Si può guardare attraverso un filtro glamour persino il più insignificante dei gesti, come quello di mangiare patatine fritte o tagliare una pesca. Con acquerelli e colori a olio l’artista statunitense Amy Lewis dipinge gesti quotidiani, soggetti comuni, che diventano reportage di buffet aristocratici o campagne di moda couture.
Anelli d’oro, diamanti, drappi in velluto combinati a elementi appartenenti a contesti più popolari come noodles e bicchieri di caffe, serviti in eleganti servizi in ceramica.
La ripetizione del cibo come elemento di contrasto, in una rappresentazione di soggetti come immaginati dalla penna di Francis Scott Fitzerald, non è casuale. I junk food afferrati con grazia sono alla base di un’idea di intendere il cibo come un bene di lusso.
Amy Lewis riconosce il privilegio di avere cibo in tavola, non scontato in molte aree del mondo. In un’intervista a Creative Boom l’artista ha spiegato il suo rapporto con il cibo, e il perché diventa la sua principale fonte di ispirazione.
“Amo mangiare e amo anche l’aspetto del cibo. Anche quello fatto in casa può sembrare così buono. Il cibo ha colori che sono spesso vividi, così come infiniti particolari da poter rappresentare. Catturo il cibo in tutto il suo intricato splendore, ma quando ci provo, apprezzo di più il soggetto.
Inoltre, il cibo può essere carico di significato. Le ciambelle sono nostalgiche. Il cup noodle invece ricordano il liceo o l’università: è il cibo che ti ricorda casa, altri invece l’estate”.
È possibile scoprire le opere dei Amy Lewis sul sito ufficiale dell’artista.




