriormente l’ecosistema Galaxy. 

Galaxy Note20 e Galaxy Note20 Ultra 5G, Tab S7 e S7+, Galaxy Watch3, Galaxy Buds Live e Galaxy Z Fold2 5G, questi sono i nuovi device presentati mercoledì 5 agosto, che con il loro design pulito ed elegante sono stati progettati per semplificare la vita di tutti i giorni, sia in ambito lavorativo sia durante il tempo libero. 

Ma scopriamo più nel dettaglio tutte le caratteristiche dei nuovi dispositivi. 

I più chiacchierati sono sicuramente i due nuovi prodotti della gamma Note, il Galaxy Note20 e Galaxy Note 20 Ultra 5G, prenotabili dal 5 al 20 agosto 2020, ed entrambi progettati per la produttività. Infatti, tutte le loro caratteristiche fanno pensare a dei veri computer da tenere sempre in tasca, che permettono di connettersi con facilità e potenza da ogni luogo. 

Lavorare lontani da ufficio e casa non è mai stato così semplice e immediato grazie, anche, alle nuove caratteristiche di S Pen, che offre un’esperienza di scrittura realistica, precisa e accurata, e alle funzionalità di Samsung Notes che permettono di salvare automaticamente, convertire la scrittura disordinata in calligrafia facilmente leggibile, aggiungere note, anche in versione audio, ed evidenziare documenti PDF. 

Inoltre, grazie alla collaborazione con Microsoft, è possibile collegare con pochi passaggi lo smartphone al proprio PC. 

I Galaxy Note20 e Galaxy Note 20 Ultra 5G non sono stati progettati solo per semplificare il lavoro, ma anche per dare la possibilità agli utenti di giocare come veri professionisti a più di 100 popolari videogame Xbox, di sperimentare e realizzare fotografie e video in altissima qualità grazie a una fotocamera in 8k e, nel caso in cui si avesse bisogno di uno schermo più grande, di collegarsi alla TV.  

Dato che anche l’occhio vuole la sua parte, i due nuovi dispositivi Galaxy Note sfoggiano un design semplice e pulito, disponibile nella nuova colorazione Mystic con un effetto satinato mai visto prima e una texture che riduce i segni di impronte e imperfezioni. 

Si tratta di due prodotti perfetti utilizzati da soli, ma che, se abbinati agli altri dispositivi dell’ecosistema Galaxy, riescono davvero a superarsi. 

Tra i nuovi device, sono stati presentati i Galaxy Tab S7 e Tab S7+ – anch’essi prenotabili dal 5 al 20 agosto 2020 -, due tablet versatili che possono sostituire il PC o essere utilizzati come estensione di esso, ma offrono anche la possibilità di ottenere il massimo risultato nel tempo libero, permettendo di giocare come dei veri professionisti. 

Rimaniamo nel mondo degli smartphone con il Galaxy Z Fold2 5G che unisce la portabilità di uno smartphone con la potenza e le dimensioni di un tablet. Utilizzabile sia da chiuso, grazie a uno schermo esterno, sia da aperto, questo nuovo dispositivo apre le porte a future nuove possibilità nel campo dei device con display flessibili.

Samsung non è solo smartphone, per questo motivo le ultime due novità che completano l’ecosistema Galaxy sono due accessori. 

Il primo è il Galaxy Watch3, disponibile da oggi, venerdì 7 agosto. Uno smartwatch elegante che propone la più ampia gamma si strumenti per la salute mai realizzata da Samsung infatti, oltre a dare la possibilità di gestire la propria routine e tenere traccia dei miglioramenti dell’attività fisica, permettere di tenere sotto controllo la salute monitorando la saturazione dell’ossigeno nel sangue e i progressi cardiovascolari. 

Infine, il secondo accessorio sono i Galaxy Buds Live – in preorder dal 5 al 20 agosto 2020 -, degli auricolari wireless dal design minimale che si adattano alla forma del padiglione auricolare. Ma oltre ad essere un oggetto esteticamente bello, questi auricolari sono dotati di una tecnologia che offre una qualità del suono avvolgente che elimina i rumori ambientali. 

Impossibile non rimanere affascinati dalla tecnologia e dall’eleganza dei nuovi dispositivi Samsung. Scoprite tutti i dettagli e preordinate il vostro prodotto preferito QUI

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A-COLD-WALL* e Converse, una nuova collaborazione

A-COLD-WALL* e Converse, una nuova collaborazione

Andrea Tuzio · 2 settimane fa · Style

Nella giornata di ieri il brand A-COLD-WALL* ha pubblicato sul proprio profilo Instagram un’immagine che annuncia l’imminente release di una nuova collaborazione con Converse.

