Scolpire le contraddizioni non è semplice, proprio perché la scultura è tra le arti quella che richiama più facilmente la realtà, è univoca perché non muta forma, ma imprime un’idea precisa nel marmo, o nel legno, come nel caso delle opere di Yoshitoshi Kanemaki.
Lo scultore giapponese (1972) rappresenta con le sue statue il concetto di ambivalenza, che appartiene a tutti gli uomini indistintamente, perché tutti siamo caratterizzati da contraddizioni che manifestiamo a seconda dei momenti e dei luoghi che viviamo e frequentiamo. La contraddizione è rappresentata da Kanemaki attraverso la ripetizione dei volti dei personaggi che intaglia nel legno, creando personaggi quasi alieni in cui occhi e bocche si moltiplicano spaventosamente, rimanendo uguali o cambiando dettagli come l’espressione della bocca.
Le contraddizioni non sono solo intese come azioni singole ma anche come oscillazioni spirituali, che fanno fluttuare la nostra considerazione della realtà e delle persone.
L’effetto a loop che crea Yoshitoshi Kanemaki dimostra la grande tecnica dell’artista, capace di dare l’impressione che i soggetti siano sotto una lente d’ingrandimento che modifica i volti e i corpi. In alcune opere di Kanemaki infatti la distorsione diventa quasi surreale, con i corpi diversi che si uniscono tra loro dando origine a sculture plastiche e dal dinamismo quasi futurista.









