Jiaqi Wang illustra la vita quotidiana

Jiaqi Wang illustra la vita quotidiana

Giulia Guido · 2 settimane fa · Art

Jiaqi Wang è nata in Cina e la sua sfrenata passione per l’illustrazione l’ha portata a viaggiare in lungo e in largo, dall’Italia dove ha fatto il suo primo stage, fino a Los Angeles dove oggi vive e lavora. All’interno del vasto mondo del disegno, l’artista cinese riesce a spaziare dall’illustrazione in 2D a quella in movimento, arrivando fino alla motion graphic. 

Tutti i suoi lavori, sia per clienti come Starbucks, Targets o Muji, sia personali si caratterizzano per la capacità di catturare il quotidiano, tutti quei momenti che spesso viviamo sovrapposero, senza darci troppa importanza. 

I disegni di Jiaqi Wang hanno la forze di mostrare allo spettatore quanta bellezza racchiudono i momenti ordinari come fare una fila, prendere un caffè o ascoltare della musica. 

Se la vita di tutti i giorni ispira i suoi soggetti, i luoghi in cui ha vissuto influiscono sulla scelta dei colori che utilizza, per esempio quando Jiaqi Wang stava in Italia le sue illustrazioni erano caratterizzate da colori brillanti e chiari, mentre una volta arrivata a Los Angeles hanno iniziato a essere molto più simili a quelli reali. 

Scopri una selezione delle sue illustrazioni nella nostra gallery!  

Jiaqi Wang | Collater.al
Jiaqi Wang | Collater.al
Jiaqi Wang | Collater.al
Jiaqi Wang | Collater.al
Jiaqi Wang | Collater.al
Jiaqi Wang | Collater.al
Jiaqi Wang | Collater.al
Jiaqi Wang | Collater.al
Jiaqi Wang | Collater.al
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Jiaqi Wang illustra la vita quotidiana
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Holding Onto What Will, l’utimo murales di Scott Albrecht

Holding Onto What Will, l’utimo murales di Scott Albrecht

Collater.al Contributors · 2 settimane fa · Art

L’artista newyorkese Scott Albrecht ha creato un mega dipinto sulla parete di un palazzo a Brooklyn: Holding Onto What Will.
Scott è noto nel campo per questo genere di murales che ha proposto in diverse città americane tra cui Los Angeles e Philadelphia.
I suoi lavori trovano ispirazione dall’osservazione continua di ciò che lo circonda e da ogni cosa che lo possa colpire. Utilizza il suo lavoro come un’opportunità per riflettere e preservare questo genere di arte. Gran parte del suo approccio è legato alla tipografia in quanto l’artista tende a cercare modi di decostruire le forme delle lettere per esplorare un messaggio attraverso un linguaggio più visivo e concreto. Le sagome e le relazioni all’interno di ogni opera sono create secondo dei messaggi e caratteri sottostanti. Scott, tramite le sue opere, vuole spostare lo spettatore dalla semplice lettura e interpretazione delle parole a un’esperienza più complessa. Questa deve creare una profonda connessione all’idea che sta alla base attraverso un linguaggio più tangibile sia in forma che in colore.

Tramite il suo ultimo lavoro chiamato Holding Onto What Will, l’artista ha cercato di offrire a chi ne usufruisce un senso di sentimento positivo e un promemoria di ottimismo nei momenti più difficili. Se l’opera viene guardata abbastanza da vicino è possibile decifrate sia le lettere del titolo che Scott ha astratto e disposto in una griglia sfalsata sia il suo stile di firma. Il murales creato a Brooklyn è lungo quasi un quarto di isolato ed è il primo progetto permanente di Albrecht a New York. Ciò è molto importante per lui perché è un lavoro molto complesso realizzato nella sua città natale.

Per chi non riuscisse a passare a vedere l’opera dal vivo, l’artista sta preparando dei lavori realizzati sul legno e sulla carta che esporrà per la sua mostra personale il prossimo luglio all’Hashimoto Contemporary nel Lower East Side.

