Design Gli oggetti di Shinkogeisha ci avvicinano alla materia
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Gli oggetti di Shinkogeisha ci avvicinano alla materia

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Collater.al Contributors

Shinkogeisha è uno di quei progetti che ci hanno catturati all’istante. Con base a Kyoto, questo studio di design fondato da Hiroshi Mitachi è un ibrido perfetto tra artigianato e tecnologia, tra analogico e digitale, tra natura e macchina. Le loro creazioni sembrano provenire da un universo parallelo, uno in cui l’uomo ha imparato a convivere con l’artificiale senza perdere il contatto con la materia.

A colpire subito è la serie Nosemono, una collezione di oggetti in cui elementi naturali come pietre e rami vengono uniti a strutture stampate in 3D. Non si tratta solo di un esercizio estetico, ma di un vero e proprio dialogo tra forme opposte: la ruvidezza della roccia che si fonde con le curve lisce della plastica, il caos organico che si incastra perfettamente nella logica computazionale. Il risultato è un design curioso, ma che allo stesso tempo mantiene una funzione, che sia un portaoggetti, un vaso o una lampada.

La filosofia dietro ogni oggetto è quella del “nuovo artigianato”: un sistema in cui l’artista torna a essere anche produttore, dove la macchina non sostituisce la mano, ma ne espande le possibilità. Le stampanti 3D open-source diventano strumenti di libertà creativa, in grado di dare forma a una produzione su misura, personale, lenta. In opposizione alla logica della produzione di massa, Shinkogeisha propone una micro-industria radicalmente umana.

C’è anche un radio con texture a maglia stampata in resina, un orologio che sembra uscito da un manga post-apocalittico, un dispenser per nastro adesivo incastrato su un sasso trovato lungo un fiume. Non esiste un “già visto” nel loro vocabolario visivo. Eppure, c’è sempre una tensione emotiva che rende tutto stranamente familiare.

Shinkogeisha non è un design studio qualunque ma un modo di pensare al design come gesto culturale. È la dimostrazione che l’artigianato non è nostalgia, ma potenziale. Che la tecnologia può essere usata per creare oggetti con un’anima, capaci di raccontare storie, di attivare domande, di cambiare il modo in cui viviamo e consumiamo.

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Scritto da Collater.al Contributors

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