Le immagini dreamy NSFW di Alessandro Casagrande

Le immagini dreamy NSFW di Alessandro Casagrande

Claudia Fuggetti · 2 mesi fa · Photography

Femminilità, intimità e delicatezza sono tutti elementi che vanno a comporre gli scatti NSFW del fotografo italiano Alessandro Casagrande, che vive e lavora a Los Angeles. Dotato di una sensibilità dall’animo vintage, l’artista realizza immagini poetiche, contraddistinte da un’atmosfera nostalgica. Il corpo della donna fa parte di una serie fotografica che sembra frutto di un album di ricordi e permette a chi la guarda di immedesimarsi in una sorta di storia d’amore; non a caso alcune immagini nella nostra gallery sono tratte dal suo primo libro fotografico uscito nel 2016, intitolato Dentro.

La tensione fotografo-soggetto è uno dei punti cardine della fotografia di Alessandro, che aspetta il momento di massima intesa con la modella, per riuscire a realizzare uno scatto credibile. La naturalezza con cui emergono le emozioni più profonde permette di stabilire un’empatia con gli spettatori, che si sentono inconsciamente “dentro” l’immagine, nella storia. L’artista ha inoltre sostenuto che il suo lavoro mostra al pubblico l‘essenza di una storia, cosa che molto spesso sfugge nella vita di tutti i giorni. Non è facile esternare le proprie emozioni, esporsi e rendersi vulnerabili: ecco perché un’immagine vale molto più di mille parole.

Le immagini dreamy NSFW di Alessandro Casagrande | Collater.al
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Erjola Zhuka fotografa l’oscenità del vero

Erjola Zhuka fotografa l’oscenità del vero

Giorgia Massari · 2 mesi fa · Photography

«Fotografare l’oscenità del vero significa interessarsi al mondo e non interpretarlo,» spiega la fotografa Erjola Zhuka (1986, Albania), «dove l’accezione di osceno è tutto ciò che mette fine a qualsiasi sguardo, a qualsiasi immagine, a qualsiasi rappresentazione». Le sue fotografie destabilizzanti, in mostra da Lampo Milano fino al 14 gennaio, mostrano una realtà senza filtri, in grado di abbattere le difese e far cadere le maschere sociali. I luoghi e i personaggi che Zhuka cattura appartengono alla sua realtà. Sono paesaggi familiari che restituiscono allo spettatore momenti crudi e spontanei della sua quotidianità. Quella di Erjola Zhuka è una fotografia che innesca un processo di auto-scoperta, spingendoci a rivalutare l’influenza della cultura e della società sulla nostra mentalità e sul nostro stile di vita.

Erjola Zhuka | Collater.al

Il titolo della personale da Lampo Milano meglio spiega il concetto delle fotografie di Erjola Zhuka. As if you know nothingCome se non sapessi nulla -, una frase che riporta a una condizione di vuoto, di buio, nel quale il pensiero non è condizionato da alcuna convenzione o immagine patinata. Una frase che vuole riportarci allo stato originale, primordiale, che annulla ogni conoscenza, ogni mito, con l’intenzione di crearne di nuovi. La frase non ha dunque un’accezione negativa ma vuole «favorire quel processo di straniamento che spalanca […]», si legge sul testo curatoriale di Elsa Barbieri. Una raccolta di fotografie che porta lo spettatore a mettere in discussione la propria comprensione del mondo. Erjola Zhuka ci pone davanti a un corpo anziano nudo, soggetto al cambiamento del tempo che passa inesorabile, e ci porta a chiederci: come sarebbe guardare questo corpo senza i preconcetti che assimiliamo dall’esterno? Il suo lavoro, dunque, conduce a un’osservazione che va al di là della superficie. Un susseguirsi di corpi e di ambienti collegati da due fili, quello del tempo che modifica ogni cosa e quello dell’intimità che detta la narrazione. Per giungere infine a una rielaborazione dell’identità attraverso la sola e pura documentazione di un particolare e preciso momento, inserito in un determinato spazio, della vita dell’artista.

Erjola Zhuka | Collater.al
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Courtesy Erjola Zhuka

Erjola Zhuka fotografa l’oscenità del vero
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Le fotografie di Anya Kostenko sono il nostro sogno erotico

Le fotografie di Anya Kostenko sono il nostro sogno erotico

Giorgia Massari · 1 mese fa · Photography

Quando sei una fotografa ma anche un’Onlyfanser, la linea tra arte e sesso si fa molto sottile. È il caso di Anya Kostenko che rende il suo corpo il protagonista indiscusso dei suoi scatti. Fotografa e Onlyfanser, proprio come nel caso di Anita Dadà, che abbiamo intervistato in passato, Kostenko gioca con malizia con gli aspetti più intimi della sessualità e della quotidianità. Nei suoi scatti si intrecciano delicatezza, divertimento e dolcezza. Tutto avvolto da una aura retrò che dona al suo immaginario un aspetto onirico. Un sogno sensuale che parla con audacia al pubblico, facendo leva su ossessioni e perversioni. Un esempio è la serie in cui i piedi diventano centrali. Un veicolo erotico che pone la figura umana al centro, seppur presente solo in parte. La potenza degli scatti di Anya Kostenko è da ritrovare nell’importanza che la fotografa dà ai dettagli, ai parzialismi sessuali, esaltati nelle forme e nei colori. Il taglio fotografico social e le micro narrazioni presenti in ogni fotografia rendono il dialogo con il pubblico immediato e di facile comprensione, stimolando nello spettatore sentimenti in opposizione. Eccitazione e imbarazzo, curiosità e avversione. Un’esplorazione intima alla scoperta del nostro personale sogno erotico.

