Shell House, una casa-conchiglia persa nella foresta

Shell House, una casa-conchiglia persa nella foresta

Giulia Guido · 7 mesi fa · Design

Nella prefettura giapponese di Nagano, immersa nella foresta e a due passi da un ruscello d’acqua, lo studio Tono Mirai Architects ha progettato la Shell House, un’abitazione dalla forma insolita che permette di vivere a contatto con la natura. 

Commissionata da un cliente privato, la Shell House nasce dalla richiesta di una casa persa nel verde, dove non accorgersi del tempo che passa. Così, gli architetti hanno pensato a un’abitazione di piccole dimensione, scelta quasi obbligata dalle leggi che hanno imposto di edificare solo sul 20% del terreno comprato, che si mimetizzasse con l’ambiente circostante. Questa mimetizzazione è stata creata non solo cromaticamente, ma anche per quanto riguarda i materiali. 

A parte l’enorme vetrata, la Shell House è interamente costruita in legno e terra, anche per la copertura sono state scelte delle grandi lastre di legno scuro che, abbinate alla superficie curva, rendono l’aspetto della casa simile a quello di un’enorme pigna. 

All’interno lo spazio è stato suddiviso in due livelli, quello inferiore che ospita la zona giorno, la cucina e il bagno e quello superiore che ospita la zona notte. Tutti gli spazi sono interamente ricoperti di legno, a parte la lunga parete ondulata, costruita in calcestruzzo, che segue le forme della pianta. 

La particolarità della Shell House è che, una volta aperte le ampie vetrate, il confine tra interno ed esterno è completamente annullato, dando la sensazione di vivere non solo circondati dalla natura, ma dentro di essa. 

Shell House, una casa-conchiglia persa nella foresta
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Neil Krug e la collaborazione con i Tame Impala

Neil Krug e la collaborazione con i Tame Impala

Collater.al Contributors · 9 ore fa · Photography

Il tempo ha sempre avuto il potere di affascinare, stupire e impaurire l’uomo. Il merito più grande di questo senso del sublime lo si può sicuramente attribuire alla sua effimerità e una delle sfide più interessanti per gli artisti visivi è catturarlo. Neil Krug, fotografo e art director famoso all’interno del mondo musicale – di cui avevamo parlato anche qui -, ha contribuito a dare un volto a questa caducità. 

Oltre ad aver curato per molto tempo l’immagine di Lana Del Rey, attraverso le copertine di Ultraviolence, Honeymoon e Lust for life, tra le collaborazioni di Krug ritroviamo anche i Tame Impala. Per scattare la fotografia dell’album The Slow Rush, uscito nel 2020, Krug e la band si sono recati a Kolmanskop, una città abbandonata nel deserto della Namibia. Un tempo era una delle più ricche colonie europee, ora ciò che ne rimane sono grandi dune di sabbia alte fino al soffitto degli edifici lussuosi. 

– Leggi anche: Sand of Time, quando la presenza dell’uomo muore sotto uno strato di sabbia

Il risultato ottenuto con gli scatti rivela interni surreali, caratterizzati da blu e rosso molto vivaci. L’intento era quello di ricreare un ambiente familiare, qualcosa di già visto e vissuto, ma recondito al tempo stesso. Krug, afferma in diverse interviste, di aver sempre voluto evitare la letterale interpretazione di qualcosa, prediligendo, invece, uno stile più sognante, mistico e a volte psichedelico che si sposa perfettamente con la musica di Kevin Parker (frontman dei Tame Impala). 

Come possiamo notare, il tempo è protagonista della narrazione audiovisiva, traslato nella fotografia di Niel Krug in cui viene data un’attenzione maggiore all’aura che si vuole catturare piuttosto che all’immagine in sé. Per approfondire ulteriormente il suo lavoro, potete seguirlo sul suo account Instagram

Articolo di Cobie

Neil Krug e la collaborazione con i Tame Impala
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L’importanza del corpo negli scatti di Anouk Brouwer

L’importanza del corpo negli scatti di Anouk Brouwer

Giulia Guido · 7 ore fa · Photography

L’unico linguaggio universale è quello del corpo. Se una persona ci dice in una lingua che non conosciamo che è triste noi non siamo in grado, ma se piange cogliamo subito il suo stato d’animo. 

