In un mondo in cui il confine tra il naturale e l’artificiale si fa sempre più labile, The Caretaker – un progetto fotografico di Yael BC – si presenta come una riflessione visiva e concettuale sul rapporto tra l’uomo, gli animali e lo spazio che condividono. Ispirata alle atmosfere esistenzialiste del celeberrimo film Il Settimo Sigillo di Ingmar Bergman, questa serie si addentra nelle tematiche della mortalità, della solitudine e delle narrazioni che costruiamo per dare senso alla nostra esistenza.



La visione di Yeal BC
Un’unica figura umana stringe tra le braccia un animale scolpito, un oggetto che non è vivo, ma che conserva una presenza quasi sacra. Questo elemento, volutamente artificiale, enfatizza la tensione tra realtà e mito, tra intervento umano e natura incontaminata. Gli animali, siano essi veri o costruiti, assumono il ruolo di testimoni silenziosi, simboli di istinto, fragilità e sopravvivenza.



I personaggi si muovono in uno spazio sospeso, a metà strada tra un paesaggio pastorale e un mondo immaginato. Qui, l’identità e l’interdipendenza emergono come elementi centrali, mentre il degrado, la cura e il rinnovamento si intrecciano in un racconto senza risposte definitive. La presenza dell’animale scolpito si fa metafora del nostro bisogno di creare simboli per affrontare l’impermanenza della vita.

Come ne Il Settimo Sigillo, anche in The Caretaker le domande esistenziali non trovano risposte assolute. Questo progetto invita a riflettere su ciò che scegliamo di trattenere, su ciò che lasciamo andare e sulla sottile linea che separa il reale dall’immaginato nella nostra incessante ricerca di significato.

Photographer and Stylist: Yael BC
Models: Kari Timsson and Ragnheiður Helga, Ey Agency
Hair and Makeup: Tatyana Gud
Location: Háafell Goat Farm
Wardrobe: Brynja Líf, Baukjen, Zara
Assistant: Ósk Ebenesersdóttir
