Klaus, il primo film animato firmato Netflix

Klaus, il primo film animato firmato Netflix

Collater.al Contributors · 2 settimane fa · Art

Il 15 novembre è uscito su Netflix Klaus – I segreti del Natale, un film d’animazione spagnolo scritto e diretto da Sergio Pablos che racconta la storia di Babbo Natale.
Questo è il primo lungometraggio animato firmato dalla piattaforma di streaming. Per la sua realizzazione il regista e il suo team hanno scelto di allontanarsi dal CGI – che attualmente domina il mondo dell’animazione – decidendo invece di utilizzare le tecniche tradizionali del 2D con l’aggiunta di una fase innovativa nel processo che conferisce al film la qualità di illuminazione e ombreggiatura offerto dal 3D.
Per intenderci, un film come La Bella e la Bestia ma tecnicamente migliore.
Klaus ha suscitato grande scalpore nella comunità cinematografica prima della sua uscita grazie a questo nuovo metodo innovativo.

L’elemento più distintivo del film è sicuramente tutta la parte relativa all’illuminazione e, per rendere questo procedimento possibile, non è stata utilizzata l’animazione tradizionale in quanto avrebbe reso i personaggi piatti e avrebbe limitato il risultato finale.
Per risolvere dei problemi riguardanti la realizzazione della scenografia, il team ha sviluppato degli strumenti che consentono l’ottenimento sia di sfondi che personaggi “luccicanti” e ciò permette un risultato artisticamente autentico. Il fascino di questo tipo di animazione tradizionale rimane comunque la presenza di un certo livello di imperfezione e questo apporta un valore aggiunto al lavoro.

L’idea di Pablos era quella di trattare la storia di Babbo Natale con rispetto.
Ovviamente questa la conosciamo tutti e sappiamo come finisce ma il regista ha deciso di attribuire al racconto un taglio differente e di arrivare alla conclusione in maniera alternativa.

Klaus | Collater.al 1
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Testo di Anna Cardaci

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Libri Belli, le copertine più belle secondo Livia Satriano

Libri Belli, le copertine più belle secondo Livia Satriano

Collater.al Contributors · 2 settimane fa · Art

Solitamente quando andiamo in libreria e abbiamo voglia di comprare un libro tendiamo spesso ad adocchiare quelli che ci ispirano di più. Sicuramente il primo criterio di scelta è la copertina. Diciamocelo, se non ci piace non siamo minimamente proiettati all’idea di acquistare il libro o anche solo di leggere l’introduzione o la quarta di copertina.
Se invece è bella, quasi sempre ci sediamo un attimo e lo sfogliamo fino a che non decidiamo, a prescindere dal contenuto, di comprarlo. Nonostante questo, esistono molti libri con delle brutte copertine che contengono storie belle ma che purtroppo non vengono valorizzate.

Una volta qualcuno ha detto “non giudicare mai un libro dalla copertina” e per questo motivo Livia Satriano, una creatrice di contenuti editoriali e per i social media, ha deciso di creare Libri Belli, una pagina su Instagram dove raccoglie e condivide le copertine più belle di libri italiani del Novecento.
Vengono promossi prodotti letterari di vario genere, dalla saggistica alla narrativa fino ad arrivare alla musica. Questi vengono selezionati in base a ciò che salta subito all’occhio, dalle grafiche accattivanti alle illustrazioni fino alle associazioni di colori. L’idea di Livia è quella di far riscoprire i classici della letteratura non diventati famosi e rendergli in qualche modo – per come può – giustizia. Questa sua iniziativa ha avuto molto successo tanto da contare un seguito di circa 17,5 mila followers sulla pagina e circa 800 post. Inoltre, grazie a questo progetto, ha potuto collaborare con Sprint Milano, Printville e Artefiera, creare due temporary shop, curare e organizzare mostre.

