Traces, l’installazione di The Krank con 500 sacchi della spazzatura

Traces, l’installazione di The Krank con 500 sacchi della spazzatura

Giulia Guido · 4 settimane fa · Art

Sempre più spesso ci troviamo a leggere notizie sconcertanti sulla situazione del nostro Pianeta. I problemi sono molti, il cambiamento climatico, l’estinzione di intere specie animali, l’inquinamento, l’accumulo dei rifiuti. Abbiamo a disposizioni decine e decine di dati, su quanto consumiamo, su quanto ricicliamo, su quanto tempo ci resta prima che la situazione diventi irrecuperabile, ma sono numeri difficili da visualizzare. 

Per questo The Krank, artista greco che vive e lavora a Berlino, ha deciso di mostrare, attraverso un’installazione davvero suggestiva, quanti rifiuti produciamo e non riusciamo a riciclare. L’opera si chiama Traces ed è stata allestita all’interno del centro culturale X LANE, durante la mostra Graphic Days #14 ospitata a ottobre. 

L’intero pavimento di un salone dell’edificio è stato ricoperto da 500 sacchi della spazzatura neri. Un senso di spaesamento pervade lo spettatore che, abituato a vedere al massimo una decina di sacchi insieme, si trova completamente circondato da essi. Inoltre, l’installazione viene anche illuminata da luci rosse, per dare un ulteriore senso di pericolo imminente. 

Traces di The Krank fa riflettere, presto le strade delle nostre città, le spiagge, i parchi potrebbero avere l’aspetto di quest’installazione. Noi speriamo di no.  

the krank traces | Collater.al 2
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Traces, l’installazione di The Krank con 500 sacchi della spazzatura
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Studio Studio Studio, la nuova realtà interdisciplinare di Edoardo Tresoldi

Studio Studio Studio, la nuova realtà interdisciplinare di Edoardo Tresoldi

Giulia Guido · 4 settimane fa · Art

Si chiama Studio Studio Studio e si prospetta essere il prossimo capolavoro firmato Edoardo Tresoldi, questa volta però non si tratta di una delle sue emblematiche installazioni di rete metallica e materiali industriali, ma di una vera e propria realtà interdisciplinare con l’obiettivo di creare progetti culturali ibridi coinvolgendo di volta in volta diversi creativi. 

Il primo progetto di Studio Studio Studio non si fa attendere e vedrà la luce in Arabia Saudita proossimamente, in occasione del festival Diriyah Oasis curato dallo studio di design di Dubai Designlab Experience .

Si chiama Gharfa e consiste in un intero padiglione esperienziale che nella sua parte più alta raggiungerà i 26 metri e che indagherà e porrà l’attenzione sullo stretto rapporto che intercorre tra l’uomo, il paesaggio e l’architettura.

Gharfa è il risultato di un lavoro nato dalla collaborazione tra Edoardo Tresoldi – ovviamente – e Alberonero, designer conosciuto per i suoi interventi incentrati sull’utilizzo del colore e su come questo possa trasmettere delle emozioni allo spettatore, Max Magaldi, musicista italiano e padre dei cosiddetti “murales sonori”, ovvero sonorizzazioni site-specific di interi spazi pubblici, e Matteo Foschi, garden designer e fondatore dello studio Odd Garden che con le sue progettazioni e costruzioni di giardini, spazi verdi e installazioni contemporanee ha cambiato la concezione classica del gardening.  

Non sappiamo ancora quale sarà l’aspetto di Gharfa, ma tenendo conto delle abilità dei quattro artisti italiani e delle loro opere precedenti non possiamo che aspettarci qualcosa di davvero straordinario. 

Edoardo Tresoldi Studio Studio Studio Gharfa | Collater.al 5
Edoardo Tresoldi Studio Studio Studio Gharfa | Collater.al 5
Edoardo Tresoldi Studio Studio Studio Gharfa | Collater.al 5
Edoardo Tresoldi Studio Studio Studio Gharfa | Collater.al 5
Edoardo Tresoldi Studio Studio Studio Gharfa | Collater.al 5
Edoardo Tresoldi Studio Studio Studio Gharfa | Collater.al 5
Edoardo Tresoldi Studio Studio Studio Gharfa | Collater.al 5

Foto di Aruallan
Foto di Cristiano Coini
Visual Identity di Derein

Studio Studio Studio, la nuova realtà interdisciplinare di Edoardo Tresoldi
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Studio Studio Studio, la nuova realtà interdisciplinare di Edoardo Tresoldi
Studio Studio Studio, la nuova realtà interdisciplinare di Edoardo Tresoldi
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Anthropoceano, il murale anti-smog a Lambrate

Anthropoceano, il murale anti-smog a Lambrate

Collater.al Contributors · 4 settimane fa · Art

Da pochi giorni a Milano – in zona Lambrate – è comparso Anthropoceano, un murales sulla facciata di un edificio di via Viotti, davanti alla stazione dei treni, realizzato da Iena Cruz, uno street artist milanese. Questo è a tema marino e unisce arte e sostenibilità per sensibilizzare su una delle emergenze ambientali più attuali: l’inquinamento dei mari causato dalla plastica. Il concetto è quello di realizzare un’opera che abbia come obiettivo principale far riflettere le persone sulle “cicatrici” lasciate dall’uomo sui fondali e sulla superficie dell’oceano.

