Photography Trauma e fantasia negli scatti di Victor Cobo
Photographybook

Trauma e fantasia negli scatti di Victor Cobo

-
Anna Frattini

Sfocando il confine tra realtà e vita onirica, Forever in Dreams del fotografo Victor Cobo trascina lo spettatore in una sequenza di immagini che somigliano più a visioni che a fotografie. Non c’è una narrazione lineare né una spiegazione rassicurante: Cobo mostra, non racconta. Le parole sembrano superflue.

Victor Cobo

Il libro si dispiega come una discesa nel subconscio. Paesaggi scuri e ventosi si alternano a figure ad alto contrasto: animali, autoritratti spettrali, presenze femminili sospese tra adorazione e minaccia. Desiderio e paura convivono nello stesso fotogramma. Tutto è in bilico tra rivelazione e dissoluzione.

Victor Cobo è un fotografo autodidatta ma profondamente segnato dal Surrealismo, dal Film Noir e dall’Espressionismo tedesco. Le visite infantili al Museo del Prado con il nonno e i thriller notturni visti in Florida con il padre hanno costruito il suo immaginario: alta cultura e cinema oscuro convivono senza gerarchie.

La dimensione autobiografica è centrale. Cobo ha raccontato il divorzio violento dei genitori e la dipendenza del padre, che durante le visite estive lo costringeva a inscenare fotografie di un rapporto immaginario. Solo più tardi ha compreso che quelle immagini documentavano una finzione. Oggi definisce l’universo privato del suo lavoro un meccanismo di fuga.

Victor Cobo

In Forever in Dreams trauma e fantasia si fondono in un rituale visivo che affronta i misteri primordiali di sesso, nascita, morte, dannazione e salvezza. Una tensione già evidente in Exit Pleasure, pubblicato nel 2016 da L’Artiere Edizioni con un’introduzione di Larry Fink, che parlava di rituale, piacere e assenza di redenzione.

Victor Cobo

Forever in Dreams resta un libro che non offre risposte, ma invita ad attraversare il buio e riconoscere, forse, qualcosa del proprio paesaggio interiore.

Photographybook
Scritto da Anna Frattini

Editor's Picks

x
Ascolta su