Quattromila anni fa, dentro i sarcofagi dei faraoni era usanza riporre oggetti personali come gioielli, amuleti e simboli scelti per accompagnare il defunto nella vita ultraterrena. Oggi, complice un dilagante consumismo che fagocita qualsiasi cosa e svuota ciò che abbiamo del loro valore affettivo, arriva Spotify con una soluzione alquanto originale. In collaborazione con Liquid Death – un brand statunitense di acqua in lattina -, il colosso dei servizi musicali ha lanciato sul mercato (per ora solo americano) la Eternal Playlist Urn.
Si tratta di un’urna cineraria di marmo bianco con uno speaker Bluetooth integrato nel coperchio, per il momento lanciata in un’edizione limitata di 150 pezzi a un costo di quasi 500 dollari.
Sicuramente un’idea apprezzabile solo se si ama un certo tipo di black humor e si è dotati di una giusta dose di autoironia, ma se è vero che ognuno vive la morte a suo modo, allora chi siamo noi per giudicare qualcuno che al posto di scegliere di essere seppellito sotto terra decide di chiudere le proprie ceneri in una cassa sempre pronta a far risuonare le proprie canzoni preferite. Ma, nonostante il lato macabro, in quest’urna è nascosto anche un aspetto più romantico: è come se ognuno potesse scegliere la colonna sonora non solo della propria morte, ma della propria vita e donarla alle persone care. Ché alla fine, lo sappiamo, poche cose sono belle come condividere una canzone con chi vogliamo bene.
Spotify però non si è limitato a questo. Ha anche sviluppato l’Eternal Playlist Generator, un sistema che, dopo averti fatto rispondere ad alcune domande, creerà una playlist personalizzata da far risuonare per l’eternità.


Lo sceneggiatore italiano Marcello Marchesi una volta scrisse: «Era un uomo così antipatico che, dopo la sua morte, i parenti chiesero il bis». Ora, sorvolando su possibili antipatie, con l’Eternal Playlist Urn il bis di qualcosa sarà possibile chiederlo e per ciascuno suonerà in modo diverso.