Il nostro corpo è un mezzo potentissimo per veicolare pensieri, emozioni e sentimenti, basta sapere come usarlo. Sicuramente Anouk Brouwer sa come fare e le sue fotografie ne sono una prova incontestabile. 

Classe 1993, Anouk Brouwer è nata nei Paesi Bassi e dopo anni di studi che l’hanno portata in giro per il mondo, dalla The New York Film Academy al The Amsterdam Fashion Institute & Ryerson School of Fashion, oggi vive e lavora a Tokyo. 
Le sue lauree in recitazione e in moda, unite alla costante ricerca di modi per esprimere se stessa, l’hanno portata a scattare immagini in cui la performance de corpo diventa pura arte. 

– Leggi anche: Le geometrie del corpo negli scatti di Lin Yung Cheng

Nella sua serie “Irrationality”, ispirata alla storia di die artisti che si innamorano pur parlando due lingue diverse, ritroviamo perfettamente questo utilizzo del corpo umano. I corpi di Solène e Lin si toccano, si sfiorano, si incastrano in un gioco che non ha bisogno di parole. 

Ma il lavoro di Anouk Brouwer non si esaurisce con la fotografia. Un anno fa, infatti, ha realizzato il suo primo cortometraggio, intitolato proprio “Body Language” in cui la protagonista esprime i suoi valori e le sue sensazioni solo attraverso i movimenti. 

Guardate “Body Language” qui sotto e seguite Anouk Brouwer su Instagram per non perdervi i suoi prossimi lavori!

L’importanza del corpo negli scatti di Anouk Brouwer
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I ritratti onirici e surreali di Oswaldo Cepeda

I ritratti onirici e surreali di Oswaldo Cepeda

Giulia Guido · 1 ora fa · Photography

MoodyDarkRoom, il nome che Oswaldo Cepeda ha scelto per il suo profilo Instagram non potrebbe essere più perfetto. 
Oswaldo Cepeda è un giovane fotografo di San Diego, California, che ha cominciato a scattare per sfogare e trasmettere le proprie emozioni senza dover per forza utilizzare le parole. 

Poi, con il tempo, il suo stile si è fatto sempre più nitido e adesso si è specializzato in ritratti. Dimenticatevi, però, i ritratti classici, dove la luce naturale colpisce i tratti del viso, quelli di Oswaldo sono, come definisce lui, ritratti lunatici (moody portraits).

Oswaldo Cepeda gioca con la macchina fotografica e con la post produzione, creando degli speciali effetti di luce: i corpi in movimento dei suoi protagonisti disegnano linee sugli sfondi scuri e, a volte, ne riconosciamo solo un dettaglio, parte del volto o una mano. I suoi ritratti sono misteriosi e i soggetti sono tanto importanti quanto la tecnica. 

– Leggi anche: Gli scatti cinematografici di Oliver Takác

Ma non è finita qui, spesso guardando i lavori di molti fotografi vorremmo saperne di più e scoprire tutti i loro segreti, con quelli di Oswaldo Cepeda è possibile. Il fotografo ha, infatti, un canale YouTube in cui spiega tecniche e scelte, andate a dare un’occhiata e seguitelo su Instagram!   

I ritratti onirici e surreali di Oswaldo Cepeda
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Le fotografie NSFW e provocanti di Ugur Kayan

Le fotografie NSFW e provocanti di Ugur Kayan

Collater.al Contributors · 3 giorni fa · Photography

Ugur Kayan è un fotografo freelance turco con base a Istanbul che realizza intensi ed esuberanti scatti NSFW. Nel suo lavoro il corpo della donna e il suo potenziale espressivo sono il focus centrale, sono soggetti e protagonisti delle fotografie.
Il suo stile e la sua estetica svelano senza imbarazzo l’aspetto sensuale dei corpi. Sono immagini conturbanti, allusive e provocanti che mettono a nudo sia l’interprete che lo spettatore.

I suoi lavori sono esuberanti, vivaci e spiazzanti, sono parte di una visione ampia e sessualizzata del mondo e sono espressione primordiale di creatività.
Ugur Kayan gioca con i riflessi, i contrasti, i colori, la seduzione del vedo-non-vedo ed esplora l’intensa contesa tra luci e ombre. Ugur è il fondatore di White Magazine, un magazine online sulla fotografia NSFW.

Guarda qui una selezione dei suoi lavori e seguilo su Instagram.

Le fotografie NSFW e provocanti di Ugur Kayan
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