Photography Alessandra Rinaudo e la complessità del rapporto madre-figlia
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Alessandra Rinaudo e la complessità del rapporto madre-figlia

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Anna Frattini

What Are You Doing in Front of the Saints? è il titolo di un progetto della fotografa Alessandra Rinaudo realizzato tra il 2011 e il 2014. Un lavoro che nasce da un’esperienza personale e si trasforma in un’indagine visiva sul rapporto madre-figlia: sulla vergogna, il desiderio di vicinanza, il gap generazionale, la difficoltà di separarsi senza perdersi.

Il progetto è composto da quattro capitoli distinti ma interconnessi. Il primo, che dà il titolo all’intera opera, prende avvio da un episodio reale: la madre di Alessandra trova nella camera della figlia alcune fotografie che la ritraggono nuda nella stanza dei genitori, davanti agli oggetti religiosi di famiglia. La sua reazione, la stessa domanda che dà nome alla serie, “che cosa fai davanti ai santi?”, apre una crepa: è il punto in cui si rende visibile la distanza culturale e generazionale tra le due donne.

Il secondo capitolo, Polka Dots, Satin and Ribbons, lavora invece sul desiderio di riavvicinamento attraverso il gesto del vestito cucito a mano. Alessandra chiede alla madre di confezionarle degli abiti, come faceva quando era bambina, e di spedirglieli a Londra. Il risultato è una serie di indumenti che non sembrano pensati per una donna adulta, accompagnati da note scritte a mano che documentano gli scambi tra le due. Fotografie di abiti, di tessuti, di corpi, mescolate a frammenti di diari datati mese per mese.

Con Double Portrait, Rinaudo amplia poi la sua ricerca alla storia della madre: raccoglie fotografie d’archivio di famiglia, chiede ai parenti di raccontarle come è cresciuta, sovrappone la foto della madre giovane alla propria immagine. Il parallelismo fisico tra le due è perturbante: stessa struttura del viso, stessa posa, decenni di distanza.

Il terzo capitolo si chiude con un testo autobiografico, La storia di mia mamma, scritto in prima persona, in cui la narrazione familiare si fa documento.

Il progetto si conclude con The Embrace, una serie di auto-ritratti realizzati in collaborazione con la madre e scattati dal padre, esattamente come accadeva nell’infanzia. Le immagini seguono la convenzione del ritratto di famiglia: posa frontale, sfondo neutro, abbracci. Ma qualcosa non torna. La tensione è visibile, il disagio è presente, e non viene nascosto. È esattamente questo il punto: mostrare ciò che l’album di famiglia tradizionalmente tace.

ph. © Alessandra Rinaudo

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Scritto da Anna Frattini

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