È da più di due settimane ormai che il Cile è al centro dei notiziari, delle prime pagine dei giornali, delle home dei nostri social network. Le parole “El pueblo unido jamas sarà vencido” (Il popolo unito non sarà mai sconfitto) risuonano nell’aria e le immagini delle milioni di persone scese per le strade della capitale Santiago – ma anche di città come Concepción e Valparaíso – per protestare sono la testimonianza che ciò che sta accadendo è molto più di una semplice manifestazione.
Tutto è cominciato con il rincaro del biglietto della metropolitana di Santiago nelle ore di punta, provocando ingressi di massa senza biglietto in metro, che si sono trasformati inesorabilmente in marce, scontri con la polizia, incendi e saccheggi di negozi. Così, alla fine, il prezzo del biglietto è diventato la goccia che ha fatto traboccare il vaso, l’occasione per il popolo cileno di rivendicare i suoi diritti.

Si può dire che quella del Cile fosse una situazione di calma apparente, ma sotto la superficie si potevano constatare problemi e falle legate al sistema scolastico, sanitario, fiscale, alla privatizzazione dell’acqua e alla sempre maggiore disuguaglianza tra classe ricca e classe media.
La risposta del Presidente Sebastián Piñera non ha soddisfatto il popolo, anzi, sentirsi consigliare di non prendere la metropolitana nell’ora di punta, definire la crisi sociale una guerra e sentirsi chiamato “nemico potente e implacabile che non rispetta nulla e nessuno” sembra che abbia acceso ancora di più gli animi.
Le strade di Santiago sono diventate il palco di una vera e propria guerra che si svolge con gli occhi del mondo puntati addosso e c’è chi unendosi ai manifestanti riesce anche a restituire e mostrare la realtà della situazione. Sto parlando di Sebastián González, pubblicitario e fotografo cileno, che è sempre in cerca di nuove prospettive, di nuovi modi per mostrare ciò che ci circonda. Non possiamo esimerci dal guardare gli scatti che pubblica sul suo profilo Instagram e che catturano l’anima di Santiago che sprofonda tra i fumi dei lacrimogeni, tra le carcasse di veicoli bruciati, dove il blu, il grigio e il nero sembra non facciano passare i raggi del sole. Il buio, la paura, l’esercito per strada, l’insicurezza, ogni cosa che vediamo nelle fotografie di Sebastián riapre una ferita non ancora rimarginata, riportandoci a quel lontano 1973 che ha cambiato la storia del Cile e non solo.
“Nosotros no estamos en guerra, solo estamos manifestando por nuestros derechos.”
Qui sotto trovi una selezione degli scatti di Sebastián González.




















