Coshanno in comune Saddam Hussain, Margaret Thatcher e Mr. Potato? Semplice: Stephen Ives, uno che si è costruito da solo.

Nato in Inghilterra, ma trasferitosi giovanissimo in Australia, sono sicuro che se Stephen Ives dovesse scegliere un oggetto con il quale riassumere la sua infanzia, questi sarebbe un mattoncino Lego, per sua stessa ammissione, loggetto con cui da piccolo dava forma a qualsiasi cosa gli suggerisse la sua immaginazione. Unattitudine, quella allassemblaggio, che segnerà il suo intero percorso artistico, perennemente in bilico tra estetica e significato.
“La cosa importante per me è trovare equilibrio e armonia all’interno di un mio lavoro. Amo i paradossi, sono cose meravigliose, la struttura dell’universo. Quando non capisco come ho creato un lavoro o da dove proviene, allora so che è il mio lavoro migliore.”
Una sorta di bricouler dal gusto cyberpunk, capace in molti casi di spiazzarti con interpretazioni ludiche di concetti attuali ed estremamente delicati per il genere umano.
Come nel caso dei Mr. Dictator head, la serie in cui, sfruttando lo stesso sistema di assemblaggio di Mr. Potato il modellino in plastica di una patata sul quale possono essere applicati diversi componenti facciali ci mostra come sia facile e soprattutto divertente, prendere in giro tristi personaggi di cui non cè nulla da ridere.







