Nel panorama dello streetwear giapponese, pochi nomi sono stati tanto influenti quanto misteriosi. Da oltre trent’anni, Shinichiro Nakamura – meglio conosciuto come Sk8thing – è la figura enigmatica che ha dato forma all’identità visiva di brand iconici come A Bathing Ape, Undercover, Neighborhood e Cav Empt. La sua carriera, fatta di collaborazioni fondamentali e un rifiuto radicale della celebrità, è l’incarnazione stessa dell’underground giapponese.

Sk8thing, così, ha scelto l’anonimato come cifra stilistica e filosofica. Coprire il volto è diventato per lui un gesto esistenziale: un modo per non essere quello che potremmo considerare “venduto”, per non trasformarsi in un personaggio. Un imprinting nato da bambino, dopo aver visto Il fantasma dell’opera e aver sentito, per la prima volta, di potersi identificare in quella maschera. È così che nasce Sk8thing: non solo un nome, ma un alter ego.


Nonostante non abbia mai ricevuto una formazione artistica accademica, Sk8thing ha iniziato il suo percorso accanto a Hiroshi Fujiwara, il padrino dello streetwear giapponese. È lui a convincere Fujiwara a fondare GoodEnough nel 1990 e a insegnargli l’uso di uno dei primi Mac per realizzare grafiche digitali. La loro amicizia, cementata dallo skate, si traduce in un’estetica che combina ribellione e tecnologia, influenzando un’intera generazione.

Due anni dopo, nel 1992, entra in scena Nigo. Dopo una maratona casalinga di cinque ore di Il pianeta delle scimmie, nasce l’idea che cambierà per sempre lo streetwear: A Bathing Ape. È Sk8thing a suggerire il nome e a creare le prime grafiche del brand, compresa la celebre t-shirt con il logo della scimmia. Da quel momento in poi, lavora come designer nel negozio NOWHERE, contribuendo al successo non solo di Bape, ma anche di marchi come Neighborhood e Undercover.
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Il suo lavoro continua a essere fondamentale anche nei progetti paralleli dell’universo Urahara. Con Hikaru Iwanaga partecipa alla nascita di Bounty Hunter, inizialmente pensato come marchio di giocattoli in vinile. Sk8thing disegna Kid Hunter, il primo personaggio del brand, che diventerà anche una t-shirt cult. Allo stesso modo, Jun Takahashi lo chiama per curare le grafiche della collezione SS01 Chaotic Discord di Undercover, una collaborazione oggi considerata sottovalutata, ma incredibilmente rilevante.
Nel 2003 entra in contatto con Toby Feltwell, ex A&R di Mo’ Wax, che lo introduce a Pharrell Williams. Quando Pharrell decide di lanciare Billionaire Boys Club, è Sk8thing a disegnarne il logo e tutte le grafiche delle prime collezioni. Uno dei momenti più iconici di questo periodo è la creazione delle scarpe Reebok con stampa all-over che rappresentano oggetti tipici delle tasche di uno street kid: dadi, rossetto, banconote, un cercapersone.

Infine, nel 2011, insieme a Feltwell e Hishiyama Yutaka, fonda Cav Empt. Un brand nato in un Giappone post-terremoto, segnato dal risparmio energetico e da un senso diffuso di alienazione. Il nome deriva dal latino Caveat Emptor, “che l’acquirente stia attento”, e richiama il mondo distopico di Ubik di Philip K. Dick.
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Cav Empt risulta quindi un progetto profondamente critico nei confronti della moda contemporanea: combatte l’omologazione estetica e propone un universo retro-futurista, in bilico tra estetica cyberpunk e critica sociale.
Schivo, inafferrabile, ma sempre presente, Sk8thing è il ghostwriter dello streetwear giapponese. Un artista che ha preferito far parlare le sue grafiche al posto del suo volto. In un mondo dominato dalla visibilità a ogni costo, Sk8thing è l’eccezione che continua a dettare le regole.

