Sara disegna, io coloro. L’idea di Sara Commodi

Sara disegna, io coloro. L’idea di Sara Commodi

Elisa Scotti · 12 mesi fa · Art

Non stiamo qui a ribadire ulteriormente quanto ci stiamo annoiando, quanto sia difficile rimanere a casa in questi giorni di sole, ma cerchiamo comunque di essere positivi e trovare il modo di passare queste lunghe giornate.

Tanti artisti e creativi si sono adoperati per dare ai propri follower un modo per aiutarli in questo, molti dei quali hanno messo a disposizione le loro opere in bianco e nero, per permettere agli utenti di scaricarle e poterle colorare.

Una di queste è Sara Commodi, ragazza Umbra che vive a Milano, Interior e Product Designer, diventata poi tatuatrice, collabora con Casa Bigotta, studio di tatuaggi milanese dallo stile delicato, minimal, caratterizzato da sfumature leggere e linee fini.

All’inizio della quarantena, Sara Commodi ha deciso di pubblicare sul suo profilo Instagram un’illustrazione al giorno, che raccontasse le nostre vite, fatte di “momenti tipo” che ognuno di noi vive in questi giorni tra le mura di casa propria. Da qui i suoi follower, hanno fatto scattare l’idea, che si chiama “Sara disegna, io coloro”.

Abbiamo chiesto direttamente a lei di cosa si tratta.

Come ti è venuta l’idea?

L’idea dei contenuti mi è venuta perché, essendo alla seconda quarantena, ho voluto darmi dei compiti giornalieri e già dopo il primo disegno, ho capito che produrre delle tavole a tema “attesa” e “vita tra le mura domestiche” poteva essere un modo per tenermi occupata e rappresentare la realtà di tante persone. L’idea di rendere i miei disegni alla portata di tutti, invece, non è venuta a me. Dopo aver postato i primi, dei followers mi hanno contattata per sapere se potessi inviargli i files via mail in alta risoluzione così da poterli stampare in casa e colorarli. Da lì ho capito che, quello che per me era solo un modo per “ammazzare il tempo” e tenere la mente lucida, poteva essere un diversivo per altre persone. Un modo per sentirmi utile agli altri pur dovendo stare tra queste quattro mura. I disegni possono anche essere colorati digitalmente sul loro iPad o PC. Lo scopo è anche quello di generare un flusso di ricondivisioni, l’utente riposta i miei disegni colorati e io riposto loro nelle mie stories.

Perché secondo te le persone stanno partecipando?

Le persone sono state entusiaste di questa proposta perché tutti stiamo cercando di trovare delle attività da svolgere in casa per far passare le ore e i giorni e anche chi non è portato per l’arte del disegno, può semplicemente rilassarsi colorando dei template come i miei, visto che il mio stile minimale si presta bene. Altri invece mi hanno chiesto se potevano stampare i disegni per appenderli semplicemente in casa e questo mi ha fatto comunque piacere perché negli anni ho sempre regalato disegni ai miei amici. In questo caso non sono persone che conosco realmente ma solo virtualmente.

Che tipo di risposta hai avuto dalle persone e quali sono le categorie di persone che partecipano?

Il fatto che io aggiorni giornalmente i contenuti, rende le persone curiose di scoprire ciò che verrà pubblicato il giorno dopo, è come se stessi raccontando una storia a puntate. Molti infatti mi scrivono dicendomi che non vedono l’ora di scoprire quale sarà il prossimo disegno e questo è stato uno stimolo in più per continuare a disegnare e postare. Ho un pubblico prevalentemente femminile per una fascia di età che va dai 15 ai 50 anni, quindi molte di loro sono anche mamme che hanno bisogno di trovare degli escamotage per far divertire i figli e non farle impazzire. Mi hanno ringraziato per questa iniziativa visto che molti dei loro bambini sono stati i veri protagonisti di questo “Sara disegna, io coloro”.

Potete trovare tutti i disegni di Sara Commodi raccolti in una cartella Dropbox qui e nel link che ha inserito nella propria bio di Instagram.

Cosa state aspettando? Scaricateli anche voi e inviate il risultato.

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Martin Neuhof, un fotografo e ritrattista evocativo

Martin Neuhof, un fotografo e ritrattista evocativo

Federica Cimorelli · 3 giorni fa · Photography

Martin Neuhof, classe 1984, è un fotografo e ritrattista tedesco con base a Lipsia, in Germania. Il suo rapporto con questa forma d’arte inizia da piccolissimo: Martin segue le orme di suo nonno Friedrich Gahlbeck, noto fotografo tedesco dello scorso secolo, poi lavora per permettersi una macchina fotografica e così comincia a sperimentare con le immagini.

