Il progetto di MVRDV per il complesso olimpico di Parigi

Il progetto di MVRDV per il complesso olimpico di Parigi

Giulia Guido · 8 mesi fa · Design

Pochi giorni fa lo studio MVRDV ha svelato il suo progetto per il complesso olimpico, presentato in vista dei Giochi di Parigi del 2024. Sfortunatamente l’idea dello studio olandese non è stata quella vincente, ma spicca talmente tanto per innovazione e bellezza che ha subito catturato l’attenzione di molti. 

Sviluppato in prossimità del già esistete Stadio Olimpico, il complesso prende le distanze dal suo stile architettonico, presentandosi come un edificio dalla pianta rettangolare il cui fulcro è ovviamente il centro acquatico, con le sue piscine olimpioniche destinate alle gare di nuoto, tuffi, pallanuoto e nuoto sincronizzato. Visivamente questo edificio ha un forte impatto, la copertura e i rivestimenti delle pareti in calcestruzzo chiaro risaltano sia grazie alla loro forma ondulata e sinuosa, sia al contrasto che si che con il parco circostante. 

Inoltre, per avere il minore impatto sull’ambiente e per mimetizzarsi al meglio in esso, la copertura ondulata dell’edificio è stata pensata come un telo che si poggia sul terreno, ma al posto di essere vuoto e spoglio, gli architetti hanno pensato di coprirlo con una vasta selezione di piante ed alberi. 

Attorno a questa struttura centrale, lo studio MVRDV ha pensato di posizionare diverse attrazioni, per permettere ai visitatori di trascorrere l’intera giornata all’interno del centro olimpico senza mai annoiarsi e avendo a disposizione tutti i comfort. Troviamo quindi i progetti per un’area coperta dove fare arrampicata, delle zone fitness, un’area per i bambini, ma anche degli spazi per il coworking e, ovviamente, delle zone ristoro con bar e ristoranti. 

L’obiettivo dello studio olandese era quello di presentare un progetto che fosse in grado di sopravvivere anche dopo i Giochi e che offrisse agli abitanti di questa zona dei servizi di cui usufruire tutti i giorni. 

Per il momento quello dello studio MVRDV rimane solo un progetto, ma noi speriamo ancora che riesca a trovare una nuova collocazione. 

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Neil Krug e la collaborazione con i Tame Impala

Neil Krug e la collaborazione con i Tame Impala

Collater.al Contributors · 10 ore fa · Photography

Il tempo ha sempre avuto il potere di affascinare, stupire e impaurire l’uomo. Il merito più grande di questo senso del sublime lo si può sicuramente attribuire alla sua effimerità e una delle sfide più interessanti per gli artisti visivi è catturarlo. Neil Krug, fotografo e art director famoso all’interno del mondo musicale – di cui avevamo parlato anche qui -, ha contribuito a dare un volto a questa caducità. 

Oltre ad aver curato per molto tempo l’immagine di Lana Del Rey, attraverso le copertine di Ultraviolence, Honeymoon e Lust for life, tra le collaborazioni di Krug ritroviamo anche i Tame Impala. Per scattare la fotografia dell’album The Slow Rush, uscito nel 2020, Krug e la band si sono recati a Kolmanskop, una città abbandonata nel deserto della Namibia. Un tempo era una delle più ricche colonie europee, ora ciò che ne rimane sono grandi dune di sabbia alte fino al soffitto degli edifici lussuosi. 

– Leggi anche: Sand of Time, quando la presenza dell’uomo muore sotto uno strato di sabbia

Il risultato ottenuto con gli scatti rivela interni surreali, caratterizzati da blu e rosso molto vivaci. L’intento era quello di ricreare un ambiente familiare, qualcosa di già visto e vissuto, ma recondito al tempo stesso. Krug, afferma in diverse interviste, di aver sempre voluto evitare la letterale interpretazione di qualcosa, prediligendo, invece, uno stile più sognante, mistico e a volte psichedelico che si sposa perfettamente con la musica di Kevin Parker (frontman dei Tame Impala). 

Come possiamo notare, il tempo è protagonista della narrazione audiovisiva, traslato nella fotografia di Niel Krug in cui viene data un’attenzione maggiore all’aura che si vuole catturare piuttosto che all’immagine in sé. Per approfondire ulteriormente il suo lavoro, potete seguirlo sul suo account Instagram

Articolo di Cobie

Neil Krug e la collaborazione con i Tame Impala
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L’importanza del corpo negli scatti di Anouk Brouwer

L’importanza del corpo negli scatti di Anouk Brouwer

Giulia Guido · 8 ore fa · Photography

L’unico linguaggio universale è quello del corpo. Se una persona ci dice in una lingua che non conosciamo che è triste noi non siamo in grado, ma se piange cogliamo subito il suo stato d’animo. 