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ACW* X CONVERSE

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La foto mette insieme i due loghi dei brand coinvolti nella collaborazione e ci offre uno spunto di riflessione su quello che potrebbe arrivare dalla joint venture. I loghi sono posti su uno sfondo grigio che sfuma dall’alto verso il basso quasi a ricordare una fotocopia in bianco e nero, mentre le linee in alto in basso e al centro dell’immagine sono un chiaro richiamo all’approccio geometrico e contemporaneo di Samuel Ross, fondatore di A-COLD-WALL*.
La didascalia recita “ACW* X CONVERSE”, niente di più. Ci toccherà aspettare ancora un po’ per avere ulteriori informazioni.  

A-COLD-WALL* e Converse, una nuova collaborazione
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La nuova collaborazione tra CdG HOMME e New Balance

La nuova collaborazione tra CdG HOMME e New Balance

Andrea Tuzio · 2 settimane fa · Style

Per questa Fall/Winter 2020 la linea HOMME di COMME des GARÇONS e New Balance hanno appena sfornato una nuova sneaker in collaborazione. 
Junya Watanabe rielabora il concetto di workwear minimale tipico delle collezioni HOMME e lo applica alle New Balance Pro Court Cup disponibili in due coloraway molto sobrie, bianco e nero.

La semplicità è il fulcro del lavoro di CdG HOMME e New Balance, le cuciture a contrasto della midsole e la tomaia in cuoio rispecchiano lo stile vintage di Watanabe, l’unica nota che potremmo definire vistosa è il logo “CdGH” in rilievo nella parte alta del tallone, il logo “N” è ovviamente sulla parte esterna della silhouette.

Non conosciamo ancora la data di release ma la sneaker dovrebbe essere rilasciata ad un prezzo intorno ai 230 euro.

La nuova collaborazione tra CdG HOMME e New Balance
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La storia della Dunking Skeleton Tie-Dye Tee

La storia della Dunking Skeleton Tie-Dye Tee

Andrea Tuzio · 2 settimane fa · Style

Tutti, e intendo proprio tutti quelli che hanno un profilo Instagram, avranno visto almeno una volta la fotografia del 2018 dell’attore e regista californiano Jonah Hill che indossa una T-shirt colorata con uno scheletro che gioca a basket e schiacci, con la scritta Lithuania. Bene, quella è la Dunking Skeleton Tie-Dye Tee.

Il ritorno in voga del tie-dye ha dato la possibilità a questa iconica tee di tornare alla ribalta e diventare un’icona dello streetwear e a noi di raccontarne la meravigliosa storia fatta di basket, musica, politica e appunto tie-dye.

Nel 1992, uno dei gruppi musicali più iconici della scena rock americana e non solo, i Grateful Dead, contribuì in modo fondamentale ad aiutare la nazionale di basket lituana a vincere una clamorosa quanto inaspettata medaglia di bronzo ai Giochi Olimpici di Barcellona.

La Lituania era uscita dal blocco comunista nel 1990 con le ossa rotte, soprattutto dal punto di vista economico. Le Olimpiadi del 1992 a Barcellona incombevano, i giocatori sognavano di partecipare alla competizione e avrebbero fatto di tutto per farcela, ma le risorse per affrontare l’impegno olimpico erano praticamente nulle.

All’epoca il giocatore lituano Šarūnas Marčiulionis e il suo vice allenatore ai Golden State Warriors in NBA, Donnie Nelson, iniziarono una raccolta fondi nella zona della baia di San Francisco. Avendo racimolato una cifra insufficiente anche per comprare le tute per tutta la squadra, si arresero, ma un giornalista sportivo locale, George Shirk, scrisse un articolo sul San Francisco Chronicle a proposito delle problematiche economiche della nazionale di basket lituana che rischiava appunto di saltare uno degli appuntamenti più importanti dello sport, in un momento in cui la partecipazione a un Olimpiade avrebbe dato una ventata d’ottimismo a una nazione appena liberata e che respirava pallacanestro da sempre. 

L’articolo catturò l’attenzione di Dennis McNally, responsabile delle pubbliche relazioni dei Grateful Dead, che raccontò la storia ai membri della band. I due leader del gruppo Jerry Garcia e Bob Weir mostrarono immediatamente interesse per la causa, i Grateful Dead nelle loro canzoni raccontavano storie di libertà, di festa e gioia e la storia dietro le lotte del popolo lituano li conquistò completamente.

