Holding Onto What Will, l’utimo murales di Scott Albrecht

Holding Onto What Will, l’utimo murales di Scott Albrecht

Collater.al Contributors · 8 mesi fa · Art

L’artista newyorkese Scott Albrecht ha creato un mega dipinto sulla parete di un palazzo a Brooklyn: Holding Onto What Will.
Scott è noto nel campo per questo genere di murales che ha proposto in diverse città americane tra cui Los Angeles e Philadelphia.
I suoi lavori trovano ispirazione dall’osservazione continua di ciò che lo circonda e da ogni cosa che lo possa colpire. Utilizza il suo lavoro come un’opportunità per riflettere e preservare questo genere di arte. Gran parte del suo approccio è legato alla tipografia in quanto l’artista tende a cercare modi di decostruire le forme delle lettere per esplorare un messaggio attraverso un linguaggio più visivo e concreto. Le sagome e le relazioni all’interno di ogni opera sono create secondo dei messaggi e caratteri sottostanti. Scott, tramite le sue opere, vuole spostare lo spettatore dalla semplice lettura e interpretazione delle parole a un’esperienza più complessa. Questa deve creare una profonda connessione all’idea che sta alla base attraverso un linguaggio più tangibile sia in forma che in colore.

Tramite il suo ultimo lavoro chiamato Holding Onto What Will, l’artista ha cercato di offrire a chi ne usufruisce un senso di sentimento positivo e un promemoria di ottimismo nei momenti più difficili. Se l’opera viene guardata abbastanza da vicino è possibile decifrate sia le lettere del titolo che Scott ha astratto e disposto in una griglia sfalsata sia il suo stile di firma. Il murales creato a Brooklyn è lungo quasi un quarto di isolato ed è il primo progetto permanente di Albrecht a New York. Ciò è molto importante per lui perché è un lavoro molto complesso realizzato nella sua città natale.

Per chi non riuscisse a passare a vedere l’opera dal vivo, l’artista sta preparando dei lavori realizzati sul legno e sulla carta che esporrà per la sua mostra personale il prossimo luglio all’Hashimoto Contemporary nel Lower East Side.

Scott Albrecht | Collateral1
Scott Albrecht | Collateral1
Scott Albrecht | Collateral4
Scott Albrecht | Collateral1

Testo di Anna Cardaci

Holding Onto What Will, l’utimo murales di Scott Albrecht
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Holding Onto What Will, l’utimo murales di Scott Albrecht
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Le ceramiche ricostruite di Glen Martin Taylor

Le ceramiche ricostruite di Glen Martin Taylor

Giulia Guido · 3 giorni fa · Art

Tra le tecniche artistiche più famose e affascinanti spicca senza ombra di dubbio l’antica arte giapponese del Kintsugi. Si tratta di una pratica che nasce dall’idea di trasformare un’imperfezione, un danno o una ferita in qualcosa di ancora più bello e perfetto. Praticamente, questa tecnica consiste nel riparare oggetti di ceramica, anche di uso quotidiano come tazze e piatti, usando dell’oro o dell’argento colato per saldare i cocci. Il risultato finale dona all’oggetto un aspetto unico e, cosa non da poco, un valore molto più alto di quello originale. È proprio all’arte del Kintsugi che l’artista Glen Martin Taylor si è ispirato per le sue opere. 

Come i giapponese, anche Glen Martin Taylor ripara ceramiche di ogni tipo, alcune realizzate da lui e altre comprate, ma sostituendo il metallo prezioso con oggetti di uso quotidiano, da fili di spago a elementi in metallo. 

Se nell’arte del Kintsugi l’unica parte importante è quella della riparazione, per l’artista l’atto di riassemblare gli oggetti è tanto importante quanto quello di distruggerli. Attraverso queste due fasi l’artista libera le sue emozioni e le affronta realizzando degli oggetti che alla fine avranno perso il loro scopo primario, ma non la loro importanza. 

Scoprite tutte le opere di Glen Martin Taylor sul suo profilo Instagram

Le ceramiche ricostruite di Glen Martin Taylor
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Le ceramiche ricostruite di Glen Martin Taylor
Le ceramiche ricostruite di Glen Martin Taylor
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The Old Man and the Sea 2.0, il murale di Aero

The Old Man and the Sea 2.0, il murale di Aero

Giulia Pacciardi · 3 giorni fa · Art

Commissionato da Les Ateliers du Graff, nel contesto della seconda edizione del MX29 Graffiti Tour Festival 2020, The Old Man and the Sea 2.0 è l’ultima opera dell’artista francese Aero nella città di Morlaix.

Il murale, che occupa la facciata di un intero palazzo raggiungendo una dimensione di 70mq, è un omaggio al romanzo breve di Ernest Hemingway che l’artista desiderava realizzare da molti anni e che in 4 giorni, sotto la pioggia e con tutte le attenzioni richieste dall’attuale situazione, ha completato.

