Design Il progetto di MVRDV per il complesso olimpico di Parigi
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Il progetto di MVRDV per il complesso olimpico di Parigi

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Giulia Guido

Pochi giorni fa lo studio MVRDV ha svelato il suo progetto per il complesso olimpico, presentato in vista dei Giochi di Parigi del 2024. Sfortunatamente l’idea dello studio olandese non è stata quella vincente, ma spicca talmente tanto per innovazione e bellezza che ha subito catturato l’attenzione di molti. 

Sviluppato in prossimità del già esistete Stadio Olimpico, il complesso prende le distanze dal suo stile architettonico, presentandosi come un edificio dalla pianta rettangolare il cui fulcro è ovviamente il centro acquatico, con le sue piscine olimpioniche destinate alle gare di nuoto, tuffi, pallanuoto e nuoto sincronizzato. Visivamente questo edificio ha un forte impatto, la copertura e i rivestimenti delle pareti in calcestruzzo chiaro risaltano sia grazie alla loro forma ondulata e sinuosa, sia al contrasto che si che con il parco circostante. 

Inoltre, per avere il minore impatto sull’ambiente e per mimetizzarsi al meglio in esso, la copertura ondulata dell’edificio è stata pensata come un telo che si poggia sul terreno, ma al posto di essere vuoto e spoglio, gli architetti hanno pensato di coprirlo con una vasta selezione di piante ed alberi. 

Attorno a questa struttura centrale, lo studio MVRDV ha pensato di posizionare diverse attrazioni, per permettere ai visitatori di trascorrere l’intera giornata all’interno del centro olimpico senza mai annoiarsi e avendo a disposizione tutti i comfort. Troviamo quindi i progetti per un’area coperta dove fare arrampicata, delle zone fitness, un’area per i bambini, ma anche degli spazi per il coworking e, ovviamente, delle zone ristoro con bar e ristoranti. 

L’obiettivo dello studio olandese era quello di presentare un progetto che fosse in grado di sopravvivere anche dopo i Giochi e che offrisse agli abitanti di questa zona dei servizi di cui usufruire tutti i giorni. 

Per il momento quello dello studio MVRDV rimane solo un progetto, ma noi speriamo ancora che riesca a trovare una nuova collocazione. 

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Scritto da Giulia Guido

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