Art IN STUDIO con Simone Brillarelli – ep. 9
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IN STUDIO con Simone Brillarelli – ep. 9

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Anna Frattini

Per il nono episodio di IN STUDIO, siamo andati nello studio di Simone Brillarelli, classe ’82 e creativo a 360° che vive e lavora tra Milano e Roma. Si definisce un’artista visivo, regista cinematografico e animatore 2D specializzato nella produzione pubblicitaria, al lavoro nel campo della comunicazione digitale e nel mondo dei videoclip musicali. La sua produzione artistica gira intorno a una combinazione di rotoscope e tecniche di animazione più tradizionali. Insomma, non solo grandi pennelli, oli, pastelli e elementi affini ma anche componenti digitali che introducono un nuovo modo di interpretare la realtà. 

Lo studio

Ci troviamo in zona Porta Romana e nello studio di Simone Brillarelli è tutto in ordine in uno spazio semplice ma funzionale. Il suo è un’approccio che potremmo quasi definire nomade, lui stesso – nel corso di questa intervista – ci ha raccontato quanto per lui sia importante viaggiare leggero, pochi strumenti ma quelli giusti. Non mancano pennelli, oli e pastelli ma anche tele e ceramiche che portano la sua firma. Tutti contraddistinti dal suo stile inconfondibile. 

Chi sei e come si sviluppa la tua ricerca?
Lavoro come visual artist dopo un percorso canonico di Accademia di Pittura e successivamente ho studiato Animazione. La mia ricerca si è affinata permettendomi di lavorare sia sui videoclip di animazione, sperimentando in maniera massiccia ma anche disegni e ceramiche. Il mio lavoro, negli ultimi anni, si è evoluto cercando di trovare un equilibrio fra tutte le cose di cui abbiamo appena parlato. Insomma, la mia è una poetica di stratificazione.

Qual è, o quali sono, i medium che prediligi?
Partendo dal mondo della grafica e della musica, posso dire che per me sono importanti tutti i miei medium e da questo dipende anche l’obiettivo permettendomi di scegliere a seconda della direzione in cui voglio andare. Lavorando con così tanti elementi, certamente, non ci si annoia mai.

Quale oggetto non può mancare nel tuo studio?
Considerando che per me lo spazio dev’essere funzionale al massimo, senza distrazioni, l’unica cosa che non può mancare è la musica. Ma non solo, anche i pensieri che talvolta riempiono molto la stanza.

Come vivi il tuo studio?
Vivo il mio studio in maniera intermittente. Posso fare sessioni lunghe tre giorni alternandole al lavoro al computer. La pratica della pittura – secondo il mio punto di vista – non è qualcosa da portare avanti quotidianamente. Nello specifico, però, non si parla di ispirazione ma di predisposizione al lavoro in studio in un determinato momento.

 simone brillarelli

Realizzi bozzetti preparatori prima di creare un’opera?
Realizzo bozzetti preparatori solo ed esclusivamente se mi viene richiesto. Sul mio lavoro presente in studio, cerco di far fluire tutto senza pensare troppo a quello che porto sulla tela o sulla ceramica. Lavoro un po’ come un jazzman.

Qual’è uno dei progetti a cui sei più legato?
Il progetto che amo particolarmente è The Blender by Lavazza, in collaborazione con Yam112003. Per il magazine digitale, mi occupo dell’illustrazione e delle animazioni. Amo molto la direzione che sta prendendo, il pubblico a cui parla e la libertà che ho su diverse rubriche. Inoltre per loro realizzo anche le animazioni che è esattamente da dove vengo, quindi dal mio punto di vista è un lavoro molto completo, che parte dal branding, fino alle immagini in movimento. 

simone brillarelli


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Scritto da Anna Frattini

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