The Milky Way, il progetto di Pianoterra Onlus a Torino

The Milky Way, il progetto di Pianoterra Onlus a Torino

Giulia Pacciardi · 1 mese fa · Art

Dal 2014 ad oggi il progetto di Pianoterra Onlus, ormai arrivato alla sua quinta edizione, ha contato la partecipazione di più di 200 artisti, tutti uniti dallo stesso desiderio di sostenere le donne in gravidanza, le neomamme e i bambini piccoli nati in contesti di marginalità e disagio.

La nuova edizione di The Milky Way, che si terrà il 6 febbraio dalle 12 alle 21 e venerdì 7 dalle 10 alle 16 alla Galleria Franco Noero di Torino, ruoterà attorno al tema Interno/Inner, come racconta la curatrice Damiana Leoni.

“È comodo? Confortevole? Protettivo? Ricorda magari il primo “interno” conosciuto, il ventre materno. Suoni attutiti e rassicuranti, primo tra tutti il battito regolare di un cuore, quello del corpo che ci contiene. Un interno morbido, ovattato, niente sbalzi di temperatura, niente traumi, niente privazioni di cibo o acqua. Lo spazio giusto, né troppo grande né troppo piccolo, perfetto per farci crescere dentro un essere umano. O forse è stretto? Compresso? Contratto? Cosa succede in uno spazio così? Cosa succede in un interno che non protegge ma comprime, che non culla ma contrae? Se quell’interno non basta a far respirare, ad aprire e a sciogliere, ma al contrario irrigidisce, ostacola, spegne… cosa succede?”

La missione di The Milky Way, con l’aiuto di artisti come Isabel Barber, Claudia Comte, Yves Scherer, Enrico Tealdi, Jos de Gruyter & Harald Thys e tantissimi altri, è aiutare le famiglie più vulnerabili di Napoli, Roma e province con il ricavato della vendita delle opere in mostra, sostenendo così la missione di Pianoterra Onlus.

The Milky Way: tutte le informazioni

Quando: 6 febbraio 2020 (dalle 12 alle 21)- 7  febbraio (dalle 10 alle 16);
Dove: Galleria Franco Noero, Piazza Carignano 2, Torino.
Ingresso libero
A cura di Damiana Leoni
Promosso da Pianoterra Onlus

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I murales di Cinta Vidal che sfidano la gravità

I murales di Cinta Vidal che sfidano la gravità

Giulia Guido · 1 mese fa · Art

Avevamo parlato di Cinta Vidal qualche anno fa, concentrandosi sulle sue illustrazioni che ricordano i quadri di Escher, dove la prospettiva viene completamente annullata, Oggi torniamo a parlarne perché negli anni Cinta è passata dalla carta ai muri della città dedicandosi alla street art, ma senza mai abbandonare l’illustrazione e la pittura.

Così alcuni muri delle principali città del mondo, da Los Angeles a Barcellona, fino ad arrivare ad Hong Kong, si sono ricoperte di oggetti fluttuanti, murales privi di prospettiva, ma non privi di senso. 

Infatti, ogni artwork segue un tema, alcuni presentano un agglomerato di edifici, altri di libri, di mobili, di materassi, di strade e via dicendo. Attraverso questo caos ordinato, Cinta offre allo spettatore una sua personale visione del mondo restituendo, in un certo senso, libertà agli oggetti che perdendo la propria funzione possono essere tutto, anche elemento decorativo. 

Inoltre, i fondali neutri creano una sorta di illusione ottica, facendo credere ai passanti che gli oggetti stiano letteralmente cadendo addosso loro, che si stiano staccando dal muro e siano pronti per atterrare sul marciapiede. 

Scopri una selezione di murales di Cinta Vidal nella nostra gelare e per scoprirne di più vai sul suo profilo Instagram

I murales di Cinta Vidal che sfidano la gravità
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I murales di Cinta Vidal che sfidano la gravità
I murales di Cinta Vidal che sfidano la gravità
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Diya Sengupta e le illustrazioni sull’intimità femminile

Diya Sengupta e le illustrazioni sull’intimità femminile

Anna Cardaci · 1 mese fa · Art

Diya Sengupta, su Instagram the_vagabond_artist, è una illustratrice originaria dell’India, in particolare di Bombay. Essendo cresciuta in un ambiente molto chiuso mentalmente in cui l’unico settore considerato per avanzare a livello sociale è quello dell’ingegneria, Diya ha avuto la fortuna di crescere in una famiglia molto aperta che le ha permesso di sviluppare questa sua grande passione fin da bambina. Dopo aver studiato graphic design all’università, ha iniziato a dedicarsi a tempo pieno al mondo dell’illustrazione.

Seppur non abbia ancora trovato una sua estetica, la sua arte è in continua evoluzione. Le sue opere sono da lei considerate come poesia e la loro interpretazione è piuttosto soggettiva.

