Presentare Anna Sedino non è facile. La sua è una creatività che attraversa il design, lo smonta e lo reinventa, trasformandolo in un linguaggio aperto, fluido, capace di contenere e connettere universi apparentemente lontani. La sua ricerca si compone di una costellazione di oggetti, installazioni, gioielli e allestimenti, in cui il confine tra arti applicate e arti visive si dissolve a favore di un’estetica istintiva, analogica e profondamente materica.
Designer, ricercatrice, collezionista, Anna Sedino è una figura poliedrica che rilegge il design come campo espanso, dove il gesto progettuale convive con quello performativo, la collezione con la narrazione, il dettaglio con la visione d’insieme. La sua pratica è una mappa di connessioni inattese, in cui ogni elemento – metallo, stoffa, cibo, oggetti ritrovati – può diventare un tassello per generare nuovi significati.


Formatasi tra lo IUAV di Venezia e il Politecnico di Milano, dove si è specializzata in Interior Design, Anna Sedino è quello che possiamo definire una vera e propria intellettuale visiva, capace di tradurre la teoria in materia, e la materia in metafora. Il suo metodo di ricerca si chiama Colpi d’occhio: raccolte visive che mettono in relazione immagini e opere attraverso somiglianze formali o concettuali. Un approccio empirico e sensibile, che dimostra come l’arte e il design possano parlare la stessa lingua di un assemblaggio spontaneo, se osservati con l’occhio giusto.

Questo sguardo così selettivo e insieme caotico trova una sua materializzazione nella WunderkAnner, una stanza delle meraviglie contemporanea in cui Anna colleziona oggetti straordinari, ritrovati e ricombinati secondo un ordine affettivo e visivo. Ogni incontro con un oggetto è una miccia, un possibile rimando a una persona o un’idea, che finisce per confluire in progetti dal forte impatto materico ed emotivo.


Quest’anno, durante la Milano Fashion Week, Sedino cura il set design della collezione Epitelio di Lorenzo Seghezzi, trasportando l’immaginario del designer in una sorta di soffitta sentimentale. Oggetti d’arredo, quadri, suppellettili: ogni elemento del set è carico di memoria, e si organizza per isolette visive che dialogano direttamente con i look.


L’attenzione al dettaglio, alla materia e all’esperienza sensoriale si manifesta anche nei Banchetti Visivi, esperienze di visual food in collaborazione con Lido Liquor Bar. Tra sculture commestibili e installazioni effimere, ogni banchetto diventa un organismo vivo che cambia forma man mano che viene consumato, documentato nei suoi estremi da due fotografie che alimentano l’archivio. L’arte qui è atto conviviale, gesto che si dissolve.


Nel suo progetto Fiorigrafia, Sedino intreccia a mano fiori di metallo che diventano reti, infiorescenze, pareti scheletriche. Un’installazione site-specific nata nello spazio sotteraneo di Lido Liquor Bar che è in continua evoluzione e che sembra rispondere al respiro del luogo in cui prende forma. Un ricamo nello spazio, sospeso tra il botanico e l’onirico.


Nel mondo di Anna Sedino, non mancano incursioni nel tessile, come nel caso di CappellAnna, una linea di accessori all’uncinetto nati sui Colli Euganei durante la primavera del 2020: cappelli, top e collarini costruiti con filo di cotone e arricchiti da piccoli oggetti raccolti e assemblati in pezzi unici.

Infine, TorcicollAnna è la sua personale indagine sul gioiello contemporaneo: collari ispirati alle torques celtiche, realizzati con minuterie industriali e materiali di recupero. Una collezione di amuleti postmoderni, tra sacro e punk, che ha preso parte al progetto Contresens a Parigi, manifestando una nuova visione italiana del design.


Anna Sedino attraversa e connette mondi – quello del design, delle arti applicate, del collezionismo, della performance – con una sensibilità rara. La sua pratica non è altro che un vero e proprio un archivio vivente, un lessico materico che va oltre l’ordinario e lo trasforma in qualcosa di profondamente magico.
ph. courtesy in cover Aljoša Marković