Scott Albrecht | Collateral1
Scott Albrecht | Collateral1
Scott Albrecht | Collateral4
Scott Albrecht | Collateral1

Testo di Anna Cardaci

Holding Onto What Will, l’utimo murales di Scott Albrecht
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Holding Onto What Will, l’utimo murales di Scott Albrecht
Holding Onto What Will, l’utimo murales di Scott Albrecht
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Klaus, il primo film animato firmato Netflix

Klaus, il primo film animato firmato Netflix

Collater.al Contributors · 2 settimane fa · Art

Il 15 novembre è uscito su Netflix Klaus – I segreti del Natale, un film d’animazione spagnolo scritto e diretto da Sergio Pablos che racconta la storia di Babbo Natale.
Questo è il primo lungometraggio animato firmato dalla piattaforma di streaming. Per la sua realizzazione il regista e il suo team hanno scelto di allontanarsi dal CGI – che attualmente domina il mondo dell’animazione – decidendo invece di utilizzare le tecniche tradizionali del 2D con l’aggiunta di una fase innovativa nel processo che conferisce al film la qualità di illuminazione e ombreggiatura offerto dal 3D.
Per intenderci, un film come La Bella e la Bestia ma tecnicamente migliore.
Klaus ha suscitato grande scalpore nella comunità cinematografica prima della sua uscita grazie a questo nuovo metodo innovativo.

L’elemento più distintivo del film è sicuramente tutta la parte relativa all’illuminazione e, per rendere questo procedimento possibile, non è stata utilizzata l’animazione tradizionale in quanto avrebbe reso i personaggi piatti e avrebbe limitato il risultato finale.
Per risolvere dei problemi riguardanti la realizzazione della scenografia, il team ha sviluppato degli strumenti che consentono l’ottenimento sia di sfondi che personaggi “luccicanti” e ciò permette un risultato artisticamente autentico. Il fascino di questo tipo di animazione tradizionale rimane comunque la presenza di un certo livello di imperfezione e questo apporta un valore aggiunto al lavoro.

L’idea di Pablos era quella di trattare la storia di Babbo Natale con rispetto.
Ovviamente questa la conosciamo tutti e sappiamo come finisce ma il regista ha deciso di attribuire al racconto un taglio differente e di arrivare alla conclusione in maniera alternativa.

Klaus | Collater.al 1
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Testo di Anna Cardaci

Klaus, il primo film animato firmato Netflix
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Klaus, il primo film animato firmato Netflix
Klaus, il primo film animato firmato Netflix
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Libri Belli, le copertine più belle secondo Livia Satriano

Libri Belli, le copertine più belle secondo Livia Satriano

Collater.al Contributors · 2 settimane fa · Art

Solitamente quando andiamo in libreria e abbiamo voglia di comprare un libro tendiamo spesso ad adocchiare quelli che ci ispirano di più. Sicuramente il primo criterio di scelta è la copertina. Diciamocelo, se non ci piace non siamo minimamente proiettati all’idea di acquistare il libro o anche solo di leggere l’introduzione o la quarta di copertina.
Se invece è bella, quasi sempre ci sediamo un attimo e lo sfogliamo fino a che non decidiamo, a prescindere dal contenuto, di comprarlo. Nonostante questo, esistono molti libri con delle brutte copertine che contengono storie belle ma che purtroppo non vengono valorizzate.

Una volta qualcuno ha detto “non giudicare mai un libro dalla copertina” e per questo motivo Livia Satriano, una creatrice di contenuti editoriali e per i social media, ha deciso di creare Libri Belli, una pagina su Instagram dove raccoglie e condivide le copertine più belle di libri italiani del Novecento.
Vengono promossi prodotti letterari di vario genere, dalla saggistica alla narrativa fino ad arrivare alla musica. Questi vengono selezionati in base a ciò che salta subito all’occhio, dalle grafiche accattivanti alle illustrazioni fino alle associazioni di colori. L’idea di Livia è quella di far riscoprire i classici della letteratura non diventati famosi e rendergli in qualche modo – per come può – giustizia. Questa sua iniziativa ha avuto molto successo tanto da contare un seguito di circa 17,5 mila followers sulla pagina e circa 800 post. Inoltre, grazie a questo progetto, ha potuto collaborare con Sprint Milano, Printville e Artefiera, creare due temporary shop, curare e organizzare mostre.