La rock band staccò un assegno cospicuo per far sì che la nazionale lituana di basket potesse partecipare alle Olimpiadi di Barcellona del 1992, ma non si fermarono lì. Chiesero al loro stilista personale di realizzare delle magliette tie-dye tinte a mano in rosso, giallo e verde – i colori nazionali lituani – e con una grafica che rappresentava il classico scheletro protagonista delle copertine dei Grateful Dead che va a canestro, schiacciando. La maglietta, che aveva anche dei pantaloncini in tinta, diventò immediatamente la divisa ufficiale della nazionale lituana di basket a Barcellona ’92.

Dopo oltre 50 anni i giocatori lituani potevano finalmente giocare difendendo i colori della propria bandiera e con un exploit clamoroso arrivarono fino alle semifinali dove però incontrarono il Dream Team americano, la squadra di basket più forte di tutti i tempi, perdendo 127 a 76. Ma è nella partita che assegnava la medaglia di bronzo che si completò la meravigliosa storia della nazionale lituana.

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Gli avversari che si trovarono di fronte furono proprio i russi, quelli che fino a due anni prima erano compagni di squadra ma che da un punto di vista politico avevano rappresentato gli oppressori. La partita finì 82 a 78 per i lituani che festeggiarono uno storico bronzo olimpico sul podio, indossando proprio quelle tee tie-dye che diventarono il simbolo della rinascita e del riscatto di un intero popolo.

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Sulla storia della nazionale lituana che partecipò alle Olimpiadi di Barcellona del ’92 è stato anche realizzato uno splendido documentario nel 2012, “The Other Dream Team”.

La Dunking Skeleton Tie-Dye Tee ha sempre avuto un fascino enorme per gli appassionati di basket ma negli ultimi anni ha conquistato anche gli hypebeast di mezzo mondo grazie al ritorno del tie-dye e grazie a icone di stile come Jonah Hill.

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La bandana, simbolo dell’estetica hip hop

La bandana, simbolo dell’estetica hip hop

Andrea Tuzio · 1 settimana fa · Style

L’incredibile versatilità della bandana è unica, un accessorio che ha attraversato culture, continenti e generazioni diverse portandosi dietro significati e percezioni altrettanto diverse.
La cultura hip hop, dagli anni ’80 fino ad oggi, ne ha fatto un simbolo dello stile e dell’estetica rap, messa nelle tasche posteriori dei baggy jeans, legata al collo o sulla fronte. 

Pare che parola bandana arrivi dal sanscrito “bandhana”, che voleva dire legaccio, legatura, fiocco, per poi essere trasformata in “bāṅdhnū” in lingua hindi che vuol dire attaccare, legare insieme. 

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La storia della bandana come accessorio non è chiarissima, una teoria la fa risalire alla fine del XVII secolo nella zona dell’Asia meridionale e in Medio Oriente, mentre un’altra parla di un suo primo utilizzo nel vecchio west, quindi intorno alla metà del XIX secolo. Veniva utilizzata principalmente per coprire naso e bocca per proteggersi dalla polvere oppure come una sorta di maschera per non farsi riconoscere da ladri e fuorilegge.

Da qui ci spostiamo ai giorni nostri dove la bandana è stata e continua ad essere utilizzata da moltissime sotto culture, ma anche come segno di riconoscimento dalle gang delle grandi città americane.

A Los Angeles ad esempio, le bande dei Bloods e dei Crips hanno indossato bandane rispettivamente di colore rosso e di colore blu come simbolo per manifestare la loro appartenenza a una o all’altra gang. Questo tipo di utilizzo, come altri elementi estetici delle bande di Los Angeles, è stato mutuato dallo stile chicano degli anni ’60 e ’70. 

La commistione tra le gang e la scena hip hop losangelina ha fatto sì che la bandana diventasse un elemento onnipresente nelle fotografie e nei video dei rapper californiani come Snoop Dogg ad esempio, ma anche da quelli della East Coast, Mobb Deep e il Wu-Tang Clan, Notorius B.I.G. e su tutti Tupac Shakur, che hanno reso questo accessorio un simbolo dell’estetica hip hop ancora oggi molto utilizzato.

Un esempio che racconta quanto la bandana sia entrata nell’immaginario collettivo, e abbia conquistato anche il mondo streetwear, è la foto scattata nel 2006 per Supreme ai Dipset (o The Diplomats) dal fotografo Kenneth Cappello che finì su una photo tee diventata culto.

La stampa paisley ha poi conquistato il mercato workwear e di ispirazione vintage di alto profilo, basti pensare a brand KAPITAL e visvim che hanno costruito intere collezioni sulla stampa tipica delle bandane tramutandola in must have assoluto per ogni appassionato.

La bandana, simbolo dell’estetica hip hop
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