Art Un tappeto rosso nella foresta innevata, l’opera di Gregory Orekhov
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Un tappeto rosso nella foresta innevata, l’opera di Gregory Orekhov

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Giulia Guido

Un tappeto rosso lungo 250 metri è apparso pochi giorni fa a Mosca, all’interno della foresta di tigli presente nel parco dedicato a Kazimir Malevich. È l’installazione dell’artista russo Gregory Orekhov, che è tornato nel luogo in cui l’anno scorso ha presentato un’enorme scultura di specchi con un’opera che analizza il rapporto tra l’uomo e la grandezza della natura. 

Nowhere”, questo il titolo dell’installazione, si presenta come un vero e proprio tappeto rosso di polipropilene che taglia in due il parco che in questo periodo dell’anno è completamente coperto di neve. Il suo colore acceso crea un forte contrasto visivo con il bianco della neve, ma quello estetico non è l’aspetto più importante di questo intervento, sebbene lasci senza fiato. 

Gregory Orekhov utilizza il tappeto rosso e ne ribalta completamente il ruolo. Storicamente, questo elemento, nasce con un significato cerimoniale: nell’antica greci delineava il percorso dei vincitori, poi è diventato immancabile nei momenti di ricevimento delle famiglie reali, di imperatori e ora di leader politici.
Oggi lo vediamo anche durante cerimonie come quella degli Oscar a Hollywood o altri eventi con presenza di celebrità. 

In ognuno di questi casi, gli occhi sono sempre puntati su chi calca il tappeto rosso, molto più importante di chi invece guarda da lontano. Con “Nowhere” Gregory Orekhov ci invita sul suo tappeto rosso che ha in serbo una sorpresa: chi lo percorrerà non verrà ammirato da nessuno, al contrario si ritroverà circondato dalla bellezza della natura che diventerà la vera protagonista indiscussa. 

L’installazione però ha anche un altro significato: il tappeto visto dall’alto prende le sembianze di una linea di demarcazione, un limite. È qui che Orekhov ci chiede: “qual è la linea che non deve essere superata in nessun caso? Quella che demarca ciò che è accettabile e ciò che non possiamo assolutamente accettare?” 

tappeto rosso
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Nowhere Gregory Orekhov | Collater.al-001
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Scritto da Giulia Guido
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