Questi sono i video più belli della settimana

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Claudia Maddaluno · 9 mesi fa · Music

Avey Tare – HORS

La nostra dose settimanale di psichedelia è offerta da Avey Tare che proprio oggi ha pubblicato il nuovo disco dal titolo Cows on Hourglass Pond.
Il video di HORS ci fa riflettere sul fatto che forse non abbiamo mai visto così tanti cavalli in tutta la nostra vita.

Chicano Batman, Caloncho – Hablame

Da un lato un video d’animazione dal sapore vintage coloratissimo, la musica tropicale e spensierata dei Chicano Batman con il messicano Caloncho. Dall’altro delle espressioni tristi che ci spezzano il cuore.

CLAVDIO – Nacchere

Il collettivo Ground’s Oranges ci regala sempre dei video bellissimi.

VanJess – Honeywheat

Questo video scivola liscio come l’indice su uno slip dress in raso. Il suono delle VanJess è morbido, elegante, sinuoso e ha una fascinosa patina anni ’90 alla quale non sappiamo resistere.

Weyes Blood – Movies

E adesso un film diretto da Weyes Blood, in cui i protagonisti siamo tutti noi.

We are enamored with Movies. Our generation is the most cinematically saturated of all time. Videotapes, DVD’s, streaming… Spielberg…all of it has thrust us into an endless loop of consumption. They provide formative experiences as children, standing larger than life before our fragile adolescent minds. I wanted to take a look into the emotionally manipulative powers of Movies – how have Movies succeeded in telling the myths of our time? How have they failed (miserably)? What is the consequent effect on a society of beings looking for themselves in the myths on the screen? It’s safe to say that they have failed us, but I can’t help it…I love Movies”.

Ryan Pollie – Aim Slow

Puoi piangere da qui a sempre.

Teyana Taylor – Issues / Hold On

So che stai provando della forte invidia per Teyana che si prende il rapper più bello di tutti, aka A$AP Rocky. Però poi guarda come va a finire.
(Spoiler: nel video c’è pure Tyler, The Creator)

Mereba – Stay Tru

Il debut album di Mereba, The Jungle is The Only Way Out, è uscito a febbraio per Interscope con i feat. di 6LACK e J.I.D.
Se ancora non hai avuto modo di innamorarti di lei, vedi che non è poi tanto difficile.

Joy Crookes – Since I Left You

Ti giuro che questa è l’ultima cosa triste che ti faccio vedere oggi. Però che bella è, dai.

No Vacation – Yam Yam

Allora ci lasciamo con questo lungo piano sequenza di dream pop e good vibes. Buon weekend!

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Ascolta ora Patience, il nuovo singolo dei Tame Impala

Ascolta ora Patience, il nuovo singolo dei Tame Impala

Claudia Fuggetti · 9 mesi fa · Music

I Tame Impala sono finalmente tornati con il nuovo singolo Patience, un brano dalle sonorità influenzate dalla disco music e dal rock psichedelico, tanto che alcuni arragiamenti fanno lontanamente pensare ai Genesis di Duke.

Ricordiamo che Patience è il primo estratto della band ad anni di distanza da Currents, album che venne nominato ai Grammy nel 2015. Per il momento, i dettagli relativi al loro nuovo progetto non sono ancora emersi, ma l’attesa è grande da quando sono stati annunciati headliner per la giornata di sabato del Coachella 2019.

Ascolta Patience qui sotto:

Ascolta ora Patience, il nuovo singolo dei Tame Impala | Collater.al
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Questi sono i video più belli della settimana

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Claudia Maddaluno · 9 mesi fa · Music

ROSALÍA, J Balvin – Con Altura ft. El Guincho

Reggaeton ad alta quota in questo nuovo brano che mette insieme J Balvin e la nuova reina del flamenco ROSALÍA. Con Altura è accompagnato da un video molto umile in cui veniamo affogati nelle stampe barocche di Versace e in un’elevatissima dose di movenze sexy. Si vola altissimo.

