Villa RA, una struttura da sogno in Calabria

Villa RA, una struttura da sogno in Calabria

Emanuele D'Angelo · 4 mesi fa · Design

Nel profondo sud dell’Italia, precisamente a Squillace in Calabria si trova “Villa RA”, una struttura impressionante e bellissima progettata dallo studio MORQ.
Tre giovani architetti hanno progettato questa stupenda casa vacanze concepita come un intimo punto d’incontro tra natura e architettura.
Si trova a 300 metri dal mare e chiaramente, come ogni casa del sud, offre una vista spaziale sulla costa su cui si affaccia.

Lo studio MORQ si basa su una precisa idea di design: “Elementi fondamentali del nostro modo di progettare, lo spazio vissuto, lo spazio fisico fatto di materia e luce, e, come loro sintesi, il background, “fondale” scenografico quotidiano in cui le persone sono protagoniste. Uno dei nostri punti di forza, anche nei lavori all’estero, è lo studio sui materiali, con la nostra sensibilità che affonda le radici a Roma: i cui esterni, per noi, sono come degli interni. Lo stile e le idee che ci caratterizzano sono calate, di volta in volta, nella realtà in cui viene realizzato il progetto: dal territorio calabrese, affacciato sul Mediteranno, ad un sobborgo dell’Australia occidentale”.

La villa è stata realizzata interamente in colori ocra e infatti si integra perfettamente nel paesaggio naturale, grazie al suo aspetto monocromatico e alla sua progressiva apertura sul mare.
Sebbene sia una struttura davvero imponente, la villa è progettata per una coppia, anche se grazie alle sue grandi metrature è possibile ospitare più persone.

Villa RA si sviluppa in modo graduale verso il mare, che è il suo vero e proprio punto di riferimento. Il soggiorno rimane la stanza centrale di questa villa, essendo naturalmente protetto dal sole e dal caldo soffocante dell’estate calabrese. Anche il resto della casa è completamente aperto verso l’esterno, la temperatura è regolata dallo spessore delle pareti che assorbono il calore, oltre che dalla ventilazione naturale creata dalla disposizione di questi diversi spazi.
Una villa da sogno, dove chissà, poter trascorrere le vostre prossime vacanze.

Villa RA, una struttura da sogno in Calabria
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Tokujin Yoshioka, un designer sulle nuvole

Tokujin Yoshioka, un designer sulle nuvole

Emanuele D'Angelo · 4 mesi fa · Design

Tokujin Yoshioka è un designer giapponese che ha ricevuto numerosi premi internazionali, e molte delle sue opere fanno parte delle collezioni permanenti dei più prestigiosi musei del mondo come il MOMA di New York e il Centre Pompidou di Parigi.

Un artista, un designer che di certo non ha bisogno di presentazioni, capace di ribaltare la realtà con i suoi lavori.
Dopo aver disegnato la torcia per le prossime olimpiadi di Tokyo 2020, torna capitale giapponese con “Prismatic cloud”, un’opera realizzata nel 2017 ma che continua a girare il mondo.

Un’installazione che conta oltre 10.000 aste di prismi che formano una gigantesca scultura di luce esposta al GINZA SIX, un complesso commerciale di lusso di Tokyo.
Utilizzando piccoli chiodi trasparenti appesi al tetto, la struttura è sospesa a 15 metri d’altezza, somigliando a una vera e propria nuvola in cui la luce si fa strada penetrando da parte a parte.

Oltre la sua nuvola, il designer Tokujin Yoshioka ha creato per altre città lavori ispirati alla natura, tra cui un tornado, una scultura realizzata con più di 2 milioni di cannucce.
Recentemente ha anche collaborato con il celebre brand di lusso francese Louis Vuitton, per cui ha creato un vaso.

Un designer straordinario, capace di sovvertire tutti i punti di vista.

Tokujin Yoshioka, un designer sulle nuvole
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Frank Gehry, il genio decostruttivista arriva ad Arles

Frank Gehry, il genio decostruttivista arriva ad Arles

Emanuele D'Angelo · 4 mesi fa · Design

Frank Gehry e il suo studio hanno colpito ancora. Dopo aver incantato tutto il mondo con la loro rivoluzionaria architettura, adesso stanno ultimando il progetto della “LUMA tower”, ad Arles nel sud della Francia.
Il progetto della torre si sviluppa su un ex deposito ferroviario e l’edificio sarà alto circa 56 metri.
Arles è una città che trasuda storia da ogni angolo, infatti si possono trovare molti monumenti risalenti alla dominazione romana, come l’anfiteatro del 90 d.c. Ma non solo, Arles viene ricordata anche per il suo profondo legame con Vincent Van Gogh, che è rimasto nella città francese per dieci anni circa.

Adesso un architetto del calibro di Frank Gehry sta per lasciare la sua indelebile traccia con una strana torre, rivestita da undicimila placche di metallo, tutti pezzi unici e numerati.
La “LUMA Tower” sarà la sede per strutture di ricerca, sale per seminari e studi di artisti ma anche luogo adibito a workshop, e a galleria d’arte.
La struttura sarà circondata da un enorme parco pubblico per collegare il Parc des Ateliers con la città. I giardini già presenti sono realizzati con piante e fiori della regione e sono pensati per mitigare l’impatto del maestrale e le temperature estive. Tutto l’esterno è invece progettato dall’architetto paesaggista Bas Smets.

