Ecco il trailer integrale di Stranger Things 3!

Ecco il trailer integrale di Stranger Things 3!

Giulia Guido · 12 mesi fa · Art

A pochi giorni dall’uscita di Stranger Things 3, che sarà disponibile su Netflix dal 4 luglio, è stato rilasciato il suo trailer integrale che ci svela molto di più dei precedenti.

La prima novità è che la terrificante creatura che vive nel Sottosopra, chiamata Mind Flayer, in questa stagione avrà una voce e sarà più minaccioso che mai. Sebbene il suo ritorno lasci senza parole i protagonisti, soprattutto Undici, che aveva chiuso il portale, la gang cerca subito una spiegazione e quella più logica porta Will a pensare che il mostro abbia trovato un altro corpo. Questo spiega perché uno dei teaser precedente pubblicati, il protagonista assoluto era Billy

Il trailer ci conferma la presenta di tutto il cast delle prime due stagioni, più qualche nuovo volto, ma soprattutto ci assicura che la battaglia contro il male arriverà a dei livelli mai visti prima. 

Non perderti il trailer qui sotto! 

stranger things 3 | Collater.al
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“Watch Your Step” il murales di TAVU & LOUVES a Bruxelles

“Watch Your Step” il murales di TAVU & LOUVES a Bruxelles

Emanuele D'Angelo · 3 giorni fa · Art

Watch Your Step” è l’ultima opera dei due street artist Cathy Gagalis Vega e Clarisse Jeghers aka TAVU & LOUVES. Gli artisti si sono incontrati alla Scuola La Cambre e hanno unito le loro competenze nel 2017. Insieme hanno dato vita a un nuovo murale di 1000m² visibile solo dal cielo a See U, la più grande occupazione temporanea di suolo pubblico del Belgio.

La creazione è stata interamente autoprodotta e fa parte di una lunga collaborazione tra i due collettivi, TAVU & LOUVES, che collaborano regolarmente per realizzare interventi artistici all’interno della città.

Tutti parlano di cambiamento e di transizione a livello sociale, economico, politico ed ecologico e il prossimo passo, le prossime decisioni e i prossimi anni saranno decisivi. Per questo gli artisti TAVU & LOUVES hanno scelto di rappresentare le sfide di questo periodo attraverso una nuova collaborazione. Il murales “Watch your step” ci incoraggia a riflettere sul nostro passato a fondo per poter prendere le decisioni migliori per il futuro.

“Watch Your Step” il murales di TAVU & LOUVES a Bruxelles
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“Watch Your Step” il murales di TAVU & LOUVES a Bruxelles
“Watch Your Step” il murales di TAVU & LOUVES a Bruxelles
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Knowledge is power, 9 documentari sulla storia e la cultura black in America

Knowledge is power, 9 documentari sulla storia e la cultura black in America

Giulia Pacciardi · 3 giorni fa · Art

Come sa bene chi ci segue dal 2010, anno in cui è iniziato il nostro lavoro curatoriale legato all’arte in molte delle sue forme, ogni volta che lo abbiamo ritenuto opportuno abbiamo deciso di prendere una posizione.
Lo abbiamo fatto mostrandovi le opere di artisti di cui condividiamo le battaglie, le opinioni politiche e la critica.

Il nostro obiettivo è sempre stato quello di informare e oggi più che mai sentiamo questa urgenza.
Per farlo abbiamo deciso di affidare questo compito a 9 documentari e interviste che illustrano la potente storia della cultura nera in America e il concetto di “white privilege”, sperando di poter contribuire con le nostre ricerche alla comprensione di fenomeni difficilmente digeribili.

Eyes on the Prize  (1987-1990)

Eyes on the Prize è una serie televisiva americana e un documentario in 14 parti sul Movimento per i diritti civili negli Stati Uniti. Il documentario è andato in onda originariamente sulla rete PBS e nel Regno Unito su BBC2. Creata e realizzata da Henry Hampton con la casa di produzione cinematografica Blackside e narrata da Julian Bond, la serie utilizza filmati d’archivio, fotografie e interviste di partecipanti e oppositori del movimento. Il titolo della serie deriva dal titolo della canzone popolare “Keep Your Eyes on the Prize“, che viene utilizzata come musica di apertura di ogni episodio.
In totale sono stati prodotti 14 episodi divisi in due parti. La prima parte, Eyes on the Prize: America’s Civil Rights Years 1954-1965 e la seconda parte, Eyes on the Prize II: America at the Racial Crossroads 1965-1985.

