Photography Qui dove questi fiori fioriscono
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Qui dove questi fiori fioriscono

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Anna Frattini

Donde Florecen Estas Flores è un progetto fotografico di Ana Margarita Flores che rende omaggio alle donne del Perù, in particolare a quelle delle regioni montane andine. La fotografa, attraverso questo lavoro (tutt’ora in corso), esplora come le donne che ritrae esprimano la loro identità e conservino il loro patrimonio culturale attraverso il modo di vestirsi e i capi tradizionali. Nel corso di questo progetto l’obiettivo rimane quello di aggiungere foto che sfidano la rappresentazione stereotipata delle donne indigene, spesso marginalizzate e percepite come passive, celebrandole invece come figure dinamiche e fondamentali della cultura peruviana. Un punto di vista diverso, positivo e costruttivo nel raccontare queste storie così potenti.

Utilizzando un approccio fotografico che combina documentario e moda, Flores porta in primo piano l’indigenismo, celebrando la ricca eredità culturale del Perù. Importantissimi, fra gli elementi tradizionali del vestiario delle donne andine, sono le Polleras (gonne pieghettate fatte a mano), le Enaguas (sottogonne) e le Ojotas (sandali), esaltando così l’importanza di questi capi nella cultura contemporanea.

L’importanza delle Ojotes

La stessa Flores racconta su Instagram la storia delle Ojotas e il legame di queste calzature alla tradizione peruviana. Questi sandali sono realizzati con pneumatici riciclati, dotati di una suola spessa e cinghie per assicurare il piene mentre il materiale in gomma garantisce una presa forte e mantiene la forma nel corso del tempo. In genere, le versioni femminili sono adornate con un fiore decorativo e una cinghia aggiuntiva, mentre i modelli maschili presentano tre cinghie. Le Ojotas sono scarpe che non solo durano nel tempo ma che strizzano anche l’occhio a un concetto di sostenibilità molto lontano da quello occidentale, senza troppi fronzoli.

In questo progetto c’è anche la collaborazione – a distanza – con un’amica di Flores, Lia Lazaro, Art Director peruviana. L’obiettivo, raggiunto egregiamente, era quello di creare immagini che celebrassero i capi tradizionali e quotidiani. Insieme, le due creative sono riuscite a immaginare nuovi modi per valorizzare questi pezzi e mostrarne la bellezza e la significanza.

La genesi di Donde Florecen Estas Flores

Per realizzare questa serie fotografica, l’artista è tornata a Cusco due volte, la sua città natale, visitando anche i villaggi circostanti nella regione della Valle Sagrada. In questa occasione, ha instaurato una collaborazione con un centro di ricerca locale che lavora a stretto contatto con diversi collettivi artigianali guidati da donne indigene. «Tornare in questi luoghi» – secondo Flores – «è stato fondamentale per costruire una relazione di fiducia e lunga durata con le donne coinvolte nel progetto».

Donde Florecen Estas Flores ha inoltre l’intento di avviare una conversazione sul razzismo interiorizzato nella società peruviana, che spesso svaluta la conoscenza indigena, il sangue e la terra, considerandoli inferiori. Crescendo, la fotografa ha subito l’influenza di un’educazione che esaltava la superiorità bianca europea, senza mai mettere in discussione gli effetti duraturi del colonialismo.

La connessione matrilineare

Sempre su Instagram, è la stessa Ana Margarita Flores a raccontare in prima persona come nonostante le radici indigene della nonna materna, in Perù Flores venga percepita come bianca. Proprio per questo motivo non aveva mai messo sullo stesso piano il patrimonio culturale della nonna alla propria identità etnica. Solo di recente ha riconosciuto la sua appartenenza alle origini indigene.

Attraverso le parole della fotografa, il rapporto con la nonna, parla della quotidianità di una donna che vendeva artigianato nel sito archeologico di Pisac, vicino a Cusco. «Ho ricordi d’infanzia in cui l’aiutavo al mercato, assistendo con orgoglio nella vendita. In questa foto, posa sul balcone di mia madre a Ginevra, indossando orecchini e una collana che ha realizzato con le pietre che vendeva. Sebbene di solito rifiuti di farsi fotografare, ha fatto un’eccezione per questo progetto».

Attraverso questa serie l’artista svela quindi una storia personale, utilizzando per la prima volta autoritratti in combinazione con immagini d’archivio della sua famiglia, tra cui foto di sua madre e di sua nonna, per esplorare le connessioni matrilineari con il Perù. Il progetto permette quindi a Flores di approfondire la sua identità peruviana (e svizzera), insieme al senso di appartenenza al Paese in cui è nata, ma nel quale non è cresciuta.

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Scritto da Anna Frattini

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