All’interno del profilo propone diversi format come la rubrica mensile “Libri Belli di …” in cui personalità del mondo dell’editoria, del design e della creatività raccontano i loro tre Libri Belli preferiti. Condivide anche delle nuove interpretazioni in chiave moderna di copertine realizzate da grafici e illustratori. In ogni contenuto oltre all’immagine del libro, nella descrizione viene detto il titolo, l’anno di pubblicazione e un mini commento.

Libri Belli | Collater.al 1
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Libri Belli | Collater.al 13
Libri Belli | Collater.al 13

Testo di Anna Cardaci

Libri Belli, le copertine più belle secondo Livia Satriano
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SuperNature, l’arte digitale di teamLab

SuperNature, l’arte digitale di teamLab

Collater.al Contributors · 2 settimane fa · Art

Nel febbraio del prossimo anno il collettivo d’arte teamLab, in collaborazione con Sands Resorts Macao, inaugurerà in Cina la mostra di arte digitale chiamata “SuperNature Macao” un’esposizione che prevederà il coinvolgimento diretto delle persone. Si tratta di un museo “body immersive” in cui sono presenti tredici installazioni diverse in cui verranno sfruttati i colori, le luci, l’animazione digitale e lo spazio. Il concept di SuperNature è creare una fusione tra il corpo umano e l’arte.
Tra le opere che si potranno vedere, vi segnaliamo le due più suggestive:

La prima, intitolata “The Infinite Crystal Universe”, è situata in una stanza ampia dove vengono proiettati contemporaneamente tanti fasci di luce colorati blu, viola e azzurri e creano un’immagine tridimensionale che rappresenta l’universo attraverso punti luminosi che si diffondono all’infinito in tutte le direzioni.
Gli spettatori sono invitati a utilizzare il loro smartphone, scaricare l’applicazione e con questa inquadrare con la telecamera i bagliori, selezionare gli elementi che compongono l’universo e trascinarli. Quest’opera d’arte è in continua evoluzione che cambia in ogni momento a causa delle persone che interagiscono nello spazio.

La seconda installazione che vi suggeriamo è “Mountain of Flowers and People: Lost, Immersed and Reborn all’interno della quale vengono rappresentate le stagioni e il corso della fioritura. I fiori sbocciano, crescono e prima che i loro petali cominciano ad appassire svaniscono. Il ciclo di crescita e decadimento si ripete in continuazione. Se una persona sta ferma, i fiori che la circondano crescono e sbocciano più abbondantemente. Se gli spettatori toccano o calpestano, si liberano dei petali, appassiscono e muoiono tutti in una volta. L’interazione tra lo spettatore e l’installazione provoca un continuo cambiamento nell’opera d’arte; ciò che succede in precedenza non si replicherà e non si ripresenterà più.

SuperNature | Collater.al 1
SuperNature | Collater.al 12
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SuperNarture | Collater.al 16
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Testo di Anna Cardaci

SuperNature, l’arte digitale di teamLab
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SuperNature, l’arte digitale di teamLab
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Meals on Reels, il legame tra cibo e cinema

Meals on Reels, il legame tra cibo e cinema

Collater.al Contributors · 2 settimane fa · Art

Il cibo è stato da sempre il protagonista del cinema, sia di quello italiano sia di quello internazionale creando un rapporto “insaziabile” tra i due.
Lo stretto legame che si è creato è testimoniato anche dai numerosi film in cui il cibo diventa il protagonista assoluto, quasi un personaggio vivo. Questi due mondi seppur molto distanti si intersecano e giocano un ruolo molto importante nella nostra vita in quanto entrambi rappresentano una sorta di desiderio: da un lato abbiamo il “sogno utopico” di vivere dentro la pellicola e dall’altro il desiderio di mangiare golosità.

Il cibo permette lo sviluppo sociale poiché fin dalla nascita è uno dei principali mediatori nelle relazioni col mondo. Il cinema, che mostra prevalentemente rapporti tra esseri umani, non poteva ignorare questo aspetto. Fin dalle prime pellicole il cibo diventa subito protagonista come ad esempio in Le rèpas de Bebè (1895) dei fratelli Lumière che present una scena di vita familiare durante la quale un bambino viene imboccato dai genitori.

