Il 15 novembre è uscito su Netflix Klaus – I segreti del Natale, un film d’animazione spagnolo scritto e diretto da Sergio Pablos che racconta la storia di Babbo Natale.
Questo è il primo lungometraggio animato firmato dalla piattaforma di streaming. Per la sua realizzazione il regista e il suo team hanno scelto di allontanarsi dal CGI – che attualmente domina il mondo dell’animazione – decidendo invece di utilizzare le tecniche tradizionali del 2D con l’aggiunta di una fase innovativa nel processo che conferisce al film la qualità di illuminazione e ombreggiatura offerto dal 3D.
Per intenderci, un film come La Bella e la Bestia ma tecnicamente migliore.
Klaus ha suscitato grande scalpore nella comunità cinematografica prima della sua uscita grazie a questo nuovo metodo innovativo.
L’elemento più distintivo del film è sicuramente tutta la parte relativa all’illuminazione e, per rendere questo procedimento possibile, non è stata utilizzata l’animazione tradizionale in quanto avrebbe reso i personaggi piatti e avrebbe limitato il risultato finale.
Per risolvere dei problemi riguardanti la realizzazione della scenografia, il team ha sviluppato degli strumenti che consentono l’ottenimento sia di sfondi che personaggi “luccicanti” e ciò permette un risultato artisticamente autentico. Il fascino di questo tipo di animazione tradizionale rimane comunque la presenza di un certo livello di imperfezione e questo apporta un valore aggiunto al lavoro.
L’idea di Pablos era quella di trattare la storia di Babbo Natale con rispetto.
Ovviamente questa la conosciamo tutti e sappiamo come finisce ma il regista ha deciso di attribuire al racconto un taglio differente e di arrivare alla conclusione in maniera alternativa.









Testo di Anna Cardaci


