Il cuore della ricerca di Arnaldo Pomodoro è sempre stato il segno. È per questo che un mese fa, insieme alla Fondazione Arnaldo Pomodoro abbiamo lanciato una Open Call rivolta alle nostre community, chiedendo a chi ci segue di pensare e guardare il mondo come il grande artista e restituirci un artwork.
Le interpretazioni e le visioni sono state molteplici e fare una selezione è stato un compito complesso. I progetti ricevuti hanno restituito una lettura ampia e stratificata del segno come elemento fondante della ricerca visiva, dimostrando la sua capacità di attraversare linguaggi, tecniche e sensibilità differenti.
Ogni progetto selezionato interpreta in modo personale l’universo visivo di Arnaldo Pomodoro, rielaborando segni, texture e forme osservate nella quotidianità e nel contesto urbano.
Il risultato è una selezione che riflette la pluralità delle pratiche contemporanee e conferma come il segno continui a essere uno strumento di indagine, espressione e trasformazione visiva.
@__alberto_monti__, “Campi Emotivi”



“È una serie dove coltivo giorno per giorno le mie emotività con gesti ripetuti ossessivi. Una mappa dei miei sentimenti raccolti in uno spazio. Uso la carta come supporto perché è un elemento per rafforzare la quotidianità. Materiale povero e vivo che si modifica nel tempo e dell’ambiente che lo circonda.”
@cleto_design e @infinityloop_tool


Infinity Loop Tool è un dispositivo da disegno che conserva una memoria formale, contenente una selezione di elementi grafici per ripensare in modo inedito la composizione di sketch di graffiti, favorendone la didattica e la riproducibilità.
@lorenzaolla.g mandato, “Quello che resta”


L’intera produzione esplora il confine tra dimensione privata e spazio pubblico, instaurando un dialogo continuo tra visibile e nascosto, dove inquietudine e strutture instabili si intrecciano in prospettive vertiginose.
@cristina.paveri, “Il segno della Posidonia”

La Posidonia contrasta il cambiamento climatico assorbendo enormi quantità di CO2, ma è minacciata a sua volta dall’innalzamento delle temperature del mare (𒈠𒊑). L’infografica di base (crediti: ESA Climate Office) rappresenta l’aumento di temperatura della superficie del mare dal 1981 al 2016.
@dacartem_ mandato, “Parole riarse”


Abbiamo creato una serie di glifi partendo dalle sagome e dalle texture delle foglie. Così come l’incisione sottrae materia per generare il segno, attraverso il processo della cianotipia abbiamo lavorato per sottrazione, incidendo e rivelando simboli sulla carta.
@Vespiide, “Caffettiera”

È un collage realizzato con stampe risograph a inchiostro nero, composto da frammenti sovrapposti e tagli netti che, per stratificazioni, suggeriscono la forma di una caffettiera. Il soggetto emerge in modo scomposto e ritmico, tra pieni e vuoti, dove il segno meccanico della stampa dialoga con l’intervento manuale. Un’immagine domestica e iconica che si ricompone attraverso gesto, ripetizione ed errore, trasformando l’oggetto quotidiano in una presenza grafica quasi totemica.
@laura.sera_ mandato, “Catrame di memoria”


Catrame di memoria è un lavoro che registra il passaggio e il movimento nelle città. Osservando le strade si possono notare delle tracce sull’asfalto lasciate dal nostro passaggio. Attraverso una serie di calcografie, ho rappresentato coloro che questi segni hanno lasciato, corredando ad essi il gaufrage della traccia trovata. Vi è quindi un gioco tra l’apparizione effimera dell’autore dell’impronta e l’impronta stessa.