Le pietanze nelle pellicole vengono utilizzate come un filo narrativo, come metafora, come nucleo centrale di un dialogo e soprattutto come elemento capace di caratterizzare i personaggi e le loro personalità.

La critica cinematografica Kristen Yoonsoo Kim ha creato nel 2017 su Instagram un account chiamato Meals on Reels. Il progetto racconta questo legame focalizzando l’attenzione sulle pellicole d’autore e indipendenti.
Durante un’intervista per AnOther Magazine, Kristen racconta come le è nata l’idea di creare una pagina in cui si potessero racchiudere tutti i frame più simbolici dei film in cui le persone mangiano.
Spiega che tutto è iniziato mentre stava vedendo una scena che le è rimasta impressa del film “Colpo da 500 milioni alla National Bank” , una commedia di Peter Hall degli anni Settanta, in cui Ursula Andress addenta un pezzo di pane.
Invece, l’ispirazione per il nome della pagina è arrivata mentre guardava Twin Peaks: Fire Walk With Me di David Lynch, in cui a un certo punto la protagonista Laura Palmer dice “can’t do Meals on Wheels that day“.
Da allora Kim, sul profilo Meals on Reels, posta diverse immagini circa due volte a settimana, accompagnando i fotogrammi con titolo del film, anno e regista.

Kristen Yoonsoo Kim | Collater.al 2
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Testo di Anna Cardaci

Meals on Reels, il legame tra cibo e cinema
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Le illustrazioni beauty-pittoresche di Kathy Kim

Le illustrazioni beauty-pittoresche di Kathy Kim

Collater.al Contributors · 2 settimane fa · Art

Kathy Kim è una graphic designer newyorkese nonché appassionata di illustrazione. Ha lavorato con noti giornali, brand e agenzie pubblicitarie tra cui Conde Nast Traveler, l’agenzia di comunicazione DDB Worldwide, The Oprah Magazine e molti altri.
Attraverso i suoi lavori ritrae il mondo contemporaneo utilizzando uno stile tradizionale. Le illustrazioni – oltre a essere realizzate seguendo delle palette di colori definite e armoniche – per scelta stilistica rappresentano forme disegnate in maniera imprecisa e tendenzialmente tondeggiante. Inoltre, i tratti del viso di ogni soggetto, come gli occhi, la bocca e il naso, non vengono mai inclusi almeno che non siano estremamente necessari. Questo vale anche in generale per tutti i particolari che non vengono disegnati in maniera accurata almeno che non siano fondamentali per dare senso all’intera composizione.
Kathy ha realizzato una serie di illustrazioni che raccoglie e sintetizza in maniera molto suggestiva alcuni dei rituali di bellezza utilizzati dalle donne in tutto il mondo, sopratutto in Asia.

Sunamushi Onse

In questa illustrazione viene utilizzata sullo sfondo una scala di grigi che mettono in risalto la figura stesa di una donna che esegue una procedura chiamata Suna-mushi, che apporta effetti positivi alla disidratazione.

Huǒ Liáo

Qui viene messo in risalto, grazie all’utilizzo di colori essenzialmente neutri, il fuoco utilizzato nel trattamento Huǒ Liáo, un rimedio cinese contro la pelle spenta e la cellulite.

Ohaguro

Tramite delle forme che sembrano disegnate a mano, l’illustratrice rappresenta l’Ohaguro, una tecnica di annerimento dei denti considerata come un segno di bellezza in Giappone.

Seawood Spas

Nel disegno, l’occhio cade subito su quelle forme di tonalità diverse di verde che rappresentano la Seawood Spas, un trattamento per la purificazione della pelle.

Cryotherapy Facials

Qui, grazie all’utilizzo di colori che seguono una sala di blu/azzurri, viene rappresentata la figura di un corpo maschile mentre sta effettuando la Cryotherapy Facials, una tecnica recente che apporta benefici alla pelle tramite aria ghiaccia e temperature freddissime.

Testo di Anna Cardaci

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