Guarda qui tutti gli episodi.

Freedom Riders (2010)
THREATENED. ATTACKED. JAILED. COULD YOU GET ON THE BUS?

Freedom Riders è la potente e straziante storia dei sei mesi che nel 1961 hanno cambiato per sempre l’America. Da maggio a novembre del 1961, più di 400 americani bianchi e neri hanno rischiato la vita – subito pestaggi selvaggi e la prigionia – per il semplice fatto di aver viaggiato insieme su autobus e treni per il profondo sud, violando deliberatamente le leggi di Jim Crow.
I Freedom Riders hanno incontrato lungo la strada un amaro razzismo e la violenza della folla, che hanno messo a dura prova la loro fede nell’attivismo nonviolento.
Dal pluripremiato regista Stanley Nelson (Wounded Knee, Jonestown: The Life and Death of Peoples Temple, The Murder of Emmett Till) Freedom Riders presenta la testimonianza di un affascinante cast di personaggi centrali: i Riders stessi, funzionari dello stato e del governo federale, e giornalisti che hanno assistito alle Rides in prima persona. Il documentario, della durata di due ore, è basato sul libro Freedom Riders di Raymond Arsenault: 1961 e la lotta per la giustizia razziale.

The Black Power Mixtape 1967 – 1975 (2011)

Con The Black Power Mixtape, Olsson firma un documentario prezioso che raccoglie immagini, volti e suoni di un mondo e di un modo di leggerlo ormai lontani. Da quegli anni, da quelle lotte, da quelle speranze, sono passati trent’anni durante i quali il mondo è stato stravolto da assetti politici che allora questi movimenti non avevano immaginato. Olsson riesce a restituire un quadro complesso del movimento Black Power attraverso un montaggio intelligente che alterna immagini dei personaggi storici, delle loro interviste e delle loro conferenze, a quelle di persone comuni, dei ragazzi dei sobborghi delle grandi città. Le immagini sono commentate da voci fuori campo di professori e attivisti politici come Erika Badu, Talib Kweli, Harry Belafonte, Angela Davis e molti altri, ma anche da un’accattivante colonna sonora scritta da Ahmir Questlove Thompson e da Om’Mas Keith, membro del gruppo hip hop Sa-Ra.

Hidden Colors (2011)

Hidden Colors è il nome di un documentario in corso di realizzazione diretto da Tariq Nasheed e prodotto attraverso la King Flex Entertainment, che spiega e descrivere l’emarginazione degli afroamericani in America e nel mondo. I primi quattro film sono stati finanziati da 4 diverse campagne Kickstarter, il quinto film è stato finanziato con Indiegogo.

Guarda qui tutti gli episodi a pagamento.
Hidden Colors: The Untold History Of People Of Aboriginal, Moor, and African Descent
Hidden Colors 2: The Triumph of Melanin
Hidden Colors 3: The Rules of Racism

Hidden Colors 4: The Religion of White Supremacy
Hidden Colors 5: The Art of Black Warfare

Dark Girls (2011)

Dark Girls è un affascinante e controverso documentario che va sotto la superficie per esplorare i pregiudizi che le donne dalla pelle scura affrontano ogni giorno in tutto il mondo. Esplora le radici del classismo, del razzismo e della mancanza di autostima all’interno di un segmento di culture che vanno dall’America agli angoli più remoti del mondo. Le donne condividono le loro storie personali, toccando le credenze e gli atteggiamenti profondamente radicati nella società, permettendo al tempo stesso alle generazioni di guarire mentre imparano ad amare loro stesse per quello che sono.

White Like Me (2013)

In una stupefacente rivalutazione dell’ideale americano di meritocrazia, Wise offre uno sguardo affascinante che analizza il sistema dei diritti basato sulla razza bianca che ha costruito la classe media americana, e sostiene che il nostro fallimento come società deriva dal fatto di venire a patti con questa eredità fondata sul privilegio bianco, motivo per cui oggi continua a perpetuare la disuguaglianza razziale e i risentimenti politici basati sulla razza.

13TH – XIII Emendamento (2016)

Gli Stati Uniti detengono il record mondiale delle incarcerazioni. E il combustibile che alimenta le statistiche è il mito della criminalità tra gli afroamericani. Studiosi, attivisti e politici analizzano la criminalizzazione degli afroamericani e il boom delle incarcerazioni negli USA, in un documentario che fa riflettere. Il tredicesimo emendamento della Costituzione degli Stati Uniti, da cui prende il titolo il documentario, candidato all’Oscar 2017 come miglior film documentario, di Ava DuVernay, afferma: “Né schiavitù o servitù involontaria, eccetto che come punizione per un crimine per cui il soggetto dovrà essere debitamente incarcerato, esisterà sul suolo degli Stati Uniti, o in ogni altro luogo soggetto alla sua giurisdizione.”

