“Si vede che ho voglia di ballare dal tramonto all’alba in una spiaggia con il sudore e gli abbracci e la sabbia e la vodka? E i gabbiani. Secondo me si.
Cocài per me è tutto questo, da un soppalco di Milano, ed è il mio secondo pezzo”.
Queste sono le parole di Sicket che torna sulle scena con Cocài, il nuovo singolo fuori oggi, 26 maggio. Influenze elettroniche si fondono con suoni ambientali, parti strumentali “suonate” e le sonorità analogiche dei sintetizzatori. Il mondo di Sicket è un progetto dedicato alla ricerca e sperimentazione sonora, che si inserisce in una nuova scena musicale molto attenta all’underground elettronico italiano e internazionale e con la voglia di proporre il proprio suono.
I Cocài in dialetto veneziano sono i gabbiani che non capisci mai se sono più belli o più infami, ma c’hanno sempre un certo fascino. Chi non ne ha mai fotografato uno? “Cocài” è musica elettronica composta ed eseguita da Sicket, padovano classe 1990.
Inserito nella squadra di Undamento, dopo diversi tour Italiani in qualità di polistrumentista e direttore artistico, è pronto al suo debutto solista con il suo secondo singolo.
Per Collater.al mag ha anche realizzato una playlist con tutte le sue influenze musicali e sulla sua personale definizione di musica!
“Che musica fai?” di solito le conversazioni che cominciano così sono complicate. Specialmente se dare un nome, una categoria o anche solo un riferimento al tuo interlocutore è così difficile che, probabilmente, lui in realtà? non lo vuole sapere. Solo che non lo sa, e quindi chiede. Alla fine rispondi solamente “elettronica”, sperando di soddisfare almeno in parte la curiosità? o la semplice gentilezza dellʼeducato interlocutore. Non è facile in effetti descrivere il tipo di musica che mi piace, e conseguentemente quella che faccio. Non è esattamente elettronica intesa come “Club”, anche se molti la ballerebbero molto volentieri, e non è esattamente musica da “Disco” (inteso come record in inglese), perché pochi sono abituati a 45 minuti di strumentali spesso senza neanche un sample vocale.

È sicuramente molto libera, proprio per questo, e diciamo che sta al limite tra lo stereo e il club. Ormai affermatissima in Europa e nel mondo, in grande crescita in Italia. Ad ogni modo, quando lʼeducato interlocutore è qualcosa più che semplicemente educato e quindi genuinamente curioso, il modo migliore per dargli unʼidea il più precisa possibile è fare una playlist e linkargliela. Diciamo che questa è la playlist che risponderebbe a quella domanda, se foste sinceramente curiosi e non solo ben educati.

PHOTO CREDIT: Tommaso Fobetti – Sara Olivetti
