La violenza in certi casi è amore e armonia. Un gioco estetico, un gesto catartico e purificatorio. Un risveglio dal modo di vivere letargico a cui siamo abituati. Una liberazione da determinati schemi sociali, o, come in questo caso, artistici.

Da questo parte l’approccio grafico ed estetico (nella sua accezione filosofica) di Thomas Robson e rintracciabile nei suoi progetti Inner Dimensions, Luxe Art e Fluid Pigments. Sovvertire e ri-contestualizzare le immagini con interventi visivi drammatici. Esplorare i confini dell’arte investendone i canoni, saturandone forma e contenuto. O distruggendola, con un approccio dissacrante e anti-artistico che sembra fare il verso alle tendenze Dada.
Un po’ quello che in musica fanno Mike Patton, Buzz Osborne, Trevor Dunn e Dave Lombardo con l’avant-garde rock band Fantômas.

