Diya Sengupta pubblica i suoi lavori prevalentemente sui social media perché li ritiene essere un ottimo modo per veicolarli e allo stesso tempo per trovare ispirazione. Tramite i suoi lavori, l’artista indiana, vuole trasmettere allo spettatore una parte di lei, quella più privata e metterlo in connessione con le opere. Il suo sogno è quello di poter creare una serie di libri illustrati lavorando con celebri artisti del settore.

Le sue illustrazioni raccontano prevalentemente il mondo femminile e tutta l’intimità che vi è al suo interno. Mostrano scene quotidiane della vita di qualsiasi donna, dal momento in cui si sveglia fino alla fine della giornata. I colori utilizzati seguono diverse palette colore, in base al progetto. Infatti, alcuni di questi sono caratterizzati da tonalità molto accesi, con una forte predilezione per i forti contrasti e per il viola, altri progetti invece sono più verosimili alla realtà, come se fossero dei dipinti di ciò che Diya vede.

Diya Sangupta | Collater.al 2
Diya Sangupta | Collater.al 2
Diya Sangupta | Collater.al 1
Diya Sengupta e le illustrazioni sull’intimità femminile
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Diya Sengupta e le illustrazioni sull’intimità femminile
Diya Sengupta e le illustrazioni sull’intimità femminile
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Turtle Journey, la toccante campagna di Greenpeace

Turtle Journey, la toccante campagna di Greenpeace

Giulia Guido · 1 mese fa · Art

Si chiama Turtle Journey: the crisis in our oceans, la campagna di Greenpeace UK realizzata in collaborazione con Aardman Animations, lo studio d’animazione autore di cartoni come Wallace & Gormits e Galline in fuga. 

Nel corto animato seguiamo una famiglia di tartarughe tornare a casa in macchina dopo una cena da amici. All’inizio tutto sembra tranquillo, sembra un classico viaggio in macchina con i piccoli dietro che litigano e la mamma che cerca di distrarli con un gioco da fare tutti insieme. Poi però la situazione cambia, il terreno inizia a tremare e in lontananza si vene una trivella rompere il fondale, da cui inizia a fuoriuscire del petrolio. 

Una volta arrivati a casa sembra che il peggio sia passato, e invece… 

Sotto al video di Turtle Journey pubblicato sul canale YouTube di Greenpeace UK si può seguire il link che permette di firmare una petizione che ha come obiettivo quello di creare una rete di siti sicuri dove proteggere le tartarughe marine che, più di ogni altra specie, rischiano l’estinzione. 

A questo progetto hanno partecipato diversi attori che hanno prestato la loro voce ai personaggi come i premi Oscar Olivia Coleman e Helen Mirren, David Harbour aka Jim Hopper di Stranger Things, accanto a Bella Ramsey ovvero Lyanna Mormont di Game of Thrones, Jim Carter ossia il maggiordomo Carson di Downton Abbey e il comico Ahir Shah.

Guardate Turtle Journey: the crisis in our oceans qui sotto! 

Turtle Journey, la toccante campagna di Greenpeace
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Turtle Journey, la toccante campagna di Greenpeace
Turtle Journey, la toccante campagna di Greenpeace
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La digital art di Mateja Petkovic aka @milkformycoconut

La digital art di Mateja Petkovic aka @milkformycoconut

Giordana Bonanno · 4 settimane fa · Art

@milkformycoconut è il nome dell’account Ig con il quale si firma Mateja Petkovic, pioniere della digital art e maestro nella pittura ad olio su tela. Originario della Serbia, adesso vive e lavora a Monaco di Baviera, città dal quale tutti i suoi lavori prendono vita ed emigrano online verso ogni parte del mondo. 

L’arte digitale, nata negli anni ’50, è adesso estremamente diffusa tra molti artisti grazie al progresso delle tecnologie che ricreano immediatamente tecniche di pittura più complesse.

Anche per questo motivo Coconut, sebbene continui a realizzare quadri ad olio, negli anni ha definito il suo stile con tratti estremamente distintitivi e unici.

Il colore per lui ha una valenza evocativa ed emotiva, estremamente importante perchè rifacendosi al tonalismo, riesce ad ottenere effetti di luce, ombre, profondità e donare alle sue opere un tono estremamente eversivo.

Affronta apertamente temi legati alla sessualità e quasi al limite del pornografico, altri trattano anche di problematiche estremamente attuali come la tossicodipendenza e gli abusi. In ogni sua opera ritroviamo l’aspetto più degradato della quotidianità ma riserva ai suoi soggetti dolcezza e innocenza, espressa quasi esclusivamente nei ritratti dei volti.

La digital art di Mateja Petkovic aka @milkformycoconut | Collater.al
La digital art di Mateja Petkovic aka @milkformycoconut
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