Design La storia dello skateboard, a Londra
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La storia dello skateboard, a Londra

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Anna Frattini

Come si è evoluto il design dello skateboard dagli anni ’50? L’occasione perfetta per scoprirlo è Skateboard, la mostra che aprirà il 20 ottobre al Design Museum di Londra. Un progetto curato da Jonathan Olivares – skater, autore e designer – che ripercorrerà tutta la storia della tavola a due ruote. Fra cui il primo numero di Quarterly Skateboarder risalente al 1964 dove è riportata la lettera di un lettore che si chiede se uno sport come lo skateboard sarebbe mai potuto arrivare alle Olimpiadi. Non solo nello sport, ma anche nel mondo della creatività: ritroviamo anche una serie di immagini pubblicate su Queen Magazine nel 1967 dove si fanno alcune considerazione sugli skateboard e sul loro futuro come creativi nel mondo dell’arte.

Mike Vallely, 1989. Photograph by Spike Jonze.

Lo skateboard ha origini semplici, praticamente homemade. Siamo negli anni ’50, in California, e i primi design erano pensati sul modello di roller skates, scooters e tavole da surf. In legno, con ruote avvitate in modo approssimativo, in genere utilizzati dai bambini. Gli skate venivano usati nelle piscine vuote o nelle rientranze mentre in Inghilterra si sono dovuti adattare a temperature diverse, non così clementi come quelle californiane.

Una delle prime tavole vendute negli UK risale al 1967 e fu prodotta da Bilbo, un’azienda di Newquay, cittadina inglese dove si pratica surf. Ed è proprio grazie a oggetti come questi che il collegamento fra surf e skate si dimostra sempre più sottile. Il punto di volta dello skateboard è arrivato con la cosiddetta kicktail che diventerà poi una caratteristica standard delle tavole negli anni ’70. In italiano potremmo definirla una vera e propria “coda rialzata” che permette allo skater di girare la tavola riuscendo a realizzare il primo skate trick. L’inventore è Larry Stevenson, founder di Makaha Skateboards.

Negli anni ’70 gli skater diventano veri e propri professionisti in grado di monetizzare la loro carriera. Nel percorso espositivo ritroveremo quindi modelli pro, fra cui quello appartenuto alla pro skater Laura Thornhill, il Logan Earth Ski 1970s. Nel corso del percorso espositivo ci saranno anche i pro models di skater del calibro di Steve Caballero, Rodney Mullen, Mike Valley, Mark Gonzalez, Matt Hendley e PJ Ladd. Tutti attivi fra gli anni ’80 e i primi del 2000. Sempre negli Eighties, in Inghilterra, sono nati i primi magazine dedicati allo skate come Skateboard! e Skateboard scene. Anche se queste pubblicazioni hanno avuto vita breve è poi arrivato Read and Destroy (RAD), un magazine chiave nel tener viva la scena in quegli anni.

Arriviamo quindi al 2009 quando entra così in scena Palace, uno dei brand londinesi più riconoscibili nel mondo dello skateboard. Nato da un’idea di Lav Tanju, il brand è presente nel percorso espositivo con la Palace Long Live Southbank 2017, ispirata a uno dei luoghi più significativi della scena skater londinese. Sarà in mostra anche la tavola Sky Brown x Skateistan Almost Deck di Sky Brown, la tredicenne che nel 2020 ha vinto la medaglia di bronzo ai Giochi Olimpici di Tokyo.

In occasione di questa mostra al Design Museum uscità anche un libro edito da Phaidon, Skateboard.

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Scritto da Anna Frattini

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