Il nostro corpo è un mezzo potentissimo per veicolare pensieri, emozioni e sentimenti, basta sapere come usarlo. Sicuramente Anouk Brouwer sa come fare e le sue fotografie ne sono una prova incontestabile. 

Classe 1993, Anouk Brouwer è nata nei Paesi Bassi e dopo anni di studi che l’hanno portata in giro per il mondo, dalla The New York Film Academy al The Amsterdam Fashion Institute & Ryerson School of Fashion, oggi vive e lavora a Tokyo. 
Le sue lauree in recitazione e in moda, unite alla costante ricerca di modi per esprimere se stessa, l’hanno portata a scattare immagini in cui la performance de corpo diventa pura arte. 

– Leggi anche: Le geometrie del corpo negli scatti di Lin Yung Cheng

Nella sua serie “Irrationality”, ispirata alla storia di die artisti che si innamorano pur parlando due lingue diverse, ritroviamo perfettamente questo utilizzo del corpo umano. I corpi di Solène e Lin si toccano, si sfiorano, si incastrano in un gioco che non ha bisogno di parole. 

Ma il lavoro di Anouk Brouwer non si esaurisce con la fotografia. Un anno fa, infatti, ha realizzato il suo primo cortometraggio, intitolato proprio “Body Language” in cui la protagonista esprime i suoi valori e le sue sensazioni solo attraverso i movimenti. 

Guardate “Body Language” qui sotto e seguite Anouk Brouwer su Instagram per non perdervi i suoi prossimi lavori!

L’importanza del corpo negli scatti di Anouk Brouwer
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L’importanza del corpo negli scatti di Anouk Brouwer
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I ritratti onirici e surreali di Oswaldo Cepeda

I ritratti onirici e surreali di Oswaldo Cepeda

Giulia Guido · 3 ore fa · Photography

MoodyDarkRoom, il nome che Oswaldo Cepeda ha scelto per il suo profilo Instagram non potrebbe essere più perfetto. 
Oswaldo Cepeda è un giovane fotografo di San Diego, California, che ha cominciato a scattare per sfogare e trasmettere le proprie emozioni senza dover per forza utilizzare le parole. 

Poi, con il tempo, il suo stile si è fatto sempre più nitido e adesso si è specializzato in ritratti. Dimenticatevi, però, i ritratti classici, dove la luce naturale colpisce i tratti del viso, quelli di Oswaldo sono, come definisce lui, ritratti lunatici (moody portraits).

Oswaldo Cepeda gioca con la macchina fotografica e con la post produzione, creando degli speciali effetti di luce: i corpi in movimento dei suoi protagonisti disegnano linee sugli sfondi scuri e, a volte, ne riconosciamo solo un dettaglio, parte del volto o una mano. I suoi ritratti sono misteriosi e i soggetti sono tanto importanti quanto la tecnica. 

– Leggi anche: Gli scatti cinematografici di Oliver Takác

Ma non è finita qui, spesso guardando i lavori di molti fotografi vorremmo saperne di più e scoprire tutti i loro segreti, con quelli di Oswaldo Cepeda è possibile. Il fotografo ha, infatti, un canale YouTube in cui spiega tecniche e scelte, andate a dare un’occhiata e seguitelo su Instagram!   

I ritratti onirici e surreali di Oswaldo Cepeda
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I ritratti onirici e surreali di Oswaldo Cepeda
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Le fotografie NSFW e provocanti di Ugur Kayan

Le fotografie NSFW e provocanti di Ugur Kayan

Collater.al Contributors · 3 giorni fa · Photography

Ugur Kayan è un fotografo freelance turco con base a Istanbul che realizza intensi ed esuberanti scatti NSFW. Nel suo lavoro il corpo della donna e il suo potenziale espressivo sono il focus centrale, sono soggetti e protagonisti delle fotografie.
Il suo stile e la sua estetica svelano senza imbarazzo l’aspetto sensuale dei corpi. Sono immagini conturbanti, allusive e provocanti che mettono a nudo sia l’interprete che lo spettatore.

I suoi lavori sono esuberanti, vivaci e spiazzanti, sono parte di una visione ampia e sessualizzata del mondo e sono espressione primordiale di creatività.
Ugur Kayan gioca con i riflessi, i contrasti, i colori, la seduzione del vedo-non-vedo ed esplora l’intensa contesa tra luci e ombre. Ugur è il fondatore di White Magazine, un magazine online sulla fotografia NSFW.

Guarda qui una selezione dei suoi lavori e seguilo su Instagram.

Le fotografie NSFW e provocanti di Ugur Kayan
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