Shirley – Visions of Reality è un film del regista austriaco Gustav Deutsch che traduce cinematograficamente 13 dipinti dell’artista americano Edward Hopper.
Shirley è un dialogo sia tra pittura e cinema che tra storia personale e politica. I dipinti si decongelano, diventano scenografia e suono per raccontare la storia di una donna i cui pensieri, le emozioni e contemplazioni accompagnano un’epoca della storia americana: dalla Depressione alla Seconda Guerra Mondiale, il maccartismo, i conflitti razziali e le campagne per i diritti civili, l’assassinio di John F. Kennedy, l’inizio della guerra del Vietnam, Martin Luther King, la musica jazz, Bob Dylan, la radio e il cinema.
Grazie alla fotografia di Jerzy Palacz, Deutsch ricrea l’universo visivo ed emotivo di Hopper, valorizzando le sue intrinseche qualità cinematografiche e narrative, le atmosfere scarne e malinconiche, la solitudine. Interni di case, di uffici, di teatri e di locali. I colori brillanti non trasmettono vivacità, gli spazi sono reali ma tutto rimane immobile, sospeso, immerso nel silenzio.
“Del resto, perché non dovrebbe esserci nostalgia nell’arte?”














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