Ho già scritto del fotografo taiwanese Lin Yung Cheng quasi tre anni fa, incantato dai suoi scatti crudi e ironici, e della sua capacità di mostrare una sensualità astratta e mai banale.
Per Lin la fotografia è un mezzo attraverso il quale scoprire il surreale nella nostra vita quotidiana, creare immagini irrazionali che si beffano dell’erotismo attraverso dei giochi concettuali e viceversa, si prendono gioco di un certo gusto estetico essenziale attraverso una sensualità misteriosa e pungente.
Nessuna espressione del viso, un erotismo esplicito che non è mai mostrato.
















