Design Il brutalismo pop di Yont Studio
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Il brutalismo pop di Yont Studio

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Anna Frattini

Con il progetto Brutalist Pink, il designer Serdar Ayvaz e lo studio berlinese Yont Studio esplorano i confini tra scultura, suono e ritualità. Una trilogia in evoluzione che rilegge l’estetica brutalista in chiave pop e materica, dando forma a oggetti audio dal forte impatto visivo ed emotivo. Rosa, solidi, intimi ma monumentali, i tre elementi — DJ booth, listening station e speaker — sono pensati per riscrivere il modo in cui ci relazioniamo alla musica.

Tutto comincia con Brutalist Pink 01, un altare dalle suggestioni contemporanee per DJ. Il blocco rosa, compatto e ruvido, si ispira al linguaggio delle rovine, fondendo riferimenti archeologici a una palette pop che stravolge la severità del brutalismo classico. È una console monolitica, creata per performance lente, quasi cerimoniali, in cui il gesto diventa protagonista e il suono prende spazio. È un oggetto che gioca con le contraddizioni: matericità e astrazione, presenza e intimità, sacralità e ironia.

Il secondo capitolo evolve il progetto da una dimensione pubblica a una più personale. Brutalist Pink 02 è una stazione d’ascolto monolitica ma domestica: un cubo rosa chewing gum scolpito come fosse un reperto del futuro. Al suo interno, un giradischi Technics SL-1200 MK7, un amplificatore integrato, spazi per vinili, una nicchia per le cuffie e ruote per facilitarne il movimento. Il rosa pastello, apparentemente tenero, diventa simbolo di una forza silenziosa. È un invito alla slow listening, alla riscoperta della musica come esperienza fisica, intima e continua.

La trilogia si completa idealmente con Brutalist Pink 03, una coppia di speaker-scultura ancora in fase di sviluppo, ma già chiara nell’intento: fondere il suono con la materia. Le casse assumono una forma quasi totemica, scolpite come oggetti rituali che amplificano non solo la musica ma anche la presenza nello spazio. Un’estensione naturale dei primi due pezzi, che porta a compimento la visione del progetto.

Brutalist Pink è molto più di una serie di arredi audio: è una dichiarazione estetica e politica sull’ascolto lento, sulla domesticità come spazio creativo e sulla materia come forma di narrazione. Tra performance e contemplazione, tra retail e installazione, questa trilogia ci invita a fermarci, ascoltare e abitare davvero il suono. Con dolcezza, volume e presenza.

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Scritto da Anna Frattini

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