Ogni anno l’associazione culturale Viafarini, nata nel 1991 con lo scopo di favorire la crescita professionale di giovani artisti e di diffondere la conoscenza dell’arte contemporanea, ospita negli studi di via Farini 35 e della Fabbrica del Vapore un gruppo di artisti italiani e internazionali con base a Milano. Viafarini da la possibilità ai giovani artisti di avere uno spazio condiviso in cui fare ricerca e creare, di entrare in contatto con curatori, critici e musei, oltre a sostenerli nella ricerca di finanziamenti e a promuoverli tramite mostre, workshop e incontri. Gli artisti sono selezionati tramite open call lanciata a cadenza regolare con un ciclo di quattro mesi, su segnalazione di curatori o sotto auto-candidatura.
Ma quali sono gli artisti ospitati in questi mesi da Viafarini-in-residence? Lo scopriamo durante l’Open Studio dell’11 aprile 2023, che offre una panoramica sui lavori, più o meno inediti, dei dodici giovani artisti internazionali ospitati nell’atelier da inizio anno fino a fine aprile.
Appena si varca l’ingresso, si entra in un tipico cortile milanese, ricco di piante e dall’atmosfera pittoresco. Qui sono installati alcuni lavori che offrono un’anticipazione ai lavori all’interno: la giovane artista ucraina Sofiya Chotyrbok espone alcuni dei suoi lavori fotografici che ritraggono donne senza volto, l’artista Federico Vecchi una delle sue sculture poi riprese all’interno e infine l’opera di Laurel Hauge, che la ritroveremo all’interno in modo “sparso”.
All’interno degli spazi, che contano una grandezza di 240 mq, si articolano i lavori degli artisti Lidia Bianchi, Alan Borgate, Hyun Cho, Petros Chrisostomou, Laurel Hauge, Alberto Lucarelli, Raffaele Morabito, Fabio Perino, Davide Quartucci, Federico Vecchi e Ana Julia Vilela.
Al termine della visita ci si rende conto di come gli artisti siano totalmente eterogenei. Ognuno ha una specifica e diversa ricerca che si traduce in altrettanto diverse opere: dalla scultura all’arte concettuale e dalla pittura alla fotografia. Emblematica è la sala d’ingresso che ospita in antitesi i lavori scultorei dell’artista Alan Borguet e quelli pittorici di Davide Quartucci. Da un lato la tridimensionalità dei tubi in rame e dei “piccoli giardini” di Bourguet e dall’altra i bizzarri personaggi di Quartucci, che fondono infanzia e vecchiaia in una nuova visione del mondo. La seconda sala riflette il binomio della prima, ospitando i lavori dell’artista brasiliana Ana Julia Vilela, che traduce in immagini, colori e parole quei pensieri e sentimenti caotici spesso difficili da decifrare, e le opere fotografiche di Lidia Bianchi, che si concentra sul paesaggio mediterraneo come spazio estetico, luogo di immaginari antichi e nuovi che configurano una narrazione visiva altra. La grande sala invece è un potpourri di opere: dalle sculture “street” dell’artista coreana Hyun Cho all’installazione composta da sterco seccato e lucine di Fabio Perino, dalla gigantesca istallazione di Alberto Luparelli alle fotografie surrealiste di Petros Chrisostomou, proseguendo con i collage di Raffaele Morabito, i totem casalinghi e le tele di Federico Vecchi.
Tra poche settimane si concluderà questo primo ciclo di residenza dell’anno, che lascerà spazio ad altri artisti, ma vi consigliamo di tenere d’occhio questi dodici artisti e seguire il loro percorso. Viafarini infatti è molto attenta nella selezione e individua sempre giovani di talento, che difficilmente non intraprenderanno una notevole carriera. Molti degli artisti che hanno partecipato alle residenze in via Farini 35, si spostano poi negli spazi di Viafarini.Work in zona Corvetto, un altro spazio-atelier che l’associazione mette a disposizione per il lavoro artistico condiviso.