La sua fotografia è chiara ed elegante, mette al centro del discorso il volto umano e scava nell’interiorità del soggetto che immortala. Secondo Martin Neuhof il volto è una porta di accesso sulle emozioni umane, è un ostacolo da superare e una barriera da infrangere. 

Leggi anche: I profondi ritratti fotografici di Laura Zalenga

Le sue composizioni fotografiche riescono ad abbattere ogni apparenza, sono scatti creativi che mettono in luce il protagonista dell’immagine e intanto colpiscono lo spettatore, lo provocano e innescano qualcosa nella sua interiorità.

Guarda qui una selezione dei suoi scatti, seguilo su Instagram e sul suo sito personale

Martin Neuhof, un fotografo e ritrattista evocativo
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InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram

InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram

Giulia Guido · 2 giorni fa · Photography

Ogni giorno, sul nostro profilo Instagram, vi chiediamo di condividere con noi le vostre immagini e fotografie più belle. 
Per la raccolta InstHunt di questa settimana abbiamo selezionato le vostre 10 migliori proposte: @to.street, @caterina_cantu, @martinacuscuna, @veber.photos, @littlejos_, @ivananoto_, @elaverre, @radekzawadzki, @tonepantone, @fotopabo.

Tagga @collateral.photo per essere selezionato e pubblicato nel prossimo numero di InstHunt.

InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram
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Margaret Durow e la fotografia come cura

Margaret Durow e la fotografia come cura

Giulia Guido · 2 giorni fa · Photography

Lontano dalla East e dalla West Coast, viaggiando verso il centro degli Stati Uniti e lasciandosi alle spalle città come New York, Washington o San Francisco, è possibile scoprire un’altra America. Margaret Durow ci porta a passeggio tra il Wisconsin e i suoi suggestivi paesaggi. 

Classe 1989, Margaret Durow è una fotografa che ha iniziato a scattare da adolescente immortalando le giornate trascorse con gli amici. Poi l’obiettivo della sua macchina fotografica ha iniziato a posarsi su altro: su ciò che la circondava, ma anche lei se stessa. 

Scorrendo il suo profilo Instagram o visitando il suo sito possiamo infatti notare come foto di tramonti e di infiniti campi d’erba si alternano a quelle del suo copro fragile ma indistruttibile. Margaret utilizza il mezzo fotografico per raccontare la sua storia, gli stati d’animo che prova, cercando di entrare in empatia con lo spettatore. 

Quando Margaret Durow aveva 5 anni le è stato trovato un tumore benigno alla spina dorsale. Le diverse operazione alle quali si è dovuta sottoporre hanno segnato la sua esistenza e il suo corpo, e oggi ci mostra le cicatrici sulla sua pelle per raccontarci cosa prova sotto quelle stesse cicatrici. 

Margaret Durow

Margaret imprime i suoi stati d’animo e noi non possiamo fare altro che lasciarci trasportare dai suoi scatti: in punta di piedi diventiamo testimoni della sua vita, il suo corpo diventa il nostro e il sollievo che proviamo guardando i paesaggi che fotografa non potrebbe essere più vero. 

Leggi anche: La bellezza della tranquillità negli scatti di Alberto Polo Iañez

Noi abbiamo selezionato solo alcuni scatti di Margaret Durow, ma seguitela su Instagram e visitate il suo sito per non perdervi i suoi prossimi lavori.

Margaret Durow
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Margaret Durow e la fotografia come cura
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Bobby Mandrup, un fotografo in continuo divenire

Bobby Mandrup, un fotografo in continuo divenire

Federica Cimorelli · 5 giorni fa · Photography

Vivere in un costante stato di divenire, è così che Bobby Mandrup – fotografo danese classe 1985 – si descrive al pubblico che lo segue. Noi non possiamo proprio contraddirlo, d’altro canto la sua fotografia sembra cucita esattamente intorno a queste parole. 

Bobby Mandrup scatta principalmente ritratti e lo fa quasi come un pittore.
I suoi scatti analogici sono immediati e intimi, si avvicinano alla figura umana con emozione e imprevedibilità e riescono a catturarne ogni sentimento e ogni sfumatura.

Non mi piacciono gli scatti costruiti in una scena, li trovo sprecati. Per me fotografare è come mostrare l’individualità di ogni momento fugace.

Guardando le sue fotografie nel complesso si riesce a costruire un tragitto simile e complementare ad ogni immagine. Bobby ricerca i difetti dei soggetti che immortala, cattura la vita imprevedibile di ogni persona e disegna un mondo imperfetto, caotico e disturbante.

Leggi anche: Le infinite espressioni del corpo umano negli scatti di Ophelia

Guarda qui una selezione dei suoi scatti, seguilo su Instagram e visita il suo sito personale

Bobby Mandrup, un fotografo in continuo divenire
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