Papooz – Theatrical State of Mind

“Once upon a time,
Ulysse le Sévère, the blood thirsty King of Burgundy invites a couple of twins minstrels to play music in his castle.
Just when you think you’re safe… you’re in more danger!
A french tale of revenge, lust & forgiveness”

Se vi piacciono i complotti a corte, accomodatevi su questo trono.

Denzel Curry – Black Balloons ft. Goldlink

Video un tantino surreale quello di Denzel Curry per Black Balloons dall’album TA13OO. Ma la sequenza di fondo è più o meno questa: droghe, fighe atomiche, galera.

Masamasa – Tutto di te

Mettiamoci belli comodi su un divano Ikea a guardare Masamasa che diventa grande ma ancora non capisce bene come funziona con le tipe indie.

Phum Viphurit – Hello, Anxiety

Sì, lo so che è uscito venerdì scorso: è che non ho fatto in tempo a metterlo nella scorsa lista e scordatevelo che non lo metta nemmeno in questa. W Phum Viphurit che è bravissimo e anche con un brano sull’ansia ci rende spensierati e felici. Balliamocela tutta come dal minuto 2:49.

maggio – Sconto

Ok che non conosci maggio, ma sei ancora in tempo per rimediare. Lui è un giovane rapper romano di origini asiatiche che lavora con la crew klen sheet, tra cui c’è anche zteph che ha prodotto sto pezzo, assaggio dal Manuale di sopravvivenza per fiati corti in uscita il 7 maggio.
Guarda il cielo che si fa rosso tra i palazzi di Milano mentre questa hit ti smuove come aria fresca al balcone.

Mox – Qualcosa di speciale

Non posso raccontarti io la storia, perché Mox e Marco Brancato lo fanno molto meglio di me.

NAO – Orbit (A Colors Show)

Qui si va in orbita.

Maverick Sabre – Glory

E ora tira un respiro lunghissimo e guarda il nuovo video di Maverick Sabre.

Andrew Bird – Manifest

Non riusciamo a smettere di guardarlo. Play, play e poi ancora play.

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Le 10 tracce che hanno fatto la storia della trap secondo IRBIS 37

Le 10 tracce che hanno fatto la storia della trap secondo IRBIS 37

Claudia Maddaluno · 8 mesi fa · Music

IRBIS 37 è il nuovo collettivo artistico di casa Undamento (Frah Quintale, Ceri, Dola) nato nel 2017 nella profonda periferia a nord di Milano.
Ti parliamo di loro perché venerdì è uscito il nuovo EP dal titolo Schicchere che mescola la trap al soul, al rap a Pino Daniele, creando un sound che spacca di brutto.
Punto di forza è la voce malinconica di Martino che viaggia spedita sulle produzioni scure e sperimentali dei due producer Lugos.lux e d.Noise.

Per conoscerli meglio e capire le loro influenze, abbiamo chiesto agli IRBIS 37 quali sono le dieci tracce che hanno fatto la storia della musica trap.

BONES – Dirt

BONES è stato uno dei primissimi a fondere quel suono pesante e l’immaginario creepy/metal ai suoni della trap, dando vita a una corrente che poi ha preso varie diramazioni (Suicideboys, Ghostemane ecc).

XXXTentacion – Look At Me!

Il consolidamento di un nuovo approccio, soprattutto contestualizzato nel disco Revenge.

Smokepurpp – Fingers Blue ft. Travis Scott

Scelte di sound image dettagliatissime, qui il trattamento del suono è parte integrante delle scelte degli artisti.

Young Thug – Harambe

Uso della voce incredibile, fuori di capa.

Meek Mill – R.I.C.O. ft. Drake

Si sono dissati dopo quel pezzo, in uno dei migliori momenti di Drake. Poco dopo usciva Energy.

Kodak Black – Tunnel vision

Il singolo che ha confermato Kodak Black lanciandolo definitivamente tra i grandi. Da qui in poi solo hit.

NAV – Call Me

L’anno della consacrazione di Metro Boomin. Un singolo fresco, estivo che racconta di una strana malinconia che nemmeno l’artista comprende a fondo.