Caratterizzato dal realismo tipico di gran parte delle opere di Aero e dall’utilizzo del bianco e nero, il murale vede in primo piano il ritratto di Santiago, il vecchio marinaio protagonista del romanzo che ha fatto guadagnare a Hemingway il Premio Pulitzer nel 1953, e sullo sfondo il mare in tempesta che l’uomo ha affrontato per dimostrare a se stesso e agli altri di essere ancora capace di pescare.

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✨✨"The old man and the sea 2.0"✨✨ Performance of 4 days betwee the drops… – ➡️ Since the time I wanted to illustrate this wenderful novel by Ernest Hemingway, or rather what results from it, @mx29_graffiti_tour gave me the opportunity to invite me to @ville_de_morlaix (FR) to paint this 70m2 size building wall. A big thanks to @zag_artist_official and @anje.lag for the invitation and the organization at the top despite a complicated post-confinement recovery, @lesateliersdugraff @plastigraff, to Maud, Kyllian and Loùfor their hot welcome, to the staff of the Taylor Coffee (Ermate guys), to @kristof_kiger for the beautiful pictures, to Morlaix city and especially to the Morlaisiens for their smiles and their kindness!!! Special respect to Jeanne and Alexandre to whom I dedicate this painting, owner of this wall, aged 88 and 90 respectively, who offered me their facade and their confidence without asking for a model beforehand… A beautiful lesson… ❤️ Great meeting of @akhine.art, keep the vibes bro and hope see u soon! Big up to @sock.wildsketch, @leonkeer, @jeanrooble and @kaldea who have already worked superbly and to @sweo_5.7crew, @mister_copy, @artisterast, @nikita_5.7crew and @marko93darkvapor coming soon!!! – – – #aero2020 #graff #graffiti #graffitiart #aerosol #streetart #streetartist #spray #spraycan #spraycanart #mural #muralism #photorealism #photorealistic #photographer #hemingway #sailor #sea #birds #atlanticpuffin #zion #baiedemorlaixtourisme

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All pictures by: Kristof Kieger

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Donne e natura nelle illustrazioni di Amylili

Donne e natura nelle illustrazioni di Amylili

Giulia Pacciardi · 2 giorni fa · Art

Flower Lover e Plant Lady, si definisce così l’illustratrice con base a Lussemburgo Amarylis Hibon aka Amylili.

Facendo un giro sul suo Instagram, infatti, non è difficile cogliere il forte legame che l’artista ha con la natura, i suoi colori e le sue forme.
In tutte le illustrazioni, qualunque sia il protagonista, appare sempre un elemento riconducibile al mondo naturale, che sia una stampa su una maglietta, un braccialetto fatto di fiori o l’ambiente circostante.

Laureata in Product e Furniture Design alla London Metropolitan University, quello che ama fare è esprimere se stessa e le sue passioni attraverso l’illustrazione, mezzo che utilizza anche per mandare messaggi forti.
Le sue parole sono dedicate in particolar modo alle donne, quelle che vorrebbe vedere più sicure di se stesse e consapevoli della loro forza, delle loro qualità e possibilità.

Qui trovate, come sempre, una nostra selezione ma per vedere tutti i lavori di Amylili seguitela qui e qui, per supportare il suo business invece fatelo qui.

Donne e natura nelle illustrazioni di Amylili
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We Are Who We Are, la prima serie di Luca Guadagnino

We Are Who We Are, la prima serie di Luca Guadagnino

Giulia Pacciardi · 2 giorni fa · Art

Sbarcherà ad ottobre su Sky e in streaming su NOW TV la prima serie firmata dal pluripremiato sceneggiatore, regista e produttore Luca Guadagnino, composta da 8 episodi che narrano la storia di due giovani che vivono la loro adolescenza in una base militare americana in Italia.

We Are Who We Are è una storia di formazione che tratta di temi come l’amicizia, i primi amori, i sentimenti contrastanti tipici dell’età dei due protagonisti e di tutto gli adolescenti di questo mondo.

HBO, che non ha voluto lasciar trapelare troppe informazioni, ha così commentato la serie al momento dell’uscita del teaser: 

We Are Who We Are è la storia di due bambini americani che vivono in una base militare americana in Italia. La serie esplora l’amicizia, il primo amore, l’identità e immerge il pubblico in tutto il disordinato senso di euforia e angoscia dell’essere un adolescente – una storia che potrebbe accadere ovunque nel mondo, ma in questo caso, accade in questa piccola fetta di America in Italia.

Nel cast della serie, insieme ai due protagonisti interpretati da Jack Dylan Grazer e Jordan Kristine Seamón, figurano anche attori del calibro di Chloë Sevigny, Kid Cudi, Alice Braga, Francesca Scorsese, Corey Knight, Beatrice Barichella, Ben Taylor e Sebastiano Pigazzi.

Mentre aspettiamo di conoscere qualcosa in più di questo primo esperimento attuato dal regista di film come “Io sono l’amore”, “A Bigger Splash”, “Suspiria” e “Chiamami col tuo nome”, dato un occhio al teaser che trovate qui.

We Are Who We Are, la prima serie di Luca Guadagnino
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