All’interno del profilo propone diversi format come la rubrica mensile “Libri Belli di …” in cui personalità del mondo dell’editoria, del design e della creatività raccontano i loro tre Libri Belli preferiti. Condivide anche delle nuove interpretazioni in chiave moderna di copertine realizzate da grafici e illustratori. In ogni contenuto oltre all’immagine del libro, nella descrizione viene detto il titolo, l’anno di pubblicazione e un mini commento.

Libri Belli | Collater.al 1
Libri Belli | Collater.al 1
Libri Belli | Collater.al 1
Libri Belli | Collater.al 1
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Libri Belli | Collater.al 1
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Libri Belli | Collater.al 13
Libri Belli | Collater.al 13

Testo di Anna Cardaci

Libri Belli, le copertine più belle secondo Livia Satriano
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Libri Belli, le copertine più belle secondo Livia Satriano
Libri Belli, le copertine più belle secondo Livia Satriano
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SuperNature, l’arte digitale di teamLab

SuperNature, l’arte digitale di teamLab

Collater.al Contributors · 2 settimane fa · Art

Nel febbraio del prossimo anno il collettivo d’arte teamLab, in collaborazione con Sands Resorts Macao, inaugurerà in Cina la mostra di arte digitale chiamata “SuperNature Macao” un’esposizione che prevederà il coinvolgimento diretto delle persone. Si tratta di un museo “body immersive” in cui sono presenti tredici installazioni diverse in cui verranno sfruttati i colori, le luci, l’animazione digitale e lo spazio. Il concept di SuperNature è creare una fusione tra il corpo umano e l’arte.
Tra le opere che si potranno vedere, vi segnaliamo le due più suggestive:

La prima, intitolata “The Infinite Crystal Universe”, è situata in una stanza ampia dove vengono proiettati contemporaneamente tanti fasci di luce colorati blu, viola e azzurri e creano un’immagine tridimensionale che rappresenta l’universo attraverso punti luminosi che si diffondono all’infinito in tutte le direzioni.
Gli spettatori sono invitati a utilizzare il loro smartphone, scaricare l’applicazione e con questa inquadrare con la telecamera i bagliori, selezionare gli elementi che compongono l’universo e trascinarli. Quest’opera d’arte è in continua evoluzione che cambia in ogni momento a causa delle persone che interagiscono nello spazio.

La seconda installazione che vi suggeriamo è “Mountain of Flowers and People: Lost, Immersed and Reborn all’interno della quale vengono rappresentate le stagioni e il corso della fioritura. I fiori sbocciano, crescono e prima che i loro petali cominciano ad appassire svaniscono. Il ciclo di crescita e decadimento si ripete in continuazione. Se una persona sta ferma, i fiori che la circondano crescono e sbocciano più abbondantemente. Se gli spettatori toccano o calpestano, si liberano dei petali, appassiscono e muoiono tutti in una volta. L’interazione tra lo spettatore e l’installazione provoca un continuo cambiamento nell’opera d’arte; ciò che succede in precedenza non si replicherà e non si ripresenterà più.

SuperNature | Collater.al 1
SuperNature | Collater.al 12
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SuperNarture | Collater.al 16
SuperNarture | Collater.al 16
SuperNarture | Collater.al 16
SuperNarture | Collater.al 16
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SuperNature | Collater.al 8
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Testo di Anna Cardaci

SuperNature, l’arte digitale di teamLab
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SuperNature, l’arte digitale di teamLab
SuperNature, l’arte digitale di teamLab
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