Bryson Tiller – Exchange

Del disco “Trapsoul” di Bryson Tiller dice già tutto il nome. È la nuova generazione di RnB, la soul music nel contesto della trap. In più, tecnica vocale impeccabile.

Tory Lanez – Shooters

Un bagno di stile e una padronanza incredibile dei mezzi.

Suicideboys – Low Key

Due ragazzi di New Orleans che hanno contribuito alla diffusione di una nuova corrente tra i giovani, unendo diverse influenze di generi e affrontando tematiche poco conosciute all’hip hop fino ad all’ora.

Le 10 tracce che hanno fatto la storia della trap secondo IRBIS 37
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B come Billie Eilish

B come Billie Eilish

Claudia Maddaluno · 8 mesi fa · Music

Siamo fatti così, che quando veniamo travolti da un nuovo fenomeno, abbiamo necessità di definirlo, di dargli un nome, identificarlo e farlo assomigliare a qualcosa che già conosciamo, per provare a ridurre la sua complessità.

Ma quando siamo di fronte a Billie Eilish ogni tentativo va a puttane perché quando crediamo di aver finalmente trovato la giusta chiave di lettura, ci rendiamo conto che è valida solo per metà, per un terzo, almeno un po’, nemmeno per niente.

Al contrario, lei che ha diciassette anni sa già tutto di noi.
Si dice che quando qualcuno arriva a conoscere le nostre debolezze, siamo praticamente fottuti e lo siamo con Billie Eilish dal momento che sa di cosa abbiamo paura, quanto ci facciano impressione le tarantole e il sangue dal naso, e quanto temiamo le cose che non conosciamo.
Tipo il posto in cui finiamo quando ci addormentiamo.
Tipo lei.

Di Billie Eilish sappiamo, oltre al fatto che ha 17 anni, che è di Los Angeles e che ha iniziato a scrivere le canzoni in camera sua col fratello Finneas O’Connell da che aveva 13 anni. Il primo brano che ha caricato su Soundcloud è Ocean Eyes e nel 2017 ha pubblicato il primo EP dont smile at me.

Scrive i titoli delle canzoni in minuscolo, cambia colore dei capelli spesso, le piace Tierra Whack e ha più di 16 milioni di followers su Instagram.

Ma di cosa parliamo quando parliamo di Billie Eilish, questo ancora non sappiamo dirlo.
Ci fa paura? In un certo senso, sì. Ma ne siamo irrimediabilmente affascinati. Come dall’ignoto, come dagli horror, come da ciò che ci accade quando sprofondiamo nel sonno.

In questi ultimi giorni che seguono l’uscita di When We All Fall Asleep, Where Do We Go? si legge da più parti che Billie Eilish è “il futuro del pop” o, comunque, che è il futuro di qualsiasi cosa sarà in futuro la musica.
Mi sento di pendere più per questa seconda definizione perché, sebbene sia forte la tentazione di ridurre la musica che Eilish fa al pop (e io stessa ci sia caduta nel sottotitolo a questo articolo), credo che questo suo primo disco ci dimostri quanto siano incerti i confini del suo sound.

In queste 14 canzoni, Billie Eilish parla ai post-millennials servendosi ora del pop, ora dell’electro-pop, ora del folk, ora dell’EDM. Ciascuno di questi generi è presente nel disco e mentre in un brano diciamo, più banalmente, “ok, Billie Eilish fa questo”, arriva un altro brano che ci smentisce e allora dobbiamo dire “ah, ok fa quest’altro”, e poi ancora un altro brano che ci spiazza e ci fa dire “ehhh?”.

Le produzioni sono strane e bellissime, dure e storte alcune volte, altre volte tiepide e delicate. E lei, mentre la vediamo sorridere nelle interviste poi ce la ritroviamo piangere pece nera dagli occhi.

Forse non la capiamo perché appartiene a un’altra generazione, a un altro sistema solare. Però è reale, come poche cose ormai oggi.
Non è un sogno, non è un incubo, è Billie Eilish.

E da oggi l’alfabeto della musica alla lettera B ha il suo nome.


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