Art La finta collaborazione di Slawn con KAWS è provocazione o plagio?
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La finta collaborazione di Slawn con KAWS è provocazione o plagio?

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Anna Frattini

Nelle ultime ore, questo post su Instagram di Slawn ha innescato una polemica che ci ha rapiti fin da subito. Non tanto per il contenuto, quanto per i commenti che ha raccolto. L’autore del post, infatti, ci ha fatto credere – anche se per poco – di star presentando una collaborazione con niente di meno che KAWS, mostrando immagini di un collage un po’ alla Frankenstein, composto per metà dai celebri Companions dell’artista americano e per metà dai personaggi ideati da Slawn.

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Qualcuno ha creduto nel materializzarsi di una collaborazione ufficiale, altri ci hanno visto solo un mash-up ironico. KAWS ha smentito subito, prendendo le distanze sotto il post di Slawn, ma intanto le opere – e la polemica – avevano già fatto il giro del web. Siamo di fronte a una semplice trovata di marketing destinata a svanire? O c’è qualcosa di più?

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Slawn, al secolo Olaolu Akeredolu-Ale, come artista e designer ha sempre giocato con l’assurdo e con i limiti dell’arte virale. Questa volta sembra aver toccato un nervo scoperto: dove finisce l’omaggio e dove inizia il plagio? Possiamo davvero metterlo a confronto con il percorso creativo che ha costruito un artista del calibro di KAWS?

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Il punto è che KAWS, partendo dai graffiti, ha costruito un’estetica personale e riconoscibile. Disegnava il suo personaggio sui billboard pubblicitari, rubava spazio ai codici della pubblicità per inserirsi nel cuore del discorso pop, e anche se l’influenza di Topolino era evidente, il suo era un lavoro autonomo e mai una copia diretta.

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Slawn, invece, ha preso i personaggi di KAWS, li ha smontati e rimontati combinandoli al suo, e ha lasciato intendere che dietro ci fosse un dialogo vero e proprio tra i due. Ma un conto è creare un personaggio e renderlo tuo, un altro è fare un collage tra personaggi già esistenti e venderlo come collaborazione, aspettando l’orda di commenti che arrivano una volta pubblicato un finto annuncio.

Nel suo lavoro, Slawn sembra voler criticare la superficialità che oggi domina il sistema dell’arte e, in questo caso specifico, anche omaggiare KAWS. Ma se il messaggio non è chiaro, se si gioca troppo con l’ambiguità, si rischia di alimentare proprio quella dinamica che risulta poi stucchevole nel panorama del mondo dell’arte. E chissà, se dietro a questo post c’era un accordo, questo forse non lo sapremo mai.

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Scritto da Anna Frattini

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