Ogni suo lavoro è composto fondamentalmente da tre elementi: il suo background di vita, le sue ispirazioni e il subconscio, che è anche il collante che tiene tutto insieme. Si definisce una “parassita d’archivio, senza cattive intenzioni”, un’artista unica che riesce a combinare fotografia, collage e illustrazione. Stiamo parlando di Naomi Vona, artista italiana con sede a Londra, capace di prendere qualsivoglia illustrazione o foto stravolgerla, rielaborarla e creare una nuova interpretazione degli scatti originali.
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Il suo lavoro parte essenzialmente da penne, carta, washi tape e adesivi, con questi semplici strumenti riesce a dare a ogni immagine una nuova vita, reinterpretandola con il suo particolare stile, tra vintage e contemporaneo.
Il recupero di foto vintage è una pratica sempre più diffusa, in un mondo saturo di dispositivi digitali, saper ripescare qualcosa dal passato ma soprattutto saperle rielaborare nel giusto modo non è da tutti.
Naomi Vona ha fatto di ciò il suo cavallo di battaglia, creando diverse serie di cui oggi abbiamo deciso di parlarvi, ma per non perdere tutti suoi lavori vi basterà visitare il suo sito o seguirla su Behance.
Il primo e forse più controverso progetto di cui abbiamo deciso di parlarvi è senza dubbio “Selling lies”, dove Naomi Vona ha trasformato una normale rivista di moda in un diario visivo personale e controverso.
Un lavoro complesso che riesce a fondere diverse tecniche, alternando immagini vintage e contemporanee per generare una nuova interpretazione degli scatti originali.
Un’interpretazione che sa di protesta, per un mondo della moda che secondo la sua prospettiva personale propone spesso pubblicità futili e fini a loro stesse.
In “Selling lies” l’artista italiana ha eliminato ogni marchio, ogni vestito, lasciando visibile solo il viso di alcune modelle, aggiungendo solamente dei leggeri disegni dai colori vibranti.
Dalla moda passiamo alla musica, sì perché l’artista si è cimentata anche con i fantastici LP, che stanno pian piano ritornando di moda, quest’anno hanno addirittura superato la vendita dei normali dischi.
Dagli Abba a dischi meno conosciuti, Naomi Vona reinterpreta o addirittura stravolge le cover di alcuni dei dischi più celebri della storia dando una sua personale interpretazione.
Ho solo immaginato di mettere su un’astronave gli ABBA e vedere che tipo di successo potrebbe avere su un altro pianeta.
Nella seconda cover invece partendo dall’album di Tori Amos “Under the Pink” ha completamente ripensato l’intera copertina rendendola praticamente irriconoscibile.
Arriviamo adesso a “Mongolfiere Series”, uno sketchbook pieno di ritratti d’epoca alterati e pronti a volare.
Ho voluto immaginare l’estensione di ogni foto come un mondo astratto immaginario.
Ogni soggetto nella serie dell’artista italiana rappresenta un pallone galleggiante e colorato che vaga liberamente nel tempo e nello spazio. Naomi Vona ha scelto personalmente ogni immagine, ripescando dal cassetto foto di tanti, anzi tantissimi, anni fa, scegliendo anche testimonial d’eccellenza, uno su tutti Vincent van Gogh.
Un’artista piena di idee, che riesce a post-produrre le sue opere non grazie a programmi quali Photoshop ma utilizzando solo la sua creatività e suoi pennelli.








