Photography Il volto armato della comunità queer attraverso gli scatti di Blake Little
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Il volto armato della comunità queer attraverso gli scatti di Blake Little

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Anna Frattini

Nel panorama della fotografia contemporanea, pochi progetti riescono a scuotere così profondamente alcune convinzioni come Concealed di Blake Little. Il lavoro del fotografo statunitense – risalente al 2019 – si muove su un terreno tanto controverso quanto attuale: l’intersezione tra comunità LGBTQ+ e il diritto di possedere armi negli Stati Uniti.

Il progetto ritrae i membri dei Pink Pistols, un’associazione di proprietari di armi LGBTQ+ cresciuta esponenzialmente dopo il tragico massacro al Pulse nightclub di Orlando nel 2016. «Pick on someone your own caliber» (in italiano, prenditela con qualcuno del tuo calibro) è il motto del gruppo, che sfida la narrativa tradizionale su chi ha diritto a protezione, autodifesa e appartenenza.

Blake Little

Attraverso ritratti potenti e a tratti quasi disturbanti, Little ci costringe a confrontarci con domande scomode: come reagisce una comunità storicamente vulnerabile alla violenza sistemica? L’accesso alle armi è una risposta o un’ulteriore minaccia? Il risultato è una serie che non cerca di offrire risposte facili, ma che ci invita a osservare da vicino persone reali, con vissuti complessi e spesso contraddittori.

A colpire è la tensione tra vulnerabilità e potere che abita ogni scatto. I soggetti, armati e fieri, mettono in crisi le categorie binarie di vittima e aggressore, mostrando un lato della comunità queer raramente rappresentato nei media mainstream. L’estetica asciutta preparata da Blake Little amplifica il peso politico delle immagini, senza ricorrere a facili effetti drammatici.

Il successo ottenuto durante la mostra alla Pride Photo Award Exhibition di Amsterdam, dove Concealed è stato il progetto più votato tra sedici in concorso, dimostra quanto il lavoro di Little riesca a toccare corde profonde, anche scomode, nel pubblico.

In un’epoca in cui il dibattito sul possesso di armi è sempre più polarizzato, Concealed non prende posizione in modo diretto. Piuttosto, mette in discussione la nostra idea di sicurezza, identità e appartenenza. E ci ricorda che ogni corpo ha il diritto – e forse anche il bisogno – di difendersi, anche quando questo significa confrontarsi con simboli carichi di ambiguità.

Leggi anche: Preservation, il progetto fotografico di Blake Little

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Scritto da Anna Frattini

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