Un oggetto non è mai soltanto ciò che vediamo, cambia a seconda della luce che lo raggiunge, della distanza da cui lo osserviamo e del modo in cui entra in relazione con ciò che lo circonda. È da qui che prende forma la ricerca di Saki Takeshita, designer giapponese che lavora tra arredo, illuminazione e installazione, interrogandosi su come materiali e strutture possano modificare la nostra percezione delle cose.
Dopo essersi laureata in Interior Design alla Musashino Art University e aver lavorato presso il Misawa Design Institute del Nippon Design Center, Takeshita ha avviato il proprio studio indipendente. La sua pratica si muove tra ambiti che spesso vengono considerati separati: artigianato e produzione industriale, funzione e scultura, progettazione e casualità. Più che cercare una sintesi definitiva, la designer sembra interessata proprio a ciò che accade nel punto d’incontro tra questi elementi, quando una variazione minima è sufficiente a cambiare il carattere di un oggetto.


Il progetto HERE HERE: il colore non è mai fermo
In vista della sua partecipazione a Isola Design, il progetto HERE HERE offre una chiave di lettura efficace per avvicinarsi al suo lavoro. Presentato sulla piattaforma di Isola Design e realizzato per una mostra a Osaka nel 2026, il progetto utilizza tessuti caratterizzati da sfumature cromatiche per indagare il rapporto tra colore, oggetti e spazio.
Il titolo gioca con una parola apparentemente semplice: here, “qui”. Un’indicazione che sembra individuare un punto preciso, ma che in realtà cambia significato a seconda di chi la pronuncia e di ciò che gli sta intorno. Nel progetto di Takeshita, il “qui” non coincide con una posizione immutabile: si ridefinisce attraverso la presenza delle persone, la disposizione degli elementi, la distanza e il modo in cui lo spazio viene attraversato.
I tessuti sfumati diventano così strumenti per osservare come il colore agisca sull’ambiente. Le opere possono apparire diversamente a seconda della loro disposizione e della relazione con chi le guarda. Anche la contrapposizione tra condizioni monocromatiche e cromatiche contribuisce a modificare la lettura dell’insieme. Il colore, quindi, non è soltanto una qualità superficiale da aggiungere a una forma già compiuta: diventa un elemento capace di influenzare la percezione dello spazio e il modo in cui ci si orienta al suo interno. È un approccio che sposta l’attenzione dall’oggetto isolato alle relazioni che produce. Ciò che conta non è soltanto la sua forma, ma anche quello che succede quando incontra un ambiente e una presenza umana.

Tra funzione, materia e imprevisto
Questa attenzione alla percezione attraversa anche altri lavori della designer. In Eeyo, per esempio, Takeshita sperimenta con il legno di balsa, un materiale particolarmente leggero, tingendolo e sottoponendolo ad aria calda per modificarne il colore. Il risultato dipende dall’interazione tra legno, tintura e calore: le sfumature e i disegni che emergono non sono completamente controllabili, ma nascono dalla risposta del materiale al processo.
La sperimentazione mostra come il materiale non è una superficie passiva su cui applicare un’idea già definita, ma parte attiva del processo creativo. In altri lavori, Takeshita interviene invece sulla struttura stessa degli oggetti. L’interesse non si esaurisce nell’effetto visivo. È proprio in queste variazioni che il suo design trova una direzione riconoscibile: non stravolgere necessariamente le forme familiari, ma introdurre un elemento capace di farle apparire sotto una luce diversa.
Con HERE HERE, questa ricerca si sposta dalla materia allo spazio nel suo insieme. Il progetto suggerisce che il luogo in cui ci troviamo non sia una realtà fissa, ma un’esperienza costruita attraverso ciò che vediamo, come ci muoviamo e quali relazioni instauriamo con gli oggetti. Un modo di intendere il design che non si limita a risolvere una funzione, ma invita a prestare attenzione a ciò che normalmente diamo per scontato.