Oprah Interviews The Exonerated Five (2019)

Oprah Winfrey parla con gli ex condannati, poi rilasciati, noti come i Central Park Five e con il cast e i produttori che raccontano la loro storia in “When They See Us”. 

Hello, Privilege. It’s Me, Chelsea (2019)

“Hello, Privilege. It’s Me, Chelsea” segue la comica Chelsea Handler mentre analizza l’impatto del privilegio di essere bianchi nella cultura americana, nella sua vita e nella sua carriera. Handler viaggia in giro per il Paese parlando con una vasta gamma di persone sul tema della razza, tra cui i colleghi comici Kevin Hart, Tiffany Haddish e W. Kamau Bell, lo scrittore e attivista antirazzista Tim Wise, un gruppo di donne repubblicane di Orange County, CA, studenti universitari a una serata a microfoni aperti, e il suo ex fidanzato del liceo nel New Jersey.

Cover photo credit: Black Lives Matter protest in New York City, July 10, 2016. Benedict Evans/Redux

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Sentimenti e stati d’animo nei lavori di Yuval Robichek

Sentimenti e stati d’animo nei lavori di Yuval Robichek

Giulia Pacciardi · 4 giorni fa · Art

Di illustratori che raccontano i rapporti di coppia, e tutti i sentimenti e stati d’animo ad essi connessi, ne conosciamo tanti.
Molti si focalizzano su tutto ciò che di bello c’è nell’amore, negli abbracci, nella condivisione di momenti e scelte che, in qualche modo, cambiano una e più vite.

Yuval Robichek, illustratore e content creator con base a Tel Aviv, ha deciso però di focalizzare la sua produzione artistica sul lato più realistico, complesso e, alle volte comico, che le relazioni possono avere.
Dopo aver studiato “Humor in Arts” alla School of Visual Arts di New York, d’altronde, non poteva che riempire di ironia pungente le sue illustrazioni sui rapporti umani, molto spesso lontani da tutti quei ritratti pieni di cuori che ci piace sfogliare.

I suoi lavori sono semplici, pochi tratti e pochi colori che, però, riempie di significati profondi.
Nelle sue illustrazioni ci sono cuori spezzati che devono essere ricostruiti, solitudine, amori che sono gabbie, lacrime da nascondere sotto un tappeto, così come le vere emozioni e il vero io della persona che le prova.
C’è la separazione, quella dipendenza non sempre sana che si sviluppa fra due persone che si amano, ci sono le liti ma anche i momenti che ci fanno sentire che tutto andrà bene.

Le illustrazioni di Yuval Robichek sono uno spaccato di verità in cui non è difficile rivedersi e alle quali non è possibile non dedicare un sorriso.
Amaro o no.

Seguilo QUI per non perderti nessuno dei suoi lavori.

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Il murale digitale di STIK a Londra

Il murale digitale di STIK a Londra

Giulia Guido · 4 giorni fa · Art

In una Londra ancora in lockdown, dove le incertezze e i dubbi superano di gran lunga fiducia nel governo e non solo, arriva STIK, street artist inglese, a regalare un simbolo di speranza all’intera popolazione. Due giorni fa il Piccadilly Lights, lo storico schermo pubblicitario nella famosa piazza al centro della città, si è riacceso per mostrare ai cittadini e al mondo intero, l’ultima opera di STIK, un vero e proprio murale digitale. 

Su uno sfondo giallo, impossibile da non notare, tre omini stilizzati si tengono per mano, pronti ad affrontare il futuro insieme. 

Dall’inizio della sua carriera circa vent’anni fa, STIK ha fatto di queste figure stilizzate il suo marchio di fabbrica, attraverso i quali racconta la storia della sua comunità, ma rappresenta anche i valori della condivisione e dell’unione. Proprio per i messaggi delle sue opere, fin dagli esordi, l’artista collabora con diversi enti ed organizzazioni, a prova di ciò, anche il murale a Piccadilly è stato realizzato per la Young Westminster Foundation, che fa parte della più grande Young People’s Foundations, un’organizzazione che punta ad aiutare i giovani grazie all’aiuto di enti pubblici, privati e di volontari. 

Guarda le foto dell’opera di STIK qui sotto! 

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