Il risultato è una costruzione spettacolare, che all’apparenza sembra andare in frantumi, l’occhio si perde in cerca di un centro che però non esiste. Come non esisteva nelle formazioni geologiche delle Alpilles ritratte da Van Gogh a cui lo studio si è verosimilmente ispirato.

Una perla che sarà pronta tra poco meno di due anni, Frank Gehry ha optato ancora una volta su un approccio scultoreo e organico alla progettazione, confermandosi tra gli apripista della corrente decostruttivista.

Frank Gehry, il genio decostruttivista arriva ad Arles
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Farmhouse, le abitazioni autosufficienti ed ecologiche

Farmhouse, le abitazioni autosufficienti ed ecologiche

Emanuele D'Angelo · 4 mesi fa · Design

Chris e Fei Precht sono due architetti, marito e moglie, che nel 2017 hanno trasferito il loro studio dalla Cina, precisamente da Pechino, all’Austria.
Un cambiamento radicale della loro vita, per avvicinarsi sempre più alla generazione che vuole utilizzare l’architettura per creare un nuovo futuro rispettoso dell’ambiente. Insieme hanno ideato un progetto chiamato “Farmhouse” per gli abitanti delle città che vogliono contemporaneamente raggiungere “il cielo” e stare vicini alla natura.
Un po’ come fatto a Milano, nell’edificio di recente costruzione chiamato “il bosco verticale”, i coniugi provano a portare avanti la loro idea di architettura e sostenibilità.

Farmhouse è una struttura modulare, costituita da strutture ad “A” progettate in legno lamellare incrociato. Ogni parete ha tre strati. Lo strato decorativo interno supporta i raccordi elettrici e idraulici, lo strato intermedio fornisce l’isolamento, e lo strato esterno è il luogo in cui avviene il giardinaggio.

Una struttura ben congegnata e curata nei minimi dettagli, una soluzione perfetta per gli amanti della natura che per motivi lavorativi o familiari devono vivere in città.
Un progetto nato per esigenze e motivazioni personali, stanchi di vivere in ambienti inquinati e caotici, i coniugi hanno così trovato una soluzione perfetta.
La struttura è moderna e autosufficiente, infatti vi è la possibilità di creare un proprio orto personale. E inoltre è personalizzabile, ogni residente può infatti scegliere quanti moduli utilizzare e se creare appartamenti con giardino privato o comune.
Si può anche scegliere come gestire rifiuti, il trattamento dell’acqua, l’idrocoltura e i sistemi di energia solare.

Chris Precht dice: “È chiaro che dobbiamo trovare un’alternativa ecologica al nostro attuale sistema alimentare“. 
Ci aspetta un profondo cambiamento, in modo che ogni cittadino possa essere autosufficiente e avere sempre del cibo fresco a disposizione, senza mai tralasciare la componente ecologica, l’impatto ambientale di ogni casa è praticamente nullo.

Farmhouse, le abitazioni autosufficienti ed ecologiche
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Antler House, la vecchia casa di Andrew Geller

Antler House, la vecchia casa di Andrew Geller

Emanuele D'Angelo · 4 mesi fa · Design

Lo studio americano AF ha riportato alla lucente bellezza di un tempo la “Antler House” del celebre architetto Andrew Geller
Andrew Geller era un famoso architetto, pittore e grafico americano, conosciuto per le sue disinibite e scultoree case sulla spiaggia nelle regioni costiere di New York, New Jersey e Connecticut negli anni Cinquanta e Sessanta.
La residenza ristrutturata dallo studio AF è stata costruita nel 1968, tuttavia, nel corso degli anni, i nuovi proprietari hanno sostituito le stranezze originali con le elementi nuovi.
Il restauro è stato davvero complesso, ma mirava a riportare la casa al suo antico splendore, aggiungendo al contempo alcuni comfort moderni.

Andrew Geller | Colllater.al 1

Un lavoro certosino, lo studio AF ha eliminato le aggiunte superflue dei precedenti proprietari e ha sostituito i materiali originali. Sono state cambiate tutte le invasive assi di gesso, il bagno è stato rimosso dal lato est e riportato nella sua posizione originale del primo piano.
È stato aggiunto un ponte rialzato alla facciata ovest più privata della “Antler House”, dove un triangolo di legno, che nasconde le scale, si ricollega all’estetica originale. 

La casa manterrà anche la sua metratura originale, una mossa in contro tendenza, visto che le abitazioni del quartiere East Hampton sono tutte lussuose e spaziose.
Scelta dettata dalla volontà di rispettare il progetto originale, ma soprattutto la filosofia del celebre architetto americano. Andrew Geller, infatti, progettava raramente abitazioni smisurate, poiché voleva rispettare l’ambiente circostante e in generale una sua costruzione non occupava mai più del 20% del sito su cui edificava.

Un progetto unico, nato dalla volontà di celebrare la memoria dell’antico architetto, riportando ai fasti d’un tempo l’iconica Antler House.

Antler House, la vecchia casa di Andrew Geller
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