La particolarità di questo lavoro è la tecnica con cui è stato creato in quanto l’artista ha deciso di realizzare un murale anti-smog. Ciò è stato reso possibile grazie all’utilizzo di una pittura speciale, chiamata Airlite, che riduce dell’88% la presenza di biossido di azoto nell’aria, una tecnologia innovativa in grado di eliminare gli agenti inquinanti tramite la luce naturale e artificiale. La pittura ha il compito di assorbire l’inquinamento della città in maniera artistica. Questo ha reso la parete dell’edificio una sorta di depuratore naturale la cui efficacia è pari all’azione di circa 330 metri quadrati ricoperti da alberi ad alto fusto.

La realizzazione di questo murale fa parte del progetto No Plastic More Fun ideato e portato avanti da Worldrise, una onlus che sponsorizza soluzioni sostenibili per i grandi centri urbani, con il sostegno della Ocean Family Foundation e la collaborazione di North Sails. Quest’ultima già da tempo si è attivata a fronteggiare il problema della plastica monouso creando un network di locali che hanno deciso di non servire qualsiasi tipo di prodotto in plastica monouso.

Al centro di Anthropoceano vi è una piattaforma petrolifera, la cui ciminiera ricalca il profilo di un contenitore di plastica che intrappola l’ecosistema marino.
In un periodo come questo, dove la lotta ambientale è più viva che mai, l’opera vuole ripercorrere in maniera creativa il percorso che la plastica compie: dalla sua origine, il petrolio, fino all’impatto ambientale che ne deriva. Allo stesso tempo, raffigurando alcuni delle specie marine più minacciate, il murale invita le persone a riflettere su tutte le problematiche legate allo sfruttamento delle risorse naturali quali la sovrappesca e il bracconaggio di cui sono vittime gli squali e le balene.

Anthropoceano | Collater.al 6
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Testo di Anna Cardaci

Anthropoceano, il murale anti-smog a Lambrate
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Cultura pop e umorismo nelle illustrazioni di Yonatan Popper

Cultura pop e umorismo nelle illustrazioni di Yonatan Popper

Giulia Guido · 4 settimane fa · Art

Mark Zuckerberg vestito come un imperatore romano, con tanto di corona d’alloro, side sul trono mostrando il pollice verso. Neil Armstrong con la tuta da astronauta sorseggia una bibita, seduto dietro una cinepresa, prima di filmare il momento dell’allunaggio. 
Le immagini di Yonatan Popper riescono a racchiudere messaggi e significati dal forte impatto. 

Yonatan è un illustratore e animator di Israele, dove ha studiato al Shenkar College of Engineering and Design, che ha visto i suoi lavori pubblicati su teste come The New Yorker, San Antonio Magazine, The Guardian, Blazer magazine, Globes magazine, Liberal-magazine e molti altri. Le sue illustrazioni hanno il potere di racchiudere un lato ironico, molto sottile ma essenziale, e uno più satirico, tagliente. 

Yonatan Popper prende spunto da tutto ciò che lo circonda, da fumetti, serigrafie, poster futuristici, ma anche da ciò che vede su internet, dai film e dalle serie tv, dalla cultura pop e da eventi legati all’attualità. Una volta capito cosa illustrare e come illustrarlo, l’artista israeliano inizia a lavorare con foglio e matita; solo in un secondo momento scansiona lo schizzo e completa il lavoro digitalmente. È in questa fase che calibra i colori, usandoli per mettere in risalto il soggetto principale, in modo tale che riesca a catturare immediatamente la nostra attenzione. 

Scoprite una selezione di lavori di Yonatan Popper nella nostra gallery! 

Yonatan Popper | Collater.al 1
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Cultura pop e umorismo nelle illustrazioni di Yonatan Popper
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KFC e gli spot di Natale contro il tacchino

KFC e gli spot di Natale contro il tacchino

Collater.al Contributors · 4 settimane fa · Art

La catena americana di fast food KFC specializzata nella produzione e vendita del pollo fritto, ha lanciato da pochi giorni la nuova campagna natalizia composta da dei cortometraggi in cui vengono raccontati tutti gli inconvenienti che possono presentarsi mentre si sta cucinando il tipico piatto natalizio: il tacchino.
La campagna creativa è stata curata dall’agenzia londinese Mother London in collaborazione con lo studio di animazione Golden Wolf e Stink i quali hanno contribuito alla realizzazione di cinque mini spot dalla durata di circa dieci secondi ciascuno.
All’interno di questi vengono raccontate ed enfatizzate all’estremo, in maniera ironica, tutte le situazioni iperboliche e gli inconvenienti che possono capitare durante la preparazione del pranzo di natale.
Ad esempio un uomo che nel tentativo di scongelare il tacchino, lo frantuma in tanti pezzi oppure una donna che nel mentre maneggia un tacchino “unto” perde il controllo e lo fa volare nello spazio. Ogni spot si conclude con il claim “Buona fortunata per il 25. Fino a quel momento, abbiamo te”, come a dire che fino a quel momento, se per caso qualcosa dovesse andare storto, puoi andare nel fast food a mangiarti del pollo (sopratutto durante il giorno di natale).

Ogni corto si occupa di ogni fase della preparazione del tacchino, dallo scongelamento alla farcitura, alla cottura in un forno troppo piccolo per poterlo contenere, al momento in cui ti rendi conto che hai fallito a cuocere il pezzo forte del pranzo ed è andato bruciato.
Questa campagna pubblicitaria viene supportata da attività sui social media promuovendo l’offerta stagionale del fast food che include il Christmas Burger & Bucket. 

L’anno scorso, sempre nel periodo precedente al Natale, KFC ha lanciato una campagna pubblicitaria all’interno della quale ha mostrato un tacchino e un pollo che si affrontano in un duello.

Testo di Anna Cardaci

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