Art Alejandra Moros, da vicino
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Alejandra Moros, da vicino

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Tommaso Berra
Alejandra Moros | Collater.al

La pelle di ciascuno, intesa come pieghe e impronte digitali, racconta una storia unica, impossibile da trovare in qualsiasi altro ipotetico sosia o gemello. Le rughe e i dettagli delle singole parti che compongono un corpo umano dipendono da aspetti genetici, ma anche dalla storia quotidiana di ciascuno di noi. Questa unicità e la voglia di scoprire da vicino i corpi sono le basi dalle quali parte l’artista Alejandra Moros (2000), che nel suo studio di Miami realizza tele che fungono da lente di ingrandimento verso storie impersonali.
Le opere dell’artista infatti non pongono l’attenzione sulle identità dei soggetti, concentrandosi piuttosto sul corpo e su dettagli qualche volta indistinguibili ma capaci di restituire una sensazione fisica come la morbidezza, oppure la pressione e la forza che le mani producono.
A tutti questi primissimi piani è poi aggiunto dall’artista quello che sembra uno strato di colore uniforme, una coperta di toni che ha l’effetto di un filtro fotografico. Sembra di entrare nell’intimità di soggetti sconosciuti, ma anche di guardare tutto come fossimo scienziati chini su un miscroscopio, per una sensazione di inaspettato distacco.

Alejandra Moros | Collater.al
Alejandra Moros | Collater.al
Alejandra Moros | Collater.al
Alejandra Moros | Collater.al
Alejandra Moros | Collater.al
Alejandra Moros | Collater.al
Alejandra Moros | Collater.al

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Scritto da Tommaso Berra

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