Anya Kostenko | Collater.al
Anya Kostenko | Collater.al
Anya Kostenko | Collater.al

Courtesy Anya Kostenko

Le fotografie di Anya Kostenko sono il nostro sogno erotico
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La fotografa Kristina Rozhkova flirta con il suo pubblico

La fotografa Kristina Rozhkova flirta con il suo pubblico

Giorgia Massari · 1 mese fa · Photography

Le fotografie di Kristina Rozhkova (1996, Russia) flirtano con le sensazioni di disagio e di disgusto dello spettatore. In particolare è il progetto intitolato Deep Latch a spiegare meglio questo concetto. «Mi piace quando l’immagine diventa quasi fisicamente insopportabile», spiega Rozhkova che fa del contrasto aggressività-tenerezza il fil rouge del suo progetto. Il suo immaginario è crudo ed estremamente reale. L’utilizzo di un forte flash ricorre spesso nei suoi scatti, contribuendo ad esaltare i dettagli “raccapriccianti” che Rozhkova ricerca. La sua è una vera e propria ricerca sensoriale che vive in prima persona per poi restituirla allo spettatore. L’effetto destabilizzante dei suoi scatti dialoga costantemente con la fragilità, svelando aspetti intimi e quotidiani che riescono a creare un rapporto di empatia con lo spettatore. Da una parte respinto, dall’altra accolto. Una danza macabra che è capace di accarezzare con dolcezza.

Per maggiori fotografie visita il suo profilo Instagram qui
Courtesy Kristina Rozhkova

La fotografa Kristina Rozhkova flirta con il suo pubblico
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La fotografa Kristina Rozhkova flirta con il suo pubblico
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Il cibo ci ha conquistati davvero?

Il cibo ci ha conquistati davvero?

Anna Frattini · 1 mese fa · Photography

Nel corso dell’ultimo anno Internet sembra essere ossessionato dalla food culture, alimentando un trend ormai evidente anche nel mondo della cultura visuale. Dalla Tomato Girl Summer che in molti, a posteriori, prendono tanto in giro fino alle foodie fashion girlies, alla collab di Balenciaga con Erewhon e al grandissimo successo di The Bear. Il cibo sembra in momento di rinascita ma nel mondo dell’arte, della fotografia e del design c’è sempre stato. Parliamo solo di un trend passeggero o si tratta della glorificazione di un elemento da sempre presente nelle nostre vite?

Un’illustrazione di Maisy Summer

Dalla Tomato Girl Summer al melograno

Solo nel 2020 con le ricette da lockdown – qualcuno si ricorda del Dalgona Coffe? – si è parlato così tanto di cibo. Su TikTok, @wishbonekitchen ci ha fatti sognare mostrandoci la sua vita come private chef negli Hamptons quest’estate. Indimenticabili la sua Heirloom Tomato Gallette e l’orto da cui raccoglieva frutta, verdure ed erbe. Insomma, quella del 2023 è stata l’estate del cibo non solo con l’uscita della seconda stagione di The Bear ma anche con la Tomato Girl Summer. D’altra parte ora, secondo Danielle Cohen su The Cut, sembra il momento del melograno.

 
 
 
 
 
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Grazie alla loro forma e al rosso vivido che li caratterizza questo frutto è ampiamente riconosciuto come simbolo di fertilità in moltissime parti del mondo. Ma non solo, ritroviamo il melograno nella mitologia, nella storia dell’arte e sempre secondo Cohen, anche nella Torah. Insomma, frutta e verdura sembrano essere in gran parte protagoniste di questa rinascita, per questo abbiamo raccolto alcune opere e fotografie di artisti e fotografi di cui abbiamo parlato in passato e non solo.

Sfogliando fra i nostri archivi ci siamo ricordati delle foto di Michael Crichton e della sua serie fotografica, Conceptual Food ma anche di Dan Bannino che già molti anni fa raccontava le abitudini alimentari dei più potenti. Ma c’è anche Stephanie Sarley; un’artista che con il fruit fingering ha messo in discussione il modo in cui il mondo dell’arte ha rappresentato l’organio riproduttivo femminile nel corso della sua storia.

 
 
 
 
 
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Le ricette dello Studio Ghibli

A ottobre scorso è anche uscito Le ricette dello Studio Ghibli di Thibaud Villanova, un libro che riunisce moltissimi dei piatti che possiamo ritrovare nei film della celebre casa di produzione giapponese. Una pubblicazione che – insieme al successo del profilo TikTok di Sylvia Wakana che mostra l’esecuzione di piatti simili a quelli del libro – dimostra come questa conversazione sulla food culture abbracci anche il mondo dell’animazione.

Perchè sembra non trattarsi solo di un trend passeggero

Il successo del cibo nella cultura visuale è da ricercare nella sua forza comunicativa tangibile. Vediamo ed esperiamo colori e texture del cibo quotidianamente, tutti elementi evocativi di ricordi e memorie che raccogliamo da sempre. Per concludere, non resta che chiedersi quale sarà il prossimo frutto a ricevere tutte queste attenzioni già dedicate a pomodori, melograni ancor prima di avocadi e banane.

Il cibo ci ha conquistati davvero?
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