C’è un qualcosa di molto affascinante nelle cose abbandonate, smarrite, dimenticate.
Ci sono tante storie da immaginare, corse per prendere l’ultimo treno e una tasca lasciata aperta, lunghe camminate fra i surgelati in offerta in un supermercato la domenica pomeriggio, il ricongiungimento fuori da una scuola, la fine di un lavoro, di un giro in motorino o di uno sugli sci.
Ci sono tante storie e persone sconosciute dietro le foto senza fronzoli di Guanti Soli, un profilo Instagram che raccoglie le desolanti immagini di guanti persi, in coppia e, quasi sempre, soli.
Foto che raccontano la fretta, la distrazione e, in alcuni casi, la noncuranza nel gettare per terra quei tanto discussi dispositivi di protezione che servono e non servono soprattutto all’ambiente.
Un profilo che ci ricorda la sensazione di sconfitta quando, tornati a casa, ci si ritrova con un solo guanto e la consapevolezza di doverne ricomprare due per poi riperderne uno soltanto e la scelta, non sempre ponderata, di avere le mani ghiacciate pur di non ricadere in quell’inevitabile circolo vizioso che è la